Vittorio Caporale, il “Caporalbauer” dell’ultimo scudetto Torinese

Sulle orme di Beckenbauer, ecco Vittorio Caporale

Dobbiamo tirare indietro la linea del tempo di circa 50 anni per parlare di Vittorio Caporale. Anni 70′. Strano come uno con il soprannome ‘Caporalbauer” non si sia preso la scena italiana dei più grandi difensori che il nostro calcio abbia mai sfornato. Forse perchè non ha mai giocato in una big -se non un esperienza in panchina con la maglia del Napoli a fine carriera-, forse per problemi di attitudine, o forse per tanti altri motivi. Ma non stiamo qua a questionare, perchè si esplode una volta sola, non due, non tre. Caporale la scena se l’è presa a Torino, in quel grande ed ultimo Torino dello scudetto 75-76 targato Gigi Radice e poi trasportato da Pulici e Graziani. 

Le 3 annate Torinesi

Caporale arrivò a Torino nel luglio del 75′ dal Bologna. In panchina si sedette Gigi Radice, uno che potesse portare l’esperienza da giocatore visto il palmares di 3 scudetti e 1 Coppa Campioni con la maglia del Milan. Caporale fu il Jolly dei Granata nel reparto difensivo.Jolly perchè poteva ricoprire qualsiasi posizione: dal terzino, al centrale. Conquistò subito l’amore dei tifosi. Tanto che per movenze e modi di giocare, venne soprannominato proprio “Caporalbauer” in onore del primo dei più forti difensori “liberi” della storia del calcio, nonchè Franz Beckenbauer. Quello scudetto fu una battaglia tra le due Torinesi, ma alla fine i Granata trionfarono (grazie alle 21 reti di Paolo Pulici) con 45 punti davanti ai bianconeri di Carlo Parola. Terzo il Milan di una gestione non troppo effimera di Trapattoni.

Sarà un trionfo con lacrime

Si perchè il 1976 non rappresenta solamente lo scudetto Torinese. A Novembre ci fu la morte di Giorgio Ferrini, capitano storico con più presenze e campione d’europa con la Nazionale, che si ritirò esattamente un anno prima del trionfo. Per questo quella data per il Toro sarà ricordata nel bene e nel male. Caporale poi venne ceduto al Napoli, ma giocò molto poco e dopo un anno, 1980, decise di appendere gli scarpini al chiodo per ritornare a lavorare in fabbrica con il fratello.

foto: ToroNews

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