Mozart, un maestro per l’orchestra della Reggina

Mozart

Mozart, il direttore d’orchestra brasiliano calabrese di adozione

Se diciamo Mozart pensiamo tutti al grande compositore austriaco. In ogni dove tranne che in un posto. A Reggio Calabria, infatti, si conosce un altro Mozart oltre al maestro di musica. Si chiama Mozart Santos Batista Júnior, più conosciuto con il nome in omaggio al musicista salisburghese. Un nome azzeccatissimo viste le sue caratteristiche da calciatore espresse soprattutto in Calabria.

Un regista sbarcato quasi per caso in riva allo Stretto

Quella Calabria nella quale arrivò praticamente in maniera casuale all’alba del nuovo millennio. Dopo aver esordito nel 1999 ad appena vent’anni nel Coritiba, il centrocampista di Curitiba restò praticamente un anno e mezzo in Brasile, la sua patria. Nel 2000, infatti, si era trasferito al Flamengo e il club rossonero proprio in quel periodo fece alcune amichevoli in Spagna affrontando Atlético Madrid Betis Siviglia. Ad assistere ad una delle due partite c’era anche un dirigente di una squadra italiana appena promossa in Serie A. Era il direttore sportivo della Reggina, in tribuna per visionare un terzino destro flamenguista ma a impressionarlo  fu un mediano biondo e con un nome particolare. Ovviamente si trattava di Mozart che giocò talmente bene da convincere il dirigente del club calabrese a portarlo in Italia. Il centrocampista brasiliano sbarcò  dall’altra parte dello Stretto di Messina con un arduo compito. Rimpiazzare due giovani omologhi del calibro di Roberto Baronio e soprattutto Andrea Pirlo, che avevano appena lasciato Reggio Calabria, lasciando vuota la cabina di regia della squadra amaranto.

I cinque anni di Mozart alla Reggina

Una eredita pesante che condizionò il ragazzo all’inizio della sua avventura calabra. L’ambientamento al calcio italiano non fu dei migliori e la concorrenza nella squadra era tanta. I più esperti Cozza, Mamede, Zanchetta, Bernini Brevi tolsero inizialmente spazio al giovane regista ex Flamengo. Alla fine Mozart collezionerà 11 presenze e un gol col Napoli nella stagione 2000/2001 che però si concluderà con un’amarissima retrocessione per gli amaranto dopo il doppio spareggio contro l’Hellas Verona deciso da una rete di Cossato nella gara di ritorno. La retrocessione però si rivelò paradossalmente una manna dal cielo per il biondo che proprio da quella stagione diventò un pilastro del club reggino. Il nuovo allenatore Franco Colomba gli affidò la cabina di regia nel suo 3-4-1-2 e il metronomo brasiliano contribuì al terzo posto degli amaranto che significò l’immediato ritorno in massima serie. L’inizio di campionato sotto la gestione di Bortolo Mutti però non fu dei migliori e al suo posto arrivò Gigi De Canio. Il cambio di allenatore penalizzò Mozart che a metà stagione si ritrovò sorpassato nelle gerarchie anche da Cozza e Nakamura adattati al suo ruolo. Poi, nell’ultima parte di stagione tornò titolare ma per la salvezza bisognava passare ancora da uno spareggio.

Un amore mai sopito per il club amaranto

L’avversario di turno era l’Atalanta. La gara di andata al “Granillo” terminò a reti bianche. A Bergamo, dopo il vantaggio iniziale dei padroni di casa firmato da Natali, la Reggina riuscì a compiere l’impresa con i gol di Bonazzoli e Cozza. Uno spareggio indimenticabile per i tifosi reggini. Nel frattempo Mozart si era perfettamente integrato nel capoluogo calabrese conquistando tutti con la sua simpatia, tanto da imparare anche qualche parola del dialetto locale. L’avventura di Mozart in Italia durerà altri due anni, in cui divenne anche capitano del club amaranto. Poi, nell’estate 2005 le strade si separarono: il metronomo reggino approdò nella fredda Russia allo Spartak Mosca, dove giocò per quattro stagioni. Poi, dopo una breve parentesi al Palmeiras, si concesse un’altra esperienza italiana con il Livorno nella stagione 2009/2010. Reggio Calabria però gli è rimasta nel cuore. Così, una volta appese le scarpe al chiodo, ebbe la possibilità di tornare nella stagione 2014/15 come membro dello staff tecnico dell’allenatore e amico Ciccio Cozza. E come nella stagione 2003 arrivò una salvezza tribolata con Mozart che per un breve periodo sostituì Cozza. A fine stagione però arrivò il momento di lasciare ancora la Calabria per spiccare il volo in Brasile. Con il perpetuo sogno di ritornare in quella città nella punta dello stivale italiano che gli ha dato tanto da calciatore.

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