Bernard Tapie, il “Berlusconi francese” che voleva Maradona all’OM

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L’Olympique Marsiglia e il calcio francese piangono la scomparsa di Bernard Tapie, il “Berlusconi francese”

Olympique Marsiglia e calcio francese in lutto per la scomparsa di Bernard Tapie, deceduto ieri all’età di 78 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Tapie, imprenditore ed ex politico, ha legato il suo nome proprio all’OM, club di cui è stato proprietario dal 1986 al 1994. Sotto la sua gestione il Marsiglia divenne la prima (e ancora unica) squadra francese ad alzare al cielo la Coppa dei Campioni nel 1993 in finale contro il Milan.

Bernard Tapie, una vita per il calcio tra grandeur e momenti difficili

Parigino classe 1943, Bernard Tapie è stato un personaggio dal carattere alquanto istrionico e dai molteplici interessi. Dalla musica ai motori, passando per il cinema e per lo sport, in particolare il calcio. Proprio con il calcio raggiunse la massima notorietà, diventando nel 1986 proprietario dell’Olympique Marsiglia. L’apice della sua esperienza negli anni ’90. Tapie costruì una squadra stellare con giocatori del calibro di Völler, Desailly, Deschamps e Papin, creando la rivalità con il Paris Saint-Germain, allora di proprietà di Canal+. Un’epoca d’oro che porterà l’OM ad essere la prima squadra transalpina sul tetto d’Europa nel 1993 con la finale vinta contro il Milan a Monaco grazie alla rete di Boli. Due anni prima i marsigliesi avevano sfiorato l’impresa perdendo in finale contro la Stella Rossa. Eppure gli dei del calcio si ritorceranno contro il Marsiglia e Tapie.

Dal mancato acquisto di Maradona allo scandalo delle partite truccate

Il “Berlusconi francese” era un uomo ambizioso e voleva rendere il suo Marsiglia la squadra più forte del mondo. E per farlo ci voleva il giocatore più forte del mondo. L’imprenditore transalpino, così, iniziò a fare una corte spietata nientepopodimeno che a Diego Armando Maradona. Bernard Tapie per averlo arrivò ad offrire addirittura un assegno in bianco al presidente del Napoli Ferlaino. Quest’ultimo, però, resistette alle lusinghe di Tapie strappandogli davanti agli occhi l’assegno. L’assalto fallito al Pibe de Oro fu una sorta di presagio di quanto sarebbe successo qualche anno dopo. Nel 1994 uno scandalo stravolgerà il suo OM e la sua vita. L’imprenditore transalpino infatti fu arrestato per un tentativo di combine con il Valenciennes risalente a pochi giorni prima della finale di Champions League con il Milan. Una presunta corruzione che costò qualche mese di carcere a Tapie ma, soprattutto la retrocessione in Ligue 2 dell’Olympique. Una vicenda che segnò la fine dell’era d’oro del club con Tapie che, nel frattempo diventato uomo politico nelle file del Partito Socialista francese, rientrerà in società solo nel 2000 ma da direttore sportivo. Un lungo declino dalle esperienze come attore e personaggio televisivo  fino all’ultima battaglia impari contro due tumori allo stomaco e all’esofago. Se n’è andato così l’uomo che portò il Marsiglia e il calcio francese al centro della scena europea.

FOTO: 80s&90sfootball Twitter.

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