Ramiro Blacut, il primo sudamericano nella storia del Bayern Monaco!

Ramiro Blacut Bayern

Il boliviano Ramiro Blacut, nel 1965, si trasferì in Germania per giocare con il Bayern Monaco. L’attaccante fu il primo sudamericano a militare con il club bavarese, affiancando grandi campioni come Beckenbauer e Muller!

RAMIRO BLACUT, IL PRECURSORE BOLIVIANO CHE FINI’ AL BAYERN MONACO

Approdare al Bayern Monaco può rappresentare il coronamento di un’intera carriera. Uno dei club più blasonati e prestigiosi del mondo intero, con un palmares incredibile e un appeal che, nel corso degli anni, non è praticamente mai svanito. Nel corso della propria storia, per lo più vincente, la squadra bavarese non ha avuto un numero elevatissimo di calciatori sudamericani. Tra i più positivi, specialmente nel passato più recente, ricordiamo elementi come Giovane Elber, Paulo Sergio, Claudio Pizarro, Martin Demichelis o Roque Santa Cruz, tanto per citarne alcuni. Eppure, in pochi sanno che il primo calciatore giunto dal Sudamerica fu addirittura un boliviano! E che, incredibilmente, approdò in un Bayern che era addirittura in Seconda Divisione!

Siamo nella stagione 64-65 e il Bayern del tecnico slavo Zlatko Cajkovski, a caccia della promozione in Bundesliga, annuncia l’ingaggio di una giovane promessa di 21 anni. Di professione fa l’attaccante, è rapido, molto resistente e si fa apprezzare per il grande lavoro in fase di non possesso. I dirigenti bavaresi, tra l’altro, lo seguono da oltre un anno. A far aizzare loro le antenne, le strepitose prestazioni del ragazzo nella mitica Copa America 1963, vinta clamorosamente dai padroni di casa della Bolivia per la prima e unica volta. Proprio nell’edizione in questione, Ramiro Blacut, a soli 19 anni, è stato nominato miglior calciatore dell’intero torneo e si è guadagnato l’interessamento di diverse squadre europee, tra cui proprio il Bayern Monaco.

L’APPRODO IN GERMANIA

Ramiro, in realtà, è un vero e proprio precursore. Talento purissimo, ha praticamente bruciato tutte le tappe della sua carriera. Nella Cantera del Bolivar, uno dei club più importanti del Paese, era semplicemente troppo bravo. Gol e giocate fenomenali che dimostrarono come le competizioni giovanili gli stavano fin troppo strette. Così, a soli 15 anni, il ragazzo viene buttato nella mischia, tra i grandi. Proprio in questa sua esperienza, ha modo di assaggiare per la prima volta l’Europa. Il Bolivar, infatti, organizza una lunga tournée nel Vecchio Continente, toccando ben 12 grandi città per altrettante amichevoli. Tra le varie tappe, c’è anche la Germania, grazie alle sfide contro Hertha Berlino e Amburgo. Nell’occasione, Blacut, a soli 17 anni, si dimostra decisamente il più interessante tra i componenti della rosa boliviana.

Niente male per un ragazzino che, pur essendo molto preso dal calcio e intuendo le sue le importanti prospettive, ha deciso di continuare imperterrito i suoi studi di edilizia civile. Intanto, dopo la grande parentesi nella Copa America, il giovane attaccante riesce a lasciare la Bolivia ma, prima di arrivare effettivamente in Europa, fa una tappa intermedia in Argentina. Lo tessera il Ferro Carril Oeste, squadre delle ferrovie di Buenos Aires. Nella capitale argentina, il talentuoso boliviano non trova moltissimo spazio ma riesce comunque ad approcciarsi con un nuovo calcio, di livello superiore a quello a cui era abituato. Dopo una stagione sola, però, Ramiro Blacut decide di trasferirsi in Germania, essendo ormai venuto a conoscenza dell’interessamento del Bayern Monaco e di altri club.

LE INIZIALI DIFFICOLTA’ DI RAMIRO BLACUT NEL FARSI TESSERARE DAL BAYERN

L’idea del giovane attaccante è quella di conciliare le sue due attività ad un livello maggiore. Vuole continuare gli studi in Europa ma, allo stesso tempo, strappare un ingaggio che gli possa permettere di coltivare il sogno di diventare calciatore. La prima tappa è Karlsruhe, la cui squadra milita in Bundesliga. Blacut sostiene un provino con la società tedesca e desta un’ottima impressione. Lo staff tecnico è propenso a tesserarlo ma è a questo punto che sorgono difficoltà burocratiche. In quegli anni, per poter militare in una squadra tedesca, è necessario avere un’occupazione, che il ragazzo non ha ancora trovato. Pertanto, il Karlsruhe è costretto a rinunciare all’ingaggio dell’ex Bolivar. Tuttavia, Ramiro Blacut non demorde e resta in Germania, attendo il seguente inverno per la grande opportunità, che gliela fornisce proprio il Bayern Monaco.

