Max Vieri, il fratello minore di Bobo che giocava con l’Australia!

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Massimiliano “Max” Vieri è il fratello minore di Bobo e vanta anche alcune presenze con l’Australia. Al contrario del più famoso centravanti, però, non si è mai riuscito a imporre, militando sempre nelle categorie inferiori italiane.

MAX VIERI, DALL’AUSTRALIA CON FURORE

Un po’ una similitudine con i fratelli Baggio. Anche i Vieri hanno avuto due percorsi molto simili. Bobo campione affermato, capace di imporsi a livello mondiale e di difendere i coloro della nostra Nazionale. Max, invece, ha tanto in comune con Eddy Baggio, tanto da averci perfino composto un tandem d’attacco “d’arte” ai tempi dell’Ancona. Anche lui “schiacciato” dal peso del cognome, anche lui meno dotato del fratello maggiore, anche lui ad accontentarsi di una carriera di secondo piano. Ma Massimiliano si è riuscito comunque a togliere una grandissima soddisfazione, quella di militare in Nazionale. Ok, non l’ha fatto con il colore Azzurro che magari avrebbe sognato di indossare ma, grazie all’Australia, Max Vieri ha assaporato i campi internazionali.

Proprio nella terra dei canguri è nato il più giovane dei due Vieri. Il papà Roberto, calciatore anche lui, si era recato a Sidney per giocare con il Marconi Stallions. Max fa ritorno in Italia poco dopo Bobo, a metà degli anni 90, e si lega al Prato. Quando il fratello maggiore viene acquistato dalla Juventus, lui rientra nella trattativa e fa lo stesso percorso. E’ una grandissima opportunità ma anche una consuetudine bianconera in quegli anni. Moggi, infatti, ha spesso operato in questo modo, legando tantissimi calciatori delle categorie minori alla Juve per poter controllare la loro crescita o inserirli in future trattative. E sarà proprio questo il destino di Max, che dopo un annetto di giovanili a Torino, inizia a farsi le ossa nelle categoria minori.

TANTA GAVETTA TRA SERIE C E B

La prima occasione di giocare tra i grandi per Max Vieri, il ragazzone arrivato dall’Australia, è proprio con il Prato, la sua ex società che lo rileva in prestito. In Toscana disputa 15 partite, sigla una sola rete e retrocede assieme ai suoi compagni in C2. E’ un attaccante ancora sgraziato, una prima punta potente ma non quanto il fratello. E’ 182 cm di statura per 82 kg, che ne fanno un centravanti discretamente strutturato ma non al punto tale da fare a sportellate con tutte le difese avversarie. Dal punto di vista tecnico, invece, il ragazzo manifesta dei limiti, pur avendo forza fisica e progressione.

La successiva esperienza al Fano, in C2, mostra dei primi incoraggianti progressi. Max disputa 22 partite e mette a segno 5 gol. Sarà la terza avventura, quella di Brescello, a farne davvero un calciatore. Gli emiliani lo prelevano in comproprietà dalla Juventus e lui ripaga la fiducia con ben 12 gol. Anche grazie alle sue prestazioni, il Brescello si spinge fino ai playoff, per poi uscire col Cittadella. A fine anno, la Juventus  lo riscatta e lo riporta inizialmente a Torino. Fa la preparazione estiva con la squadra di Ancelotti, ridotta all’osso per le ferie prolungate dei tanti reduci dall’Europeo.

Quando poi rientrano i big dalle vacanze, Vieri viene nuovamente spedito in prestito, per la prima volta in Serie B. E’ l’occasione giusta per misurarsi con una categoria superiore e l’Ancona è la piazza ideale dove poter crescere con relativa calma. Tra l’altro, proprio in questa esperienze nelle Marche, Max formerà nel primo anno una suggestiva coppia di attacco con Eddy Baggio. Insieme, riusciranno a portare l’Ancona ad una tranquilla salvezza. Vieri segna 9 gol, Baggio ne fa 7. L’anno seguente, Eddy finisce a Catania mentre Max è confermato.

MAX VIERI E L’ESORDIO INTERNAZIONALE CON L’AUSTRALIA

La buona stagione di esordio in B viene poi bissata al secondo anno, quando Vieri migliora ulteriormente il suo bottino e realizza 12 gol. Seppur senza avere l’esplosione improvvisa che ebbe il fratello Bobo, anche lui inizia a mostrarsi sempre meno sgraziato. Cresce stagione dopo stagione e, pur essendo ancora considerato un attaccante di categoria, inizia ad attirare le attenzioni delle società più blasonate di B. Nel 2002-2003 è al Verona, appena retrocesso dalla A. Gioca da titolare quasi l’intero campionato, segna 6 gol e nel complesso delude un po’ le aspettative.

