Pegguy Arphexad, l’anonimo portiere francese che vinse senza giocare

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PEGGUY ARPHEXAD, UN PORTIERE VINCENTE A MODO SUO

La vita del portiere di riserva a volte può essere molto strana e insoddisfacente. Restare relegati in panchina per quasi tutta la carriera rappresenta un punto di non ritorno, e tutti i sacrifici fatti per arrivare a contendersi un determinato palcoscenico vengono demoliti. Il pregio, però, qual è? Che si può essere vincenti lo stesso. Che tu sia un leader, un campione o un comprimario la sostanza non cambia, e nella storia ci sono stati tantissimi calciatori che hanno alzato trofei pur non facendo troppa fatica. Tra questi c’è Pegguy Arphexad, portiere francese degli anni ’90 e 2000 che in 16 anni di carriera fece appena 39 presenze. Iniziò a giocare sull’isola caraibica della Guadalupa e a 15 anni si trasferì in Francia per cercare fortuna. La sua statura possente (190cm all’incirca) era di fatto il suo punto di forza, che sfruttava principalmente nelle palle alte.

Peccava solamente in agilità, non a caso nelle poche apparizioni fatte prese dei gol molto evitabili. Debuttò con la maglia del Brest in adolescenza ma con l’aggravarsi dei problemi finanziari il club fu dichiarato fallito nel dicembre del 1991. “Quando ho giocato la mia prima partita da professionista avevamo un’ottima squadra (David Ginola, Maurice Bouquet). Abbiamo finito a metà classifica in prima divisione. Dopo di che ebbero problemi finanziari e scesero in seconda divisione. Dopo sei mesi il club scomparve. Tutti noi che eravamo sotto contratto eravamo liberi di muoverci”. Arphexad si trasferì successivamente al Lens nel ’91, restandoci 6 anni e racimolando solo 3 presenze. Passò poi in prestito al Lille e, nonostante fosse molto apprezzato avendo rappresentato la Francia a livello Under-21, era ancora considerato troppo giovane per essere un titolare fisso.

LE FORTUNE IN INGHILTERRA

Nel 1997 il Leicester City stava cercando un portiere esperto. Nella stagione precedente le Foxes erano arrivate none nella massima serie inglese e avevano anche vinto la League Cup battendo il Middlesbrough in una finale rigiocata a Hillsborough. Era una squadra competitiva e organizzata, che godeva di uno stretto legame dentro e fuori dal campo. Questo non poteva che rappresentare una nuova rampa di lancio per Pegguy Arphexad, ancora in attesa di dare una svolta alla propria carriera. L’ambiente era quello ideale per tentare fortuna, che arrivò con la vittoria della League Cup 99/2000. L’estremo difensore si rese protagonista in tutto il cammino della competizione, prendendosi la titolarità su Tim Flowers e parando due rigori decisivi nei quarti di finale contro il Fulham. Nel 2000 Arphexad si trasferì al Liverpool, vincendo ben 6 medaglie da sostituto inutilizzato.

Due coppe di Lega, una FA Cup, una Coppa UEFA, una Charity Shield e una Supercoppa UEFA. Insomma, anche dalla panchina Pegguy vide la gloria, la fama, la beatitudine, personale e collettiva. Un portiere anonimo nella storia del calcio che ha scelto la strada del successo nella maniera più “semplice” possibile. Ma va bene così, d’altronde è la vita del secondo portiere.

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