Neil Tovey, il primo bianco ad alzare al cielo la Coppa d’Africa

Neil Tovey

Neil Tovey, il capitano bianco per la nazionale nera del Sudafrica

La Coppa d’Africa ci regala spesso storie particolari come ad esempio quella del Sudafrica e del suo capitano Neil Tovey. Un uomo che ha scritto la storia del calcio sudafricano, uno sport da sempre preferito dalla popolazione di pelle nera. Tovey è stato degno capitano bianco di quella squadra che al motto di One Team One Nation, scrisse una delle più belle favole del pallone africano da cui per tanto tempo era stata esiliata. Il tutto un anno dopo il trionfo ai Mondiali di Rugby contro gli All Blacks e pochi mesi dopo la vittoria ai Mondiali di cricket contro l’Inghilterra.

Un difensore che sognava di diventare un dottore

Classe 1962, Neil Tovey nacque a Pretoria nel 1962 da una famiglia di origini inglesi, ma ha vissuto per quasi tutta la sua vita a Durban. E proprio a Durban si avvicinò al gioco del calcio ad appena sette anni. Un’anomalia nel Sudafrica dell’Apartheid dove i bianchi spadroneggiavano nel rugby e nel cricket mentre ai neri era riservato il soccer. Neil però sognava non di diventare un calciatore, bensì un dottore medico. Alla fine però scelse la carriera calcistica partendo dalla squadra della sua città, il Durban City, dove debuttò nel campionato sudafricano nel 1981 militandovi fino al 1985. Poi, dal 1986 al 1989 giocò con l’AmaZulu, club dell’etnia Zulu. Nel 1990, anno della grande svolta per il suo paese con la liberazione di Nelson Mandela e la caduta del regime di Apartheid, anche la carriera di questo roccioso difensore subì una svolta con l’approdo ai Kaizer Chiefs. Nel blasonato club sudafricano Tovey militò fino al 1999, consacrandosi anche a livello internazionale.

Neil Tovey e la trionfale avventura con la sua nazionale arcobaleno nella Coppa d’Africa 1996

Con i Kaizer Chiefs Neil Tovey vinse due campionati e una Coppa di Lega Sudafricana. La soddisfazione più bella, però, sarebbe arrivata con la sua nazionale. Nel 1996 il Kenya dovette rinunciare ad ospitare la Coppa delle Nazioni Africane. Ne approfittò proprio il Sudafrica che si aggiudicò l’organizzazione della manifestazione. Una vetrina importante per la Rainbow Nation che, dopo il trionfo dell’anno precedente nella Coppa del Mondo del Rugby, aveva la possibilità di giocare per la prima volta la Coppa d’Africa dopo un lungo auto-esilio imposto dal regime dell’Apartheid per il rifiuto di schierare giocatori neri. Il Sudafrica del 1996 era invece una squadra composta prevalentemente da giocatori di colore, che prediligevano il calcio come sport. Il capitano dei Bafana Bafana era però un bianco, ossia il difensore con  il numero 9 Tovey. La nazionale sudafricana iniziò il suo cammino battendo per 3-0 il Camerun a sorpresa. Poi vittoria  di misura contro l’Angola e infine k.o. contro l’Egitto a chiudere il girone. I padroni di casa si qualificarono ai quarti a pari punti con gli egiziani, affrontando e battendo a sorpresa l’Algeria 2-1. A questo punto i tifosi sudafricani, bianchi e neri, iniziarono ad entusiasmarsi sempre più e il 31 gennaio arrivò un’altra affermazione clamorosa contro il Ghana, regolato con un secco 3-0. Mancava solo l’ultimo ostacolo affinché la favola si compisse.

Un altro trionfo contro l’Apartheid

Il 3 febbraio 1996 al Soccer City Stadium di Johannesburg andava in scena l’ultimo atto della Coppa delle Nazioni Africane tra i padroni di casa del Sudafrica e la Tunisia. Una prima volta per entrambe le squadre. I Bafana Bafana, sospinti dal loro popolo e da un tifoso speciale come Nelson Mandela, in tribuna insieme al vicepresidente de Klerk e al capo dell’opposizione, attaccarono fin da subito gli avversari. Il portiere e capitano tunisino El Ouaer sembrava un muro invalicabile. Si andò al riposo sullo 0-0. Al venti minuti dalla fine, il CT sudafricano Clive Barker decise di giocarsi la carta Mark Williams in attacco, entrato al posto di Phil Masinga. Una scelta azzeccata perché fu proprio il bomber nero a regalare la vittoria segnando due gol in appena due minuti tra il 73′ e il 75′. Il Sudafrica diventava Campione africano grazie ai gol di un bomber di colore e ad un capitano… bianco. Neil Tovey ricevette il trofeo dal Madiba Mandela e fu il primo calciatore bianco a vincere la Coppa d’Africa.

La carriera di Neil Tovey dopo il trionfo del ’96

A 33 anni Nick Tovey divenne Campione d’Africa e la sua avventura nel calcio giocato continuò fino al 1999. Poi, una volta appese le scarpe al chiodo, ha iniziato una buona carriera da allenatore. Una carriera che ebbe come punto più alto la vittoria della Coppa delle Nazioni Sud Africane femminile nel 2002. Dal 2015 al 2020 è stato direttore tecnico della Nazionale maschile che ha guidato anche nonostante due attacchi di cuore che lo hanno colpito tra il 2015 e il 2016. Un vero leader anche dietro la scrivania.

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