Tore André Flo, il colosso norvegese dalle mille vite che segnava a valanga

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TORE ANDRE’ FLO, IL GIGANTE NORVEGESE

Tore Andrè Flo è stato un grande centravanti degli anni ’90 e 2000, con caratteristiche un po’ particolari. Nonostante la grande altezza (193cm), era più abile a giocare la palla con i piedi piuttosto che colpirla di testa. Abbinava un’ottima tecnica ad una più che valida velocità, che gli permetteva inoltre di muoversi di continuo tra i difensori avversari, smarcandosi in maniera tale da concludere a rete. I paragoni non mancarono di certo: molti lo accostarono a Marco Van Basten per conformazione fisica, modo di giocare e per le conclusioni dalla lunga distanza. Classe 1973, a 20 anni esordì in prima squadra nel Sogndal, trascinandola con 16 reti nella massima serie norvegese. Nel 1995 Flo andò a giocare per il Tromso, dove divenne subito capocannoniere, facendo intravedere il suo killer instinct che aveva nel repertorio. Nello stesso anno fece il debutto con la Nazionale maggiore in amichevole contro l’Inghilterra.

Con una tripletta realizzata, successivamente, contro Trinidad e Tobago e una doppietta contro il Brasile nella vittoria per 4-2 nel ’97, Tore André Flo verrà ribattezzato come Flonaldo, un gioco di parole in riferimento al Fenomeno verdeoro. L’Inghilterra, da sempre, ha un fiuto particolare per i talenti scandinavi; verso la fine del decennio, il granatiere della Norvegia era sulla bocca di tutti e fu proprio il Chelsea nel 1997 ad acquistarlo per 300.000 sterline. Un prezzo molto basso visto che il giocatore era in scadenza di contratto. E dunque, dopo cinque anni e 67 reti per essere notati, Tore arrivò in una big di Premier. I Blues erano comandati da Ruud Gullit, che all’inizio preferì la coppia d’attacco Zola-Hughes. Col tempo, però, Flo dimostrò il suo valore e, approfittando di un infortunio subito da Hughes, fece tripletta nella vittoria per 6-1 contro il Tottenham.

DECISIVO A FRANCIA ’98

Era un giocatore molto bello da vedere, che aveva la capacità di controllare ed indirizzare il suo corpo ogni volta. Cosa non semplice considerando la statura. Dal piede educato e dalla fantasia quasi sudamericana, Flo si conquistò in breve tempo il cuore dei tifosi inglesi. L’apporto che diede per la Nazionale fu a dir poco clamoroso; dopo essere stato decisivo per la qualificazione a Francia ’98, lo scandinavo diede un contributo essenziale per il passaggio del girone nella partita rimontata e vinta contro il Brasile. Sarà poi Christian Viari a eliminare definitivamente la Norvegia dalla competizione.

UN GRANDE JOLLY A PARTITA IN CORSO

L’arrivo di Casiraghi nel ’98 cambierà drasticamente la gerarchia degli attaccanti nel Chelsea. Flo venne relegato in panchina, con l’allenatore Gianluca Vialli che preferì inserirlo a partita in corso per cercare qualche stoccata vincente. E infatti, nella gara contro il Blackburn, rilevando Casiraghi nel secondo tempo, il norvegese siglò una doppietta che ribaltò il punteggio provvisorio di 3-2 in 4-3. L’infortunio occorso a Casiraghi a metà novembre, in compenso, spalancò le porte della titolarità a Flo, rivelatosi decisivo per la prima storica qualificazione in Champions League dei londinesi. Difficilmente il nativo di Stryn sbagliava una stagione, soprattutto se stava bene fisicamente. Al suo ultimo anno al Chelsea (99-2000) fu protagonista nella cavalcata in Europa, andando in rete per 8 volte, tre delle quali contro il Barcellona nei quarti di finale.

Flo realizzò complessivamente 19 reti stagionali, diventando il miglior marcatore del club. Il 23 novembre andò in Scozia, per giocare con i Rangers che registrarono per 12 milioni di sterline un record nel calcio scozzese. A 27 anni aveva firmato un contratto di 4 anni e mezzo, ma soprattutto doveva essere la risposta alla stella del Celtic, Henrik Larsson. Invece, nonostante segnasse con regolarità, l’attaccante non entrò mai nei cuori della gente di Ibrox. Inoltre, il costo dispendioso del suo cartellino e del suo ingaggio contribuirono alla disfatta economica dei Rangers. Nel 2002 tornò in Inghilterra, per giocare con il Sunderland. La cifra pagata per acquistare Flo (8,2 milioni di sterline) portò i tifosi a credere che il giocatore fosse stato supervalutato. In effetti, il rendimento risultò essere al di sotto delle aspettative.

L’ESPERIENZA AL SIENA

Nel 2003 Flo arrivò in Italia, al Siena, esordendo in Serie A il 31 agosto da titolare contro il Perugia. La prima gioia arrivò il 20 settembre contro l’Empoli, in un 4-0 chiaro e tondo per i toscani. Nel corso della stagione l’allenatore Giuseppe Papadopulo lo provò come rifinitore di Enrico Chiesa; un esperimento che non diede i frutti sperati. Chiuse la stagione con 8 gol all’attivo in campionato. Il 4 settembre 2004, Tore André Flo rimase coinvolto in un incidente autostradale, senza gravi conseguenze. L’arrivo di Gigi Simoni in panchina fu deleterio per il norvegese, che venne spedito in panchina per diverse partite. Poi, però, il tecnico ebbe l’intuizione di schierarlo come ala destra, risultando molto altalenante nelle prestazioni.

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