Calisto Tanzi e la gloriosa “Era Parmalat” del Palmeiras

Palmeiras Calisto Tanzi

Addio a Calisto Tanzi, creatore dell’impero Parmalat, del Parma dei record e non solo

È morto stamane Calisto Tanzi, imprenditore parmigiano fondatore della Parmalat e storico presidente del Parma Calcio che negli anni ’90 si impose sulla scena calcistica nazionale ed europea. L’impero di Tanzi però non si espanse limitatamente al solo Parma. Altri club stranieri ebbero a che fare con la multinazionale del latte. In particolare in Sud America, dove alcuni club di grande blasone si fregiarono del marchio Parmalat come sponsor: il Boca Juniors, il Peñarol e soprattutto il Palmeiras che, con quel marchio visse un’epoca d’oro nella sua storia.

Quando la Parmalat sbarcò in Sud America e rese grande il Palmeiras

Accadde tutto agli inizi degli anni ’90, quando la società di Calisto Tanzi cominciò ad espandersi oltre i confini nazionali, diventando un vero e proprio impero finanziario esteso dall’Europa al Sud America. Proprio in Sud America si rafforzò il legame tra la Parmalat e il calcio, già espresso nel Parma Calcio. Il fatturato dell’azienda emiliana leader nella vendita del latte a lunga conservazione, arrivò ad aggirarsi attorno ai 400 miliardi di lire annue solo nel mercato sudamericano. Tanzi pensò così di ripetere l’operazione Parma anche in Brasile. Per farlo concluse un accordo di sponsorizzazione con  il Palmeiras che così, tutto ad un tratto, si ritrovò ad essere il club più ricco del calcio brasiliano.

L’epoca d’oro dei Verdão

La scelta del Palmeiras da parte di Calisto Tanzi aveva anche motivazioni storiche. I Verdão erano infatti un club fondato da immigrati italiani in Brasile. E il binomio portò al quanto bene visto che la squadra, dopo tanti anni, riuscì ad interrompere il proprio digiuno di trofei. In pochi anni nella bacheca del club paulista arrivarono una Copa Libertadores, due campionati brasiliani una Coppa del Brasile. Il tutto condito da una rosa zeppa di campioni o futuri tali: gente del calibro di Mazinho, Edmundo, Rivaldo, Djalminha, Asprilla (arrivato a fine anni Novanta dal Parma) e Roberto Carlos. Nel 1992, poi, il club tentò il colpaccio da novanta cercando di prendere un certo Diego Armando Maradona per poi farlo tornare al Boca (altro club controllato da Tanzi). Il tutto però fu fermato da uno sponsor giapponese del Pibe de Oro che gli impose di continuare la carriera in Europa.

I numerosi investimenti di Calisto Tanzi nel calcio sudamericano

L’esperimento fu poi replicato anche con altri club brasiliani e sudamericani. In Brasile, Tanzi risollevò le sorti della Juventude portandola ai vertici del calcio nazionale. Altre squadre sudamericane si fregiarono poi del marchio Parmalat sulle loro maglie negli anni ’90, seppur con fortune alterne. Il marchio poi divenne popolare anche in Europa dove apparve sulle maglie di club come Real Madrid, Benfica Siviglia. Poi nel 2003 cominciarono i guai giudiziari del patron Calisto Tanzi e il colosso si sgretolò insieme alle sue creature calcistiche in quello che fu il più grande crack finanziario in Europa.

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