Sean Dundee, l’amico sudafricano di Thomas Tuchel che divenne tedesco!

Sean Dundee

Il centravanti sudafricano Sean Dundee esplose in giovane età nel calcio tedesco. Il suo ottimo rendimento convinse il CT Berti Vogts, che fece avviare le pratiche di naturalizzazione. Una mossa che, col senno del poi, frenò la carriera dell’attaccante.

SEAN DUNDEE, UN BOMBER SUDAFRICANO PER LA GERMANIA

Il calcio tedesco, nel corso della storia del calcio, può definirsi senz’altro uno dei più vincenti. La Nazionale, ad esempio, è riuscita spesso e volentieri ad arrivare in fondo alle competizioni internazionali. All’unisono riconosciuta come una delle squadre più difficili da affrontare, per la durezza, fisicità e solidità del proprio impianto, la Germania si è quasi sempre scontrata con un unico grande problema. A più riprese, infatti, la selezione teutonica non è stata perspicace nel comprendere per tempo quando fosse ora di inserire nuove leve tra i convocati.

Per questo motivo, talvolta, si è presentata ai vari tornei con rose a fine ciclo, composte da elementi molto avanti con gli anni e dando l’impressione di non avere grossi prospetti da proporre. Ogni volta, però, i tedeschi sono riusciti a smentire tutti, soffrendo per un periodo limitato di tempo, salvo poi rilanciarsi alla grande e ripartire a pieno regime. Una delle crisi più intense, ad esempio, è stata toccata nella seconda metà degli anni ’90. Reduci da una vittoria abbastanza sorprendente a Euro ’96, con una rosa molto in là con gli anni, i tedeschi continuarono a dar fiducia al gruppo storico.

Le conseguenze furono abbastanza catastrofiche nell’immediato, con misere figure al seguente Mondiale e, soprattutto, all’Europeo del 2000. Il CT Berti Vogts, nel disperato tentativo di rinnovare una squadra che sembrava non aver più talento, corsa e fame di successo, aprì le porte anche ai calciatori naturalizzati. E’ il caso, ad esempio, del ghanese Asamoah o del brasiliano Rink. Ma il selezionatore teutonico fu colpito soprattutto dalle prestazioni di un attaccante sudafricano, che dal suo arrivo in Germania stava convincendo un po’ tutti a suon di reti: Sean Dundee.

ALLA SCOPERTA DEL PANZER VENUTO DA DURBAN

Sean Dundee, però, da un punto di vista prettamente burocratico, di tedesco non aveva assolutamente nulla. Nato a Durban, in Sudafrica, si era però appassionato alla Germania nel corso delle mitiche Notti Magiche di Italia ’90. I vari Voller, Klinsmann, Hassler o Matthaus tappezzavano, con i loro poster, le pareti della sua stanza e furono, probabilmente, la ragione principale per cui Sean iniziò a giocare. Forte fisicamente, molto abile nel gioco aereo e in possesso di una buona tecnici di base, scalò rapidamente le varie selezioni giovanili, arrivando in prima squadra nel D’Alberton Callies.

Il suo sogno di militare nel calcio tedesco che tanto amava, si concretizzò col passaggio agli Stoccarda Kickers, seconda squadra della città. L’impatto con il clima teutonico fu assolutamente drammatico. Dundee passò dal caldo del suo Paese alle glaciali temperature tedesche.  Ad aiutarlo, però, ci pensò soprattutto un compagno di squadra, un certo Thomas Tuchel. Si, esatto, parliamo proprio del Tuchel attuale allenatore del Chelsea e vincitore della Champions 2020-2021. L’amicizia tra i due diventò solidissima e fu proprio Thomas a convincerlo, a più riprese, a perseguire nel suo sogno e non mollare tutto sul più bello.

