Zenon de Souza Farias, il sublime regista brasiliano allergico alla panchina!

Zenon de Souza Farias
FUTEBOL - ZENON - ESPORTES - ACERVO - Zenon, jogador do Guarani, em 1978 - Estádio Brinco de Ouro da Princesa - Campinas - SP - Brasil - Foto: Acervo/Gazeta Press

Zenon de Souza Farias è un ex centrocampista brasiliano, dotato di grande tecnica e fulcro del Corinthians, assieme a Socrates. Purtroppo per lui, a livello di nazionale si è sempre visto chiudere le porte dalla concorrenza.

ZENON DE SOUZA FARIAS

Un delizioso regista, geniale e dalle grandi geometrie. Un’intelligenza fuori dal comune, una visione di gioco di livello superiore. Zenon, in campo, sapeva essere una vera goduria per gli appassionati. I suoi passaggi impensabili, i suoi lanci illuminanti ma anche le mitiche punizioni con cui spesso beffava i portieri. Classe ’54, nella sua carriera ha però sempre avuto un grande rammarico: le sole 5 presenze col Brasile. Troppa la concorrenza in quegli anni, anche volendo riciclarsi in un’altra posizione rispetto a quella prediletta di playmaker. Solo per citarne alcuni: Falcao, Cerezo, Zico e l’amico e compagno di squadra Socrates.

Proprio con il Dottore, Zenon ha formato uno dei centrocampi più forti e non solo a livello continentale. Inoltre, sempre assieme a Socrates, è stato uno dei creatori della famosa “Democracia Corinthiana“, una sorta di movimento politico-calcistico che portò i calciatori della squadra ad autogestirsi. Proprio in quegli anni, Zenon de Souza Farias ha vissuto i momenti più entusiasmanti della sua carriera. Due campionati paulisti e una media realizzativa di 12 gol all’anno, bottino ottimo per un centrocampista. Ma torniamo un attimo indietro nel tempo. Zenon, nato nello stato di Santa Catarina, nel sud del Brasile, inizia a giocare a calcio con il club della sua città, l’Hercilio Luz. Fa il suo esordio in prima squadra a 18 anni.

Ma è evidente, fin da subito, che quel ragazzo è fin troppo bravo ed elegante per restare lì a lungo. Infatti, dopo pochi mesi è già all’Avai. A 19 anni è il fulcro assoluto della squadra. Nonostante la giovane età, dimostra una personalità fuori dal comune e nel ’74, a soli 20 anni, segna il suo primo gol in Serie A contro l’America di Rio Grande. Col club di Florianapolis conquista anche un titolo catarinense nel 1975. Il nome di Zenon inizia a circolare anche tra società brasiliane di livello maggiore e alla fine la spunta il Guaranì, che lo preleva quando ha 21 anni.

IL TITOLO NAZIONALE COL GUARANI’

Arrivato al Guaranì, club di Campinas, si ritrova immediatamente al centro di un equivoco tattico. L’allenatore Diede Lameiro, infatti, lo reputa un centravanti. E’ convinto che la sua abilità nel proteggere la palla possa permettere ai compagni di inserirsi per poi essere imbeccati dai suoi deliziosi suggerimenti. In poche parole, una sorta dell’attuale concetto di falso 9. Pur avendo sicuramente le qualità per interpretare il ruolo, Zenon tollera poco quella posizione e non fa mancare occasione per manifestare il suo malcontento. Per tutta risposta, Lameiro lo sbatte a lungo in panchina. L’attrito dura fino al cambio di allenatore, con l’avvento di Carlos Alberto Silva, che inquadra subito quel centrocampista come il faro della sua squadra.

Zenon de Souza Farias avverte la fiducia e inizia ad esprimersi al meglio. Appena ne ha la possibilità e può raccontarsi dinanzi ad un  microfono, ricorda il nemico Lameiro e si toglie un bel sassolino. “Il calcio è una cosa semplice. Carlos Alberto Silva lo sa perfettamente. Per giocare non serve complicare le cose con schemi ed idee esagerate“. Evidentemente, una filosofia che accomuna anche i suoi compagni, che hanno una crescita esponenziale. Il Guaranì, con la nuova gestione tecnica e con le geometrie deliziose di Zenon, diventa una grande del campionato brasiliano e nel ’78 vince il suo primo titolo nazionale! La finale di andata, giocata il 10 di agosto, è contro il favoritissimo Palmeiras, dinanzi a 100 mila persone.

