Rodolfo Rodriguez, la pantera di Montevideo, leggenda dell’Uruguay

Rodolfo Rodriguez Uruguay

Il portiere Rodolfo Rodriguez è considerato uno dei migliori portieri di sempre mai prodotti dall’Uruguay. Autentica leggenda del Nacional, ha saputo poi entrare nel cuore dei tifosi del Santos in Brasile. Ben 78 le presenze a difesa della porta della Celeste, con la quale ha anche indossato la fascia di capitano. Era soprannominato la Pantera di Montevideo…

RODOLFO RODRIGUEZ, LA PANTERA DELL’URUGUAY

Un Paese di poco più di 3 milioni di abitanti, una miseria se rapportata all’infinita grandezza delle vicine Argentina e Brasile. Eppure, nonostante un bacino di utenza non certo prosperoso, l’Uruguay ha saputo ritagliarsi un ruolo tra le grandi del calcio mondiale, fin dagli albori di questo sport. Ben 2 Mondiali e addirittura 15 Copa America (record assoluto) ne fanno una delle Nazionali più titolate dell’intero globo. In tutto questo, però, com’è ovvio che fosse, la Celeste ha spesso dovuto fare i conti con alcuni ruoli in campo meno “floridi” rispetto ad altri, per via della ridotta scelta di calciatori. E’ il caso, ad esempio, del portiere. Basti pensare che ormai da 12 anni il titolare inamovibile della porta uruguayana è Fernando Muslera, non certo un fenomeno ma che ha saputo collezionare ben 116 presenze.

Nel corso della storia, è stata proprio la mancanza di numero 1 di grandi livello, spesso, a limitare i percorsi della Celeste nei vari Mondiali. Eppure, come per ogni cosa, ci sono le ovvie eccezioni. Sono tre gli estremi difensori di valore assoluto che il Paese ha saputo produrre. Il primo, in ordine cronologico, è Roque Maspoli, il titolarissimo del secondo Mondiale vinto, quello del famoso Maracanzo. Poi una vera icona, una leggenda: Ladislao Mazurkiewicz, uno dei migliori dell’intero Continente sudamericano. Infine, il terzo, ma non per valore, è senz’altro Rodolfo Rodriguez, titolare della porta dell’Uruguay per ben 78 partite. Un portiere di grande fisicità grazie ai suoi 190 centimetri, dotato di ottimi riflessi e di uno stile abbastanza essenziale ma estremamente efficace. Inoltre, aveva nel carisma una dote comunemente riconosciuta, tanto da aver indossato anche la fascia di capitano della Celeste.

IL GUARDIANO VINCENTE DELLA PORTA DEL NACIONAL

Cresciuto nelle giovanili del Cerro, piccola società di Montevideo, un giovane Rodolfo Rodriguez iniziò presto a far parlare di sè in giro per l’Uruguay. Di portieri così, fortissimi fisicamente, imponenti tra i pali e dotati di carisma, da quelle parti se ne vedevano pochi. Così, gli bastò un solo anno di prima squadra nel suo club per attirare le attenzioni del ben più blasonato Nacional. Il Tricolores non ci pensò due volte e nonostante i neanche 20 anni del portierino, nel 1976 gli affidò la difesa dei propri pali. Iniziò un periodo meraviglioso, in concomitanza anche con la nascita di una squadra fenomenale e capace di imporsi a livello intercontinentale.

Presto denominato la Pantera, per i suoi riflessi felini, Rodriguez fu il titolare del Nacional per ben 7 stagioni. Totalizzò qualcosa come 270 presenze, raggiungendo già dal primo anno la Nazionale. Con il Nacional arrivarono ben 3 scudetti ma, soprattutto, la Copa Libertadores del 1980. Nel doppio confronto contro i brasiliani dell’Internacional di Porto Alegre, Rodolfo Rodriguez fu grande protagonista. Riuscì a mantenere la sua porta inviolata sia nello 0-0 in Brasile che nel trionfale 2-0 a Montevideo. La magnifica impresa permise al Nacional di prendere parte anche alla prima storica edizione della Copa Intercontinentale a gara unica, disputata a Tokyo.