Le evidenti difficoltà di adattamento, specialmente al clima e alla lingua, però, risultarono fatali nel resoconto finale della sua avventura al Kickers. Soltanto 7 gare in due anni di Seconda Divisione, quasi tutte da subentrato e senza lo straccio di un gol, culminate anche da una brutta retrocessione. Piuttosto che tornare in Sudafrica, però, avendo appena iniziato a imparare il tedesco, Dundee accettò il trasferimento nelle serie minori, firmando col TSF Ditzingen. Una decisione che si rivelò alquanto azzeccata, dato che il sudafricano iniziò a segnare a raffica, mettendo a referto ben 24 reti. Un bottino che lo portò al secondo posto della classifica cannonieri, dietro al solo Akpoborie, tra l’altro suo sostituito ai Kickers!

LA GRANDE ASCESA DI SEAN DUNDEE

L’ottima annata disputata con la maglia del TSF, aprì nuove prospettive di carriera al bomber sudafricano. Sul ragazzo piombarono diverse società di Bundesliga. Per un certo periodo, ad esempio, si parlò perfino del Bayern Monaco. In realtà, pur avendolo seguito in alcune gare, i dirigenti del club bavarese non erano rimasti convinti dal carattere del centravanti. Dopo aver valutato alcuni suoi atteggiamenti sbagliati in campo, Uli Hoeneb, dirigente del Bayern, dichiarò che non lo avrebbe preso neanche se avesse segnato 75 gol a stagione. Chi, invece, non se lo fece scappare fu il Karlsruhe di mister Schafer. In questo caso, fu determinante la mediazione dell’esperto portiere Reitmeier. Suo compagno ai tempi di Stoccarda, caldeggiò l’acquisto alla società, facendosene garante.

L’impatto di Sean Dundee con la nuova realtà fu semplicemente devastante. Il sudafricano si trovava a meraviglia nel gioco offensivo e spumeggiante di Schafer. Inoltre, il club si rivelò come una delle più piacevoli sorprese della Bundesliga. Un autentico periodo d’oro, che portò il Karlsruhe a lottare addirittura per vincere la Coppa UEFA. Dopo aver ottenuto una semifinale contro il Salisburgo nel 93-94 (prima dell’arrivo di Sean), il club seppe ripetersi con buona continuità. Ne sa qualcosa, ad esempio, la Roma, che nella scellerata stagione 96-97 con Bianchi in panchina, fu eliminata al secondo turno. Nel doppio confronto con i giallorossi, Dundee fu determinante, siglando il secondo gol nel 3-0 dell’andata. Al ritorno, invece, fu un costante pericolo per la retroguardia romanista, sfiorando a più riprese la rete.

LA NATURALIZZAZIONE TEDESCA

I 36 gol messi a segno, limitandoci solo alla Bundesliga, nel suo triennio al Karlsruhe colpirono oltremodo Berti Vogts. Già al termine del primo campionato in massima divisione, il CT tedesco si interessò alle sue prestazioni. Notando l’ormai inevitabile declino dei vari Klinsmann e Kirsten, la Germania era a caccia di nuove leve, da reperire anche oltre il proprio mondo. Per questo, l’idea di proporre la naturalizzazione a Dundee iniziò a diventare sempre più concreta. L’episodio culmine della vicenda avvenne proprio alla vigilia di una partita amichevole tra la Germania e il Sudafrica. I Bafana Bafana, nella figura del CT Barker, decisero di convocare l’attaccante per testarne il valore a livello internazionale. Ritenendola la giusta chiusura del cerchio, Sean era pronto ad accettare la chiamata, quando fu convocato d’urgenza da Schafer nel suo ufficio.

Il tecnico del Karlsruhe gli rivelò di aver ricevuto delle chiamate dalla Federazione e che c’erano ingenti possibilità di poter giocare con la Germania. Il ragazzo, fiutando la chance, decise di ascoltare i consiglio del suo allenatore. Grazie ad un piccolo infortunio diplomatico, riuscì a saltare l’amichevole in questione. Se fosse sceso in campo, pur non trattandosi di un match ufficiale, per quelle che erano le regole del tempo non avrebbe più potuto cambiare Nazionale. Effettivamente, nei mesi successivi, Sean Dundee ebbe conferma del processo di naturalizzazione nei suoi confronti. Klaus Kinkel, ministro degli esteri e tifosi del Karlsruhe, si battè in prima persona, ventilando un “evidente interesse nazionale” per giustificare l’operazione. Dopo circa un anno, finalmente, Dundee ricevette la cittadinanza e fu subito convocato da Vogts per un’amichevole con Israele.