I dirigenti bavaresi, che lo avevano ammirato nella Copa America di un anno e mezzo prima, scoprono della sua presenza in terra tedesca e lo chiamano per un provino. Blacut si ritrova a sostenere un allenamento al fianco di calciatori straordinari come Sepp Maier, Franz Beckenbauer o Gerd Muller. La cosa che, però, lo lascia fin da subito perplesso (e deluso) sono le strutture del club. In quegli anni, infatti, il Bayern è alle prese con gravi carenze logistiche ed è costretto ad allenarsi in un impianto vecchio, ricavato da alcuni campo da baseball appartenenti a basi militari nordamericane. Anche in questo caso, comunque, Blacut desta ottime sensazioni e il tecnico Cajkovski decide di tesserarlo. Ad agevolare la pratica, stavolta, c’è il fatto che il boliviano, nei mesi di attesa precedenti, era riuscito a entrare nella vicina facoltà di ingegneria. Inoltre, come da protocollo per tutti i calciatori locali, anche a Ramiro viene dato un lavoro, come manovale.

IL PRIMO SUDAMERICANO A GIOCARE E VINCERE CON I BAVARESI

Arrivato il tanto atteso tesseramento con il Bayern Monaco, Ramiro Blacut è costretto a triplicarsi, dovendo giocare, lavorare e studiare. Una vita massacrante ma che lo accomuna anche ai suoi compagni più blasonati. Basti pensare, ad esempio, che il portierone Sepp Maier, fuori dal campo, è uno stimato fabbro mentre Gerd Muller vende mobili.  A questo punto, però, occorre specificare il perchè il Bayern si trovi in Seconda Divisione. Tutta “colpa” della riforma che nel 1963 ha colpito il calcio tedesco. Fino a quel momento, infatti, la struttura prevedeva la disputa di 6 differenti campionati regionali. L’intenzione di unirli in un’unica competizione, chiamata Bundesliga, portò alla selezione dei 16 club meglio piazzati nei vari tornei distrettuali. Clamorosamente, i bavaresi rimasero fuori e furono costretti a prendere parte alla Seconda Divisione.

Ramiro Blacut, in ogni caso, non ci mette molto a farsi apprezzare. In quello che è il tridente offensivo del Bayern, viene schierato con frequenza nel ruolo di ala destra. Lo interpreta a modo suo, con grandissima dedizione e grinta, correndo su ogni pallone e lottando con tutte le sue forze. I compagni lo apprezzano e ne danno feedback decisamente positivi. Per la squadra, inoltre, si tratta di un percorso trionfale, che porta alla tanto agognata promozione in Bundesliga. La matematica certezza del grande salto avviene il 26 giugno del 1965, nella larga e spettacolare vittoria per 8-0 contro il Borussia Berlino. Blacut, oltre a essere il primo sudamericano nella storia del club, è anche il primo a laurearsi campione, seppur in Seconda Divisione. Le sue 19 presenze sembrano un buon biglietto da visita per affacciarsi con fiducia anche al massimo torneo nazionale ma le cose, purtroppo andranno diversamente.

LO SFORTUNATO ADDIO AL CALCIO TEDESCO E IL RITORNO IN BOLIVIA

Dopo aver contribuito con buone prestazioni alla promozione del Bayern, Ramiro Blacut figura anche nella rosa della stagione 65-66. Il ragazzo ha fiducia e avverte la stima dello staff e dei compagni ma già dal ritiro qualcosa va storto. Il boliviano, infatti, subisce un brutto infortunio che lo tiene ai box per un lungo periodo. Durante la sua assenza, il Bayern Monaco trova la giusta quadra e ottiene ottimi risultati, proponendosi nelle zone alte della classifica nonostante sia una neopromossa. Al ritorno, per Blacut non c’è più spazio. L’attaccante fatica a ritrovare la migliore condizione e, catapultato in un campionato estremamente fisico come la Bundesliga, non riesce davvero a imporsi. Cajkovski, che l’anno prima ne aveva sfruttato alle perfezione le doti, lo mette ai margini del progetto. Il giovane 21enne non totalizza neanche una presenza e così, ad inizio 1966 decide di fare ritorno in patria.

Una scelta che, col senno del poi, giudicherà come prematura. Con la giusta persistenza e continuando a lavorare duramente sul campo, infatti, avrebbe nuovamente potuto riprendersi quello spazio che ormai non aveva più. Nuovamente nella sua Bolivia, Blacut torna ad essere un calciatore di primo piano. Milita in club importanti come Bolivar, Melgar e The Strongest, segnando numerosi gol e vincendo svariati titoli. Nel mentre, rimane un punto fermo della Nazionale. Dopo il suo ritiro, ha nuovamente modo di tornare in Germania per poter studiare da allenatore. Una carriera che, peraltro, gli riserverà altre soddisfazioni, portandolo sulla panchina di molti club boliviani e venendo eletto per ben 3 volte come selezionatore della Nazionale. Ramiro Blacut, in definitiva, ha avuto un’esperienza piuttosto breve nel calcio tedesco ma sufficiente a farlo entrare nella storia come un vero e proprio pioniere.

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