Le grandi parate di Rodriguez furono ancora una volta determinanti per portare il team di mister Mujica sul tetto del mondo. Un 1-0 ai danni del grande Nottingham Forest di Brian Clough, firmato dalla rete di Victorino dopo 10 minuti. In quegli stessi anni di grandi gioie personali, Rodriguez si fece conoscere anche per il curioso look con cui era solito scendere in campo. Spesso e volentieri, il portiere indossava dei pantaloni della tuta di colore azzurro. Un qualcosa che, anni dopo, riproporrà (seppur in grigio) l’ungherese Gabor Kilary.

ALLA CONQUISTA DEL BRASILE

Il periodo d’oro a livello personale e di club si riflesse perfino in ambito di Nazionale. L’Uruguay, anche grazie alla carismatica e rassicurante presenza tra i pali di Rodolfo Rodriguez, seppe vincere una Gold Cup nel 1981 e una Copa America due anni dopo. Proprio in seguito al trionfo a livello Continentale, la Pantera di Montevideo considerò concluso il suo ciclo al Nacional. Aveva bisogno di nuovi stimoli e di provare ad alzare nuovamente l’asticella della sua carriera. Ovviamente, come ogni favola con una conclusione, Rodriguez disse addio alla Tricolores solo dopo aver vinto il titolo. La tappa successiva fu il Brasile, a difesa della porta del Santos, una nobile assoluta del calcio locale ma che stava vivendo un periodo di transizione.

Con la maglia della squadra che rese grande Pelè, Rodolfo Rodriguez non tardò a farsi amare. I tifosi si sentivano estremamente sicuri con lui tra i pali, anche perché, fin da subito, seppe conquistare lunghi periodi di imbattibilità.  In Brasile, la Pantera riuscì a vincere un Paulista al primo tentativo e poco altro. Nonostante ciò, è tutt’ora considerato il miglior portiere nella storia del club e ha ricevuto, nel 2010, una particolare targa per commemorare una delle sue più grandi imprese. Nel 1984, infatti, si rese protagonista di una delle parate più belle della storia del calcio. Un quintuplo intervento consecutivo datato 14 luglio. In quell’occasione, il suo Santos sfidava l’America di Rio Preto tra le mura amiche.

Una gara valida per il campionato Paulista e terminata 2-0 in favore del Peixe. Risultato che, però, portò soprattutto la firma del portierone uruguayano. Su un tiro apparentemente innocuo da fuori area, Rodriguez sembrò in ritardo e se la cavò solo con l’aiuto del palo. Da lì, si innescò un’incredibile carambola che portò gli attaccanti dell’America a calciare verso la porta per altre 4 volte. In tutti le occasioni, la Pantera riuscì miracolosamente a ribattere le conclusioni. Dopo 3 anni trascorsi in Brasile, Rodolfo ebbe modo di misurarsi anche con il calcio europeo. Un paio di anni non esaltanti in Portogallo, con la maglia dello Sporting Lisbona, prima di tornare in terra brasiliana, dove concluse la carriera.

Prima un campionato tra i pali della Portuguesa e poi un biennio con il Bahia prima del ritiro nel 1994. Proprio durante questa sua ultima esperienza, incrociò i suoi guanti con i tacchetti di un giovane Ronaldo. Il Fenomeno, minorenne ma già fenomenale, gli rifilò una bella cinquina a neanche 17 anni nel 6-0 del suo Cruzeiro. Dopo l’addio al calcio giocato, a 38 anni, il leggendario Rodriguez si è specializzato nel ruolo di preparatore dei portieri, ricoprendolo anche con la Celeste. Inoltre, ha messo su un’azienda di produzione agricola, che cura in prima persona! A riconoscere la sua grandezza, ci pensato anche l’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS) che lo ha piazzato al 12°posto tra i più grandi estremi difensori del Sudamerica!

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