L’annata successiva è addirittura al Napoli, altra nobile decaduta di quegli anni che lo acquista in comproprietà. I partenopei vivono periodi durissimi, tra crisi societaria e un impoverimento tecnico che porta la squadra ad un passo dalla C. Il cammino pessimo dei campani non risparmia neanche Vieri, che però si batte al massimo delle sue energie. Sigla 5 gol che, in un modo o nell’altro, risultano importanti per la salvezza. Il club decide di approfittare del suo contratto in scadenza con la Juve per prenderlo a titolo definitivo. Tuttavia, poco dopo la società fallisce e il ragazzo si ritrova svincolato.

Il periodo in Campania, però, è fondamentale per la carriera di Vieri. Il ragazzo, infatti, giocando in una piazza importante come quella partenopea, attira le attenzioni anche del suo Paese di nascita. Il CT Frank Farina, dopo averlo sentito per telefono, decide di convocare Max Vieri con l’Australia, sfruttando il doppio passaporto. L’esordio avviene nella sua città natale, a Sidney, il 21 maggio 2004, contro la Turchia, entrando al 1° minuto della ripresa. La partita termina 3-1 in favore dei turchi. Curiosamente, tre giorni dopo le due squadre replicano il medesimo incontro. Vince di nuovo la Turchia 1-0 e Vieri gioca un’oretta scarsa.

IL SUCCESSO IN COPPA D’OCEANIA

Pur non avendo particolarmente brillato nelle prime due gare in maglia Socceroos, il minore dei Vieri viene convocato per la successiva Coppa D’Oceania a fine maggio. L’edizione 2004 si disputa proprio in Australia, con i padroni di casa ovviamente super favoriti. La formula è piuttosto semplice. Si gioca un girone di sola andata tra tutte e 6 le partecipanti. Le prime due, successivamente, si affrontano in una finale di andata e ritorno da giocare però a ottobre. Max Vieri è in campo da titolare nel debutto della sua Australia contro la Nuova Zelanda ad Adelaide. L’incontro termina con una vittoria per 1-0 (gol di Mark Bresciano) e l’ex attaccante del Napoli gioca 67 minuti.

Dopo aver riposato nel secondo impegno, è nuovamente tra i titolari nella terza gara contro le Isole Figi, nuovamente ad Adelaide. E’ un match senza storia, che termina con un netto 6-1 ma Vieri rimane nuovamente a secco nei 59 minuti trascorsi sul terreno di gioco. Nella quarta partita (il 3-0 a Vanuatu) è in panchina mentre gioca ancora da titolare nella quinta e ultima sfida del torneo. Sempre ad Adelaide, l’Australia impatta per 2-2 contro le Isole Salomone, diretta inseguitrice. Vieri gioca solo il primo tempo e anche stavolta non brilla e rimane a secco.

Nel mese di ottobre, l’Australia disputa la doppia finale con le Isole Salomone, vincendo in modo netto con un 5-1 in trasferta e un 6-0 in casa. Max non farà parte di quella rosa ma, avendo disputato 3 gare della competizione, potrà comunque fregiarsi del titolo vinto. Con la maglia dei Socceroos disputa un ultimo incontro, un’amichevole in Sudafrica terminata 1-1, entrando nei 23 minuti finali. Successivamente, Frank Farina verrà sostituito in panchina da Guus Hiddink nel luglio del 2005 e l’olandese non prenderà mai in considerazione l’attaccante italo-australiano. Pertanto, Vieri chiude la sua carriera internazionale con 6 gettoni e senza realizzare alcun gol.

LA PARTE FINALE DELLA CARRIERA

Dopo l’esperienza al Napoli e l’avventura con la maglia dell’Australia, Max Vieri riparte da Terni, ancora una volta in B. Disputa 18 partite, non trovando tantissimo spazio, e le impreziosisce con 4 reti. Molto negative, invece le due seguenti esperienze a Trieste e Arezzo, club con i quali ha diviso equamente la stagione 2005-2006, senza mai segnare. Non va meglio l’anno dopo a Novara in C1, quando pur trovando posto regolarmente tra i titolari, mette a segno soltanto 3 gol. Sembra un giocatore ormai a fine carriera nonostante non abbia ancora trent’anni. Riesce, però, ad avere un sussulto finale nelle ultime due esperienze.

A Lecco, in Serie C1, fa coppia in attacco con Savoldi, già suo compagno durante l’esperienza napoletana del 2003-2004. Disputa 31 partite mettendo a segno 7 gol al termine di un’annata che si è conclusa, però, con la retrocessione della sua squadra dopo lo spareggio play-out contro la Paganese. Chiude con 4 stagioni nel “suo” Prato, contribuendo anche a riportarlo dalla C2 alla C1 con 19 gol complessivi. Appesi gli scarpini al chiodo, il minore dei fratelli Vieri ha iniziato la carriera da allenatore nelle giovanili di Empoli, Prato e Fiorentina. Curiosamente, nei Viola (dove allena tutt’ora Max) esercita la stessa professione anche Eddy Baggio. Un altro, ennesimo esempio, di quanto possa essere pesante avere certi cognomi sulle spalle…

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