Michael Tarnat, il terzino tedesco con la dinamite al posto del piede sinistro!

Laterale difensivo di Bayern e City, tra le altre, e famoso soprattutto per le potentissime punizioni

Michael Tarnat

Michael Tarnat era un terzino sinistro conosciuto soprattutto per la potenza del suo calcio. Micidiale sui calci di punizione, ebbe una carriera lunghissima, legata soprattutto ai successi col Bayern Monaco. Nel giro della Nazionale per diversi anni, giocò anche una stagione in Premier con il Manchester City.

MICHAEL TARNAT E QUEL SINISTRO ESPLOSIVO

Michael Tarnat era uno di quei giocatori capaci di determinare da soli le sorti di un incontro. Non perché fosse dotato di chissà che qualità, fantasia o dribbling ma, semplicemente, perchè quando si avvicinava sulla palla, al momento di un calcio piazzato, per l’avversario c’era solo da pregare. Un tiro potentissimo, traiettorie di pura forza che, qualora avessero colto lo specchio della porta, diventavano praticamente imprendibili per i portieri, attenti anche alla loro incolumità. Per certi versi, Tarnat, detto Tanne dagli amici, era una sorta di versione tedesca di John Arne Riise, norvegese ex Liverpool e Roma.

Da giovanissimo, in molti gli pronosticavano una carriera di primissimo livello. Ai tempi del Duisburg, il club con il quale esordì da professionista, si sentiva spesso ripetere che sarebbe arrivato più lontano di qualunque altro collega tedesco. Non fu esattamente così, anche se Tarnat è comunque riuscito a costruirsi un ottimo pedigree nel calcio teutonico. La successiva tappa fu anche quella che lo fece conoscere al calcio internazionale. Con la maglia del Karlsruhe, infatti, disputò un’ottima Coppa Uefa nella stagione 96-97. Ne sanno qualcosa anche i tifosi della Roma, che se lo trovarono dinanzi del drammatico doppio confronto che costò l’eliminazione ai capitolini.

IL RAPPORTO CONTROVERSO CON LA NAZIONALE TEDESCA

Tanne mostrò tutte le sue qualità. Era un terzino ovviamente più portato alla fase offensiva, grazie alla sua prorompente forza e a quel sinistro esplosivo con cui disegnava traiettorie velenosissime sia verso la porta che in direzione dei suoi compagni. In fase difensiva, invece, mostrava qualche crepa in più, anche se riusciva comunque a cavarsela. Inoltre, sempre grazie al piede mancino, era in grado di trasformarsi in un vero e proprio regista basso, con le sue lunghe sciabolate che riuscivano a tagliar fuori le difese. Le ottime prestazioni con il Karlsruhe rappresentarono la svolta. Innanzitutto, nel suo terzo e ultimo anno nel club, arrivò la convocazione in Nazionale.

Con la squadra allenata da Berti Vogts, Michael Tarnat  non riuscì a instaurare un rapporto particolarmente proficuo. La Germania, infatti, al di là della conquista dell’Europeo del 96 (con il terzino non presente tra i convocati), entrò in un lungo periodo buio. La mancanza di ricambi e una rosa ormai sempre più vecchia furono le ragioni principali. Tanne lottò anche con la pressione di venir considerato uno dei pochi prospetti in grado di rilanciare le ambizioni della Nazionale. In definitiva, fu testato con frequenza nel biennio post Euro 96, totalizzando ben 19 presenze ma non riuscendo a convincere appieno. Così, archiviata la gestione Vogts, fu poi messo da parte da Ribbeck, che non lo considerò idoneo al suo nuovo ciclo.

