Charlie Mitten, la forte ala inglese che divenne il “Bandito di Bogotà”

Dopo i primi anni al Manchester United, il calciatore si trasferì irregolarmente in Colombia, diventando un fuori legge del calcio inglese!

Charlie Mitten

Charlie Mitten è considerato uno dei più forti attaccanti esterni nella storia del calcio inglese. Fulcro del Manchester United e nel giro della nazionale, si trasferì clamorosamente in Colombia senza il permesso della Federazione. Denominato Il Bandito di Bogotà per le sue gesta in campo e per la situazione particolare nella quale si ritrovò, al ritorno in patria subì una squalifica di 6 mesi!

CHARLIE MITTEN, UN’ALA STRAORDINARIA

La FA, la federazione calcistica inglese, lo considera come uno dei più grandi esterni d’attacco che il Paese abbia mai prodotto. Oltre che ad essere in possesso di un’ottima tecnica di base, era anche un buon realizzatore. Il calcio, Charlie Mitten, lo aveva sempre avuto nelle vene, come tutta la sua famiglia. Fratelli, cugini e perfino generazioni future, divennero quasi tutti calciatori, alcuni dei quali di buon livello. Charlie, classe 1921, nacque a Rangoon, in Birmania, mentre il padre prestava servizio nell’esercito. Tornato in patria, si dedicò alla sua grande passione per il calcio. A 15 anni riuscì ad entrare nelle giovanili del Manchester United ma la sua attività durò ben poco. Negli anni seguenti, infatti, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale e il calcio inglese ebbe una lunga e fisiologica pausa.

In quella fase, si provarono ad organizzare dei tornei, non riconosciuti dalla federazione. Mitten ebbe modo di giocare con le maglie di Chelsea e Southampton. Alla ripresa delle regolari “ostilità”, Charlie era ormai già in prima squadra e aveva 25 anni. Divenne rapidamente un fulcro del Manchester di Sir Matt Busby e nelle seguenti stagioni si fece apprezzare per un rendimento sempre molto elevato e un buon score in fase realizzativa. Nella fattispecie, divenne il primo calciatore inglese a realizzare una tripletta in una partita di campionato segnando altrettanti rigori. Un altro momento di gloria coincise con la conquista della FA Cup 47-48, arrivata anche grazie ai 3 gol di Mitten lungo il cammino. Nel 1950, dopo 4 ottime stagioni, il rapporto tra Charlie e lo United, però, conobbe una brusca interruzione.

IL BANDITO DI BOGOTA’

Gli anni ’50 furono quelli de El Dorado del calcio colombiano. Nel tentativo di accrescere il livello del campionato locale, le squadre colombiane iniziarono a ricoprire d’oro i calciatori europei per aggiungerli alle loro rose. Sostanzialmente, però, c’era un problema e non di poco conto. Il torneo colombiano non era riconosciuto dalla FIFA, pertanto tutti i contratti venivano firmati senza il consenso del massimo ente internazionale. Anche Charlie Mitten non fece eccezione e si garantì un ingaggio clamoroso se rapportato a quello che prendeva in Inghilterra. Se ai tempi dello United guadagnava soltanto 12 sterline a settimana, all’Independiente di Santa Fé riceveva un fisso di 5 mila sterline più un ingaggio settimanale di 40 sterline! Assieme a lui, firmarono per il club anche George Mountford e Neil Franklin, due dei calciatori più importanti del campionato inglese.

Proprio per il fatto che nel suo Paese il trasferimento non fosse ritenuto regolare, Mitten fu soprannominato il Bandito di Bogotà. Nel campionato colombiano ebbe un rendimento altissimo, mettendo a segno ben 15 gol. Ritenuto uno dei più grandi calciatori del torneo, fece parte anche di una rappresentativa denominata Colombian XI che avrebbe sfidato i Campioni del Mondo dell’Uruguay. Anche grazie al suo rendimento in campo, la selezione riuscì nell’impresa di sconfiggere la Celeste. Al termine dell’anno, però, la forte ala sinistra inglese sentì il fisiologico bisogno di tornare a casa. Le ottime performance con la maglia dell’Indendiente erano arrivate sino in Europa e il Real Madrid bussò alla sua porta, pronto a ricoprirlo d’oro. Nonostante un ingaggio molto sostanzioso, Mitten preferì declinare l’offerta pur di tornare al Manchester, non del tutto conscio delle conseguenze che avrebbe dovuto pagare.