IL PASSAGGIO AL LIVERPOOL E L’INIZIO DEL PREMATURO DECLINO

Che la carriera in Nazionale di Dundee non dovesse andare per il verso giusto, era evidentemente nel destino. Appena prima di rispondere alla chiamata del CT, il centravanti si procurò una lesione al polpaccio e fu costretto a saltare il match. Nelle successive chiamate, contro Albania e Ucraina, restò invece in panchina. A fine anno, forte ormai di un buon pedigree internazionale, arricchito dalle buone prestazioni nelle Coppe europee, il sudafricano divenne un uomo mercato. Per lui, si mosse in prima persona Guy Roux, lo storico allenatore tuttofare dell’Auxerre. I francesi parvero, effettivamente, il club più vicino al suo ingaggio, salvo poi venire scavalcati dalla perentoria intromissione del Liverpool. La chiamata dei Reds era di quelle che non si potevano rifiutare.

La grande opportunità rappresentò però, per Sean Dundee, anche l’inizio della fine. Tor Krokodil, come veniva chiamato ai tempi del Karlsruhe, fu voluto direttamente da Roy Evans. L’idea del tecnico era quella di affiancarlo ad un reparto di valore con il tedesco Riedle, il bomber Robbie Fowler e la giovane promessa Michael Owen. La dirigenza Reds, tuttavia, poco prima dell’inizio della stagione optò per un cambio in panchina e affidò la squadra al francese Houllier. Costui, pur avendo Fowler out per infortunio, non era minimamente attratto dalle qualità tecniche di Dundee. Il sudafricano, inoltre, si presentò in ritiro in condizioni atletiche imbarazzanti e finì immediatamente ai margini. Tentò di recuperare il terreno perso, ma non appena stava rientrando in forma, subì un brutto infortunio muscolare. Da lì in poi, iniziò una lunga odissea di problemi fisici che segnò definitivamente la sua avventura in Premier.

L’UNICA PRESENZA IN NAZIONALE DI SEAN DUNDEE

Nel tentativo di recuperare la miglior forma atletica, Sean iniziò a lavorare molto in palestra. Per sua stessa ammissione, si trattò di un grave errore di valutazione, dato che l’aumento di massa muscolare creò uno scompenso a livello posturale. Gli infortuni continuarono a martoriare la sua stagione al Liverpool. Totalizzò soltanto 3 presenze in campionato e un paio nelle coppe, senza ovviamente mai segnare. A portarlo alla definitiva scelta di lasciare l’Inghilterra, ci fu l’ennesima mancata convocazione da parte di Houllier, che ormai l’aveva bocciato, dopo il suo rientro in gruppo. A riportarlo in Germania ci pensò lo Stoccarda. Sean Dundee, pertanto, fece ritorno nella città che lo aveva accolto al suo arrivo in Europa ma firmando, stavolta, col club più importante locale.

Dopo aver sottoscritto un quadriennale, il sudafricano sembrò tornare a ottimi livelli. Riprese a segnare con buona regolarità, tanto da venir convocato dalla Germania B per un’amichevole. Questa selezione sperimentale era stata creata per provare nuovi elementi da inserire in una rosa nazionale sempre più vecchia e misera di talento. Sean Dundee scese in campo nel match contro la Russia B, senza più bissare l’esperienza negli anni seguenti. Anche perché, da quel momento in poi, la sua carriera subì un crollo totale. Gli infortuni tornarono a presentare regolarmente il conto. Cambiò diverse maglie, tentando anche una disastrosa avventura in Austria e tornando perfino nella sua Durban. Tuttavia, non riuscì più a tornare il Tor Krokodill che aveva fatto innamorare i tifosi del Karlsruhe e creato un vero e proprio caso nazionale per poterlo naturalizzare!

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