MICHAEL TARNAT E IL BAYERN MONACO

Dall’estate del 1997, il 28enne Tarnat si guadagnò il passaggio al più blasonato club del Paese. Il Bayern Monaco, infatti, già al tempo era solito fare incetta dei migliori calciatori del campionato. La forte concorrenza del Borussia Dortmund, che in quegli anni vinceva anche in ambito internazionale, aveva spinto i bavaresi a forti investimenti. Quello di Michael Tarnat era un nome che, dopo tutto, metteva tutti d’accordo. Un giocatore ormai esperto, reduce da importanti anni al Karlsruhe e nel giro della Nazionale. Il primo anno al Bayern fu forse il migliore in assoluto della sua carriera. Tanne, infatti, ripagò i soldi spesi per il suo cartellino con prestazioni di altissimo livello. Ben 7 reti in Bundesliga, un’enormità per un terzino, e svariati assist.

Nelle stagioni seguenti, invece, Michael si ritrovò spesso a fare i conti con la forte concorrenza del francese Lizarazu, tanto che in diverse occasioni giocò anche da esterno di centrocampo. Il suo lungo periodo bavarese fu condito da una quantità industriale di successi. Arrivarono ben 4 campionati, 3 coppe di Germania, 4 Supercoppe, una Champions League e una Coppa Intercontinentale. Curiosamente, nel suo periodo al Bayern, si ritrovò anche in porta in un’occasione, dopo l’espulsione di Oliver Kahn a cambi ultimati! Ormai avviato verso i 34 anni anni, il calciatore fu informato dal club circa l’intenzione di non rinnovare il contratto, anche dopo numerosi infortuni. Si chiuse, così, dopo 6 stagioni, un rapporto d’amore e di successi.

L’ESPERIENZA AL CITY E IL FEELING INCREDIBILE CON L’HANNOVER

Rimasto svincolato, Tarnat iniziò a riflettere sul suo futuro. Per sua stessa ammissione, considerò perfino l’ipotesi di un ritiro, dato che gli stimoli iniziavano a venir meno. A riaccendere la passione per il calcio, ci pensò il Manchester City. Gli inglesi, ben distanti dalla corazzata di oggi, cercavano disperatamente di aggiungere elementi esperti e di valore ad una rosa piuttosto modesta. Il nome di Tarnat era ovviamente l’ideale e il calciatore, molto lusingato per l’opportunità, firmò un contratto annuale. I tifosi del Citiziens ne ammirarono subito le capacità balistiche, già nell’esordio ufficiale, durante un turno preliminare di Coppa Uefa. Dinanzi ai gallesi del TNS, Michael Tarnat mostrò la miglior versione di sé.

Tante sgroppate sulla fascia, cambi di gioco, cross velenosi e anche qualche conclusione potente delle sue, che però non centrò il bersaglio. Molti, nell’ambiente City, avrebbero voluto vederlo nei suoi anni migliori, poiché le sue caratteristiche tecniche e fisiche sembravano perfette per quello che era il calcio inglese del tempo. La stagione in Premier, tuttavia, non fu delle più semplici. La squadra andò incontro a delle enormi difficoltà, tanto da lottare con le unghie e con i denti per la salvezza. Tarnat riuscì a segnare 4 gol, tra cui una splendida punizione da 35 metri con il Blackburn che fece esplodere lo stadio. Nel corso dell’anno, il tedesco venne paragonato a Stuart Pearce, lo “Psycho” del calcio inglese, ma più per il modo di giocare che per il carattere.

Lo stesso Tanne rise di gusto al confronto, quando ne fu informato in una conferenza stampa, affermando che in Germania Pearce era un vero mito. Al termine della stagione, il manager Keegan decise di non rinnovare il contratto del giocatore. Ancora una volta, il terzino meditò di ritirarsi, salvo poi cambiare idea e firmare per l’Hannover. Quello che sembrava un semplice ultimo passo di addio, si trasformò in un’altra splendida storia d’amore. Tarnat, infatti, rimase nel club per ben 5 anni, giocando fino ai 40 suonati. Appesi gli scarpini al chiodo, ha diretto le giovanili del Bayern per diverse stagioni, mentre di recente si è trasferito proprio all’Hannover con la medesima carica. Per concludere, ecco un video con alcune delle sue micidiali e proverbiali punizioni!

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