Ernest Blenkinsop, il terzino inglese ceduto in cambio di un barile di birra!

Ernest Blenkinsop

Ernest Blenkinsop è stato uno dei migliori terzini sinistri che l’Inghilterra abbia mai prodotto. Curiosamente, però, ha avuto modo di entrare a far parte di una delle trattative di calciomercato più strane di sempre. L’Hull City, infatti, lo acquisto in cambio di 100 sterline e di un barile di birra da donare ai suoi ex compagni!!!

ERNEST BLENKINSOP, DALLA MINIERA ALLA NAZIONALE

Siamo a Cudworth, a metà degli anni ’10, un piccolo villaggio inglese nello Yorkshire meridionale. Un ragazzino di nome Ernest, per tutti Ernie, decide di seguire le orme del papà e del fratello maggiore, iniziando a lavorare in miniera. E’ la maggior attività del vicino comune di Brierley Colliery e permette a tutta la famiglia Blenkinsop di vivere dignitosamente. Nel corso degli anni, anche i fratelli minori di Ernie prenderanno la stessa strada. Tra l’altro, durante questo duro lavoro, il ragazzino rischia tragicamente di morire a soli 13 anni, in seguito ad un crollo, sopravvivendo per miracolo. Ernest, nell’occasione, è bravo a buttarsi provvidenzialmente a terra, evitando così di essere colpito dai numerosi detriti che lo avrebbero ucciso.

A 15 anni, nel dopo lavoro, inizia a giocare a calcio nella squadra del suo paese. Allenarsi dopo essere stati l’intero giorno in miniera è dura ma Ernest Blenkinsop mostra subito una forza d’animo fuori dal comune ma, soprattutto, è maledettamente bravo. Inizialmente è un centrocampista che sa abbinare ottima qualità tecnica, eleganza e visione di gioco a corsa e grinta. Col passare degli anni, si sposterà più dietro e inizia a occupare la posizione di terzino sinistro. Curiosamente, anche in questo caso, uno dei suoi fratelli lo accompagna nell’avventura calcistica. Più passano gli anni e più il ragazzo migliora, diventando il simbolo della squadra e il vero e proprio punto di forza.

LA TRATTATIVA CON L’HULL CITY

La sua avventura prosegue a gonfie vele. Il Cudworth gli dà un rimborso di 30 scellini a settimana, il più alto dell’intera rosa. Abbinato al suo stipendio di minatore, gli permette di portare soldi utili alle casse famigliari. Durante la sua esperienza nel club, riesce a portare la squadra fino alla finale della Barnsley and District Challenge Cup. E’ proprio durante questa competizione, che il suo nome inizia insistentemente a girare negli uffici di club professionistici. Una competizione che, però, non lo vedrà giocare la finalissima per via di un problema di regolamento. Secondo la FA, infatti, il ragazzo non avrebbe potuto giocare la semifinale per somma di ammonizioni. Lui, non sapendolo, era sceso regolarmente in campo.

Al termine della stagione 20-21, sono numerose le società che si fanno sotto con il Cudworth per strappare la sua firma. La più convincente è l’Hull City, che avvicina Ernest Blenkinsop al termine di una partita e lo convince di poter avere una gran carriera anche nel calcio dei big. L’affare non è semplice perchè tutto l’ambiente è legatissimo a Ernie. I tifosi la prendono da subito male e sembrano voler ostacolare le trattative. Lo stesso Blenkinsop si sente estremamente amato e riflette se deludere i suoi compaesani e lasciare il club. Alla fine, però, il presidente del Cudworth trova una soluzione che accontenta tutti. Prende 100 sterline per il trasferimento e in più convince l’Hull a regalare alla sua società anche un grosso barile di birra. Con questa, gli ex compagni e i tifosi organizzano una sorta di festa di addio, affogando nell’alcool il dispiacere per la sua cessione!!!

UNA CARRIERA DI GRANDE LIVELLO

Lo stesso Ernest Blenkinsop, ovviamente, beneficia dell’approdo in un grande club. Strappa un premio di 10  sterline (cifra considerevole per l’epoca) al momento della firma. Inoltre, si garantisce uno stipendio settimanale di 5 sterline. Di contro, però, è costretto a firmare un accordo per cui non potrà più lavorare in miniera, per paura di infortuni o eventi ben più tragici. La sua avventura all’Hull City, probabilmente anche per il grande salto direttamente dai dilettanti, non va però come sperato. Sono solo 11 le presenze in due anni ma, soprattutto, Ernie mostra una preoccupante propensione al cartellino giallo (ben 8). Sembra il classico talento destinato rapidamente a tornare negli inferi delle categorie minori, quando, clamorosamente, arriva un’offerta.

E’ lo Sheffield Wednesday a volerlo, su indicazione del manager Bob Brown, rimasto folgorato da quel ragazzo durante una partita del campionato riserve. Stranamente, in quell’occasione, Blenkinsop era stato impiegato come attaccante. Brown si convince da subito che il suo vero ruolo sia quello di terzino e lo convince facilmente a cambiare ruolo. In gioventù, era una posizione sperimentata solo saltuariamente ma Ernie dimostra di trovarsi particolarmente a suo agio sulla fascia. E’ grintoso, ha tanta corsa, tiene bene la posizione e ha un mancino importante. E’ la svolta della sua carriera, che in breve tempo subisce una clamorosa impennata. Lo Sheffield vince subito il campionato di Seconda Divisione 25-26. In pochi anni, la squadra si consacra sul tetto d’Inghilterra, laureandosi campione per due anni consecutivi.

ERNEST BLENKINSOP E LA NAZIONALE

Proprio in questo periodo, estraneamente soddisfacente nel suo percorso da calciatore, attira le attenzioni dei vertici federali. Così, il 17 maggio del 1928 esordisce in Nazionale, sfidando la Francia in amichevole. Sarà la prima di ben 26 presenze, una cifra ragguardevole per il tempo, visto che le amichevoli erano ridotte all’osso e le competizioni avevano una durata brevissima. Per un periodo, è addirittura il calciatore inglese con più gettoni in nazionale, superato poi da Roger Byrne. Nelle ultime 5 gare con l’Inghilterra ha anche l’onore di indossare la fascia di capitano. Lasciata la maglia dei Three Lions, si trasferisce al Liverpool, rimanendovi 4 anni. Proprio durante la sua esperienza i Reds inizia a soffrire di gravi problemi alla cartilagine.

Spesso è costretto a rimanere fuori dall’11 titolare ma la società, reputandolo un leader, lo vuole in panchina ad incitare i compagni. Questo nuovo “ruolo” gli vale un richiamo ufficiala da parte della federazione, poichè viene giudicato presunto allenatore. Dopo il Liverpool, Ernest Blenkinsop chiude la carriera al Cardiff, anche per via di problemi al ginocchio. Dopo il ritiro ha lavorato in una fonderia e, successivamente, come licenziatario per una ditta. E’ morto a 67 anni, 4 giorni dopo il suo compleanno. Nonostante una carriera di altissimo livello, tuttavia, verrà ricordato soprattutto per il simpatico aneddoto del barile di birra. E chissà se, amato com’era, bastò a mitigare la delusione dei tifosi per la sua cessione!!!

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