LA SQUALIFICA

Al suo ritorno in Inghilterra, Mitten scoprì che la situazione era ben più grave di quella che avrebbe immaginato. Non avendo mai la FIFA riconosciuto la validità del suo trasferimento in Colombia, il calciatore era sempre stato di proprietà dello United. Non essendosi presentato per un anno intero agli allenamenti, nonostante un regolare contratto, era da considerarsi a tutti gli effetti un fuori legge. Il tecnico Busby non volle sapere nulla di lui e non provò nemmeno a perdonarlo. Mitten ricevette una squalifica di 6 mesi dalla Federazione e fu messo fuori rosa dai Red Devils. La società di Manchester, pur perdendolo per un anno, non aveva ricevuto alcun indennizzo e pensò di rientrare del danno subito cedendolo al miglior offerente. Così, Charlie Mitten finì al Fulham per l’importante cifra di 22 mila sterline.

Curiosamente, anche per via del suo caso e delle pesanti conseguenze penali, la federazione colombiana si sedette al tavolo con la FIFA per trovare accordi. Un anno dopo il caso Mitten, nel 1951 iniziarono delle lunghe trattative tra le parti che si conclusero col Patto di Lima. Si stabilì che entro il 1954 le squadre colombiane avrebbero rinunciato a tutti i calciatori acquistati irregolarmente e li avrebbero rispediti in Europa. Con la decisione, si considerò anche conclusa l’epoca de El Dorado del calcio in Colombia. Per ciò che concerne l’avventura di Charlie Mitten al Fulham, occorre specificare che non fu particolarmente entusiasmante sul piano dei risultati di squadra. Anche a causa della sua squalifica nel primo anno, che lo tenne fuori per metà campionato, il club retrocesse in Seconda Divisione, senza più riuscire a risalire nelle successive annate.

LE ULTIME GESTA DI CHARLIE MITTEN

Charlie, così, fu costretto a disputare tutte le sue ultime stagioni da calciatore nella seconda serie del calcio inglese. Nella sua ultima e vera annata da giocatore, la 54-55, fu selezionato per far parte della rosa del London XI, una compagine che avrebbe partecipato alla Coppa delle Fiere in rappresentanza dell’Inghilterra. Il London XI perse poi nella finale della prima edizione del torneo contro il Barcellona XI. A quel punto, Charlie Mitten accettò la proposta del più modesto Mansfield Town, club di Terza Divisione, per assumere l’incarico di allenatore e giocatore. Sotto la sua gestione, durata 3 anni, la squadra mostrò un calcio ultra offensivo.

Basti pensare che nel 57-58, il suo Mansfield mise a segno ben 100 gol ma ne subì 92, diventando sia il miglior attacco ma allo stesso tempo la peggior difesa del torneo. Il Newcastle apprezzò le innovative idee di gioco e nel 1958 decise di affidargli la guida tecnica. Mitten tentò di rivoluzionare totalmente l’organizzazione del club. Ottenne carta bianca dalla dirigenza e cambiò la struttura di allenamento, gli orari e le metodologie delle sedute, i pasti dei calciatori e perfino le divise da gioco. Inizialmente, grazie anche al calcio ultra offensivo che ripropose anche ai Magpies, le cose andarono piuttosto bene. La squadra ottenne due buoni piazzamenti di metà classifica, segnando e subendo molti gol.

Nella terza stagione, però, le cose iniziarono a complicarsi. Il saldo dei gol subiti divenne nettamente negativo. Con le 109 reti al passivo, il Newcastle non poté che retrocedere. Nella stagione seguente in Seconda Divisione, Mitten fu inizialmente riconfermato ma ormai il suo destino era segnato. Il suo voler mettere bocca su tutto era mal visto sia dalla dirigenza che dalla squadra e al primo passo falso fu esonerato. Si concluse così la sua carriera a grandi livelli da allenatore, che conobbe soltanto una breve parentesi all’Altrincham. Si ritirò a soli 42 anni. Successivamente, ha scritto una sua biografia, chiamata proprio il Bandito di Bogotà, e ha gareggiato a lungo con i levrieri prima di morire nel 2002.

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