Al 25′ della ripresa, Leao stende il centravanti del Guaranì, che è un giovane Careca, futuro asso del Napoli di Maradona. Nell’intervento falloso, il portiere del Palmeiras rimedia anche un rosso. Il tecnico Vieira ha già ultimato le sostituzioni e manda tra i pali l’attaccante Escurinho. Dal dischetto va ovviamente Zenon, che trasforma senza patemi. Lo stesso centrocampista, nell’esultanza, si becca però un giallo, che lo costringe a saltare il ritorno. Davanti al pubblico amico, composto da 30 mila spettatori, il Guaranì bissa il successo dell’andata grazie ad un gol di Careca. E’ il tripudio!

L’ESORDIO IN NAZIONALE NELLA COPA AMERICA 79

Quel Guaranì è un’ottima squadra. Spiccano elementi di assoluto valore come il portiere Neneca, il fortissimo centravanti Careca e il suo compagno di reparto Capitao, l’ala Bozò, i tenaci Ze Carlos e Mauro. Ma la vera stella, colui che innalza terribilmente il tasso tecnico dell’intera rosa è proprio Zenon. I media brasiliani  lo esaltano. E’ ancora giovane e ha tutte le qualità per scrivere pagine di storia importanti anche a livello di Selecao. E il CT Claudio Coutinho decide di dargli l’occasione e lo porta alla Copa America del 79, facendolo esordire in alcune amichevoli precedenti di preparazione.

Il debutto nella competizione è proprio contro la Bolivia in trasferta e non è dei più fortunati. Limitati dalla solita, insopportabile altura dello stadio Siles di La Paz, i brasiliani cedono 2-1 dinanzi a 40 mila spettatori. Zenon de Souza Farias entra nei 3 minuti finali, a gara ormai compromessa dopo la rimonta boliviana al vantaggio di Roberto Dinamite. Nella 2°giornata del Gruppo B, il regista del Guaranì è invece tra i titolari nel suggestivo match con l’Argentina. Forma il centrocampo con Carpeggiani, Palhinha e Tita, mentre Zico agisce qualche metro più avanti.

La Selecao vince 2-1 con le reti di Zico e Tita. Zenon gioca 50 minuti per poi essere sostituito da Batista. Nel terzo incontro, quello di ritorno con la Bolivia, Coutinho rivoluzione gran parte della squadra ma insiste su Zenon titolare. Al suo fianco, stavolta, vi sono Socrates, Batista e Nilton Batata, col solito Zico in appoggio a Ze Sergio. I verdeoro vincono 2-0 e il centrocampista del Guaranì gioca 75 minuti prima di essere avvicendato con Palhinha. In tutto il resto della manifestazione, non vedrà più il campo. Un segnale che lo fa riflettere e lo porta ad una decisione alquanto criticata in quegli anni.

IL TRASFERIMENTO ULTRA MILIONARIO IN ARABIA SAUDITA

Zenon sa che lasciare il Brasile, proprio quando si avvicinano i Mondiali del 1982 può non essere una buona idea. Però ha capito che di spazio, in quella Selecao, ce ne sarebbe davvero poco. E lui, di fare la comparsa, non ne ha alcuna voglia. Agli ottimi centrocampisti già presenti alla Copa America ’79, bisogna aggiungere Falcao, Cerezo e lo stesso Junior, impiegato anche da terzino. Tutta gente che non ha bisogno di presentazioni e che ha il posto pressochè garantito. Anche volendosi spostare più avanti sarebbe inutile, vista la presenza dell’immenso Zico.

A questo punto, capendo che la carriera di un calciatore è relativamente breve e che certi treni passano una volta sola, Zenon saluta il calcio di un certo livello e si trasferisce in Arabia Saudita. Il Guaranì lo cede per 30 milioni di cruzeiros all’Al Helal, formazione di Jeddah. Il centrocampista firma un contratto faraonico da 10 milioni l’anno, più un 15% del suo cartellino e tantissimi altri optional come casa, macchina, ferie pagate e innumerevoli biglietti per il Brasile. In Arabia Saudita, però, le cose non vanno esattamente come preventivato. Zenon de Souza Farias sa di percepire un ingaggio da star assoluta ma non riesce mai ad adattarsi allo stile di vita del Paese. Vi resta meno di un anno, riuscendo a regalare diverse perle sul campo ma senza sentirsi felice.

Così, alla prima occasione, decide di tornare a casa. Nel 1981 è il Corinthians del presidente Matheus a ingaggiarlo. Il Timao, per riportarlo in Brasile, è costretto a svenarsi nel vero senso della parola. Gli arabi non intendono regalare nulla di quanto speso. Il cartellino viene pagato per intero con 5 milioni di sovrapprezzo. Il centrocampista, invece, fa molte meno storie per lo stipendio e viene incontro al club. D’altronde, oltre che dalla voglia di tornare nel suo Paese, Zenon è attratto da un altro particolare. Da anni, il Timao è alla caccia di un sostituto di Rivelino, dopo il passaggio di quest’ultimo alla Fluminense. E Rivelino, assieme a Gerson, è sempre stato l’idolo assoluto dell’ex Guaranì, orgoglioso di prenderne il posto.

I TRIONFI AL CORINTHIANS E GLI ULTIMI ANNI PER ZENON DE SOUZA FARIAS

Come detto all’inizio, l’esperienza al Corinthians sarà ricca di soddisfazioni. Quattro anni di grandi gioie e di un sistema di gestione dello spogliatoio del tutto nuova, denominata “Democracia Corinthiana“. Lui e Socrates sono gli assoluti fulcri di questo movimento ma anche della manovra della squadra in campo. Avevano avuto modo di annusarsi e piacersi in Nazionale, nella sfida con la Bolivia, ora riescono a migliorare sempre più la loro intesa. I due si alternano in impostazione ma anche in zona gol. Zenon dà un contributo fondamentale alle vittorie dei due campionati paulisti del 1982 e del 1983. Proprio in questa stagione, si rende protagonista di un famoso episodio di gioco.

Segna un gol bellissimo contro il Flamengo il 1°maggio con un formidabile tiro da fuori area. Il radiocronista Siveiro, disorientato dalla potenza della conclusione, disse “Zenon ha calciato fuori ma è GOL!”. Dopo i trionfi, però, qualcosa all’interno della società inizia a rompersi. La dirigenza entra in conflitto con lo zoccolo duro della “Democracia” e i rapporti si logorano. I tifosi iniziano a criticare la squadra, Zenon rifiuta alcune panchine e decide così di andarsene. Tratta a lungo con diverse big come San Paolo, Palmeiras, Santos o Gremio ma alla fine, dopo aver sfiorato un clamoroso ritorno al Guaranì, firma con l’Atletico Mineiro nel 1986.

Vi resta due stagioni, vincendo due titoli regionali. Poi, a 33 anni passa alla Portoguesa ma è in fase nettamente calante. Prolunga di altri 4 anni l’inevitabile ritiro, vestendo le maglie di Gremio Maringa, nuovamente Guaranì  e Sao Beto. Dopo la fine della carriera, trova finalmente gloria a livello di Selecao, vestendo la casacca del Brasile over 35, con cui vince ben 3 mondiali di categoria. Successivamente, ha iniziato a lavorare come commentatore televisivo e, a più riprese, si è definitivo il migliore di tutto il Brasile in questo ruolo! Insomma, Zenon de Souza Farias è stato davvero un mito, seppur “a metà” del calcio brasiliano!

Ricorda che è appena uscito il nostro libro “Frammenti Di Calcio”, con ben 258 storie su questo magnifico sport. Clicca QUI se vuoi approfondire!

LEGGI ANCHE: SERGINHO CHULAPA, UN CENTRAVANTI TROPPO UMANO NEL BRASILE DEGLI DEI