Mauro Silva, il fortissimo mediano del Brasile anni 90 e bandiera del Depor!

Mauro Silva

Il “volante” brasiliano Mauro Silva è stato uno dei migliori interpreti del ruolo negli anni 90. Un lavoro spesso oscuro ma che, a distanza di tempo, lo ha consacrato come un gradissimo mediano, praticamente insostituibile. E’ anche uno dei protagonisti della vittoria al Mondiale 94 in finale contro l’Italia nonché bandiera del più forte Deportivo la Coruna della storia.

MAURO SILVA “O VOLANTE DO BRASIL”

Una vita da mediano. Da chi segna sempre poco. Che il pallone devi darlo a chi finalizza il gioco. Una vita da mediano che natura non ti ha dato nè lo spunto della punta né del 10, che peccato!” cantava Luciano Liguabue oltre 20 anni fa. Nel suo testo, il cantante italiano citava come esempio Lele Oriali, l’oscuro lavoratore dell’Italia ’82 e delle magiche notti spagnole. Una figura, quella del mediano davanti alla difesa che corre anche per i compagni e che lascia i meriti agli altri, individuabile in quasi tutte le squadre più forti della storia. Non fa ovviamente eccezione il Brasile.

Terra di grandi talenti, di fantasisti dai piedi buoni, di calcio bailado. Se non hai quelle doti, molto probabilmente finisci in porta, nella migliore delle ipotesi a fare il mediano o, come lo chiamano loro, il volante. Il classico ultimo baluardo della mediana, il calciatore che deve dare equilibrio e, possibilmente, saper anche giocare discretamente la palla. In tutto questo, Mauro da Silva Gomes eccelleva, come pochi altri. Una vera e propria calamita, capace di fare incetta di palloni recuperati. Intelligenza tattica e polmoni di acciaio. Ma attenzione, sarebbe sbagliato ridurre le sue qualità solo alla fase difensiva.

Perché Silva, oltre che interpretare il ruolo di mediano alla perfezione, aveva anche un’ottima tecnica di base. Non fantasia, quella la lasciava agli altri, ma controllo di palla e visione di gioco erano quello di un calciatore di un livello elevatissimo. E poi la leadership, da vero capitano, un incarico che in carriera ha ricoperto spesso. Se proprio bisognava cercare un difetto, era senz’altro rappresentato dal tiro in porta. Un gesto che faceva di rado e con scarso successo, come testimonia l’unico gol realizzato in tutta la sua lunga vita professionale.

BANDIERA DEL DEPORTIVO

Cresciuto nelle giovanili del Guaranì, Mauro Silva vi resta fino all’età di 22 anni, non riuscendo mai a trovare molto spazio. La svolta della carriera coincide con il passaggio al Bragantino. Qui, incontra un tecnico che ne cambierà totalmente dimensione, rendendolo uno dei mediani più forti del mondo. Wanderlei Luxemburgo, uno degli allenatori più vincenti e quotati di tutto il Brasile, lo prende sotto la sua ala protettiva. Di quel centrocampista piuttosto anonimo ne fa un calciatore di livello internazionale. Lo controlla in tutto, anche nella vita privata. Ne è una prova l’episodio della moto. Mauro, infatti, ha l’abitudine di recarsi al campo di allenamento a bordo della sua motocicletta.

Un’abitudine che al tecnico proprio non piace, tanto che un giorno chiede al suo calciatore di poter fare un giro. Entrato in possesso delle chiavi, gli sequestra il veicolo fino al termine del campionato per timore che, cadendo, si possa fare male o finire anche peggio. Mauro recepisce il messaggio e, al momento della restituzione delle chiavi, preferisce venderla. Con la maglia del Bragantino conquista il Campionato Paulista al primo anno, nel 1990. Pochi mesi dopo, fa il suo esordio nel Brasile, che nel mentre tentava una piccola rivoluzione dopo il “flop” a Italia 90. Silva diventa subito un elemento imprescindibile, formando un’autentica diga di centrocampo con Dunga. Più avanti, ci concentreremo nello specifico, sulla sua avventura nella Selecao.

Nel ’92 il suo nome è ormai conosciuto anche in Europa e il Deportivo la Coruna lo preleva assieme ad altri due connazionali: Donato e Bebeto. Con i tre nuovi acquisti, il Depor inizia un percorso entusiasmante che lo porterà a essere per diversi anni uno dei club migliori di Spagna. Con la maglia dei galiziani disputa qualcosa come 369 partite di Liga in 13 anni, siglando anche l’unico gol della sua carriera. Il primo trofeo è del 94-95 ed è la Coppa di Spagna, vinta per 2-1 contro il Valencia. Curiosamente, questa sarà una delle poche gare saltate nel suo periodo spagnolo, a causa di un acciacco fisico. Qualche me dopo, la squadra vince anche la Supercoppa di Spagna contro il Real Madrid.

L’ARRIVO DI IRURETA

Il periodo più bello in assoluto, il Deportivo la Coruna lo vive dal 98 in poi. La società affida la guida tecnica a Javier Irureta, che porta uno spirito nuovo. Propone un calcio propositivo, basato su un 4-2-3-1 ricco di interpreti fantasiosi. Ovviamente, uno dei 2 lì in mezzo è Mauro Silva, che ha il solito compito di correre, intercettare palloni e ripulirli per i trequartisti. Tra loro ce n’è uno in particolare, anch’esso brasiliano, che quando è in giornata fa letteralmente impazzire tutti: si chiama Djalminha. Il Deportivo conquista un meraviglioso scudetto nella stagione 98-99, al quale si aggiungono un’altra Coppa di Spagna e ben due Supercoppe.

E’ una squadra capace di farsi rispettare anche in Europa, prendendo parte a ben 5 edizione della Champions League e arrivando a disputare anche una semifinale. Proprio in quella edizione, la 2003-2004, incrocia la strada dei campioni in carica del Milan. A San Siro, nella gara di andata, i giochi sembrano chiusi con un netto 4-1 a favore dei rossoneri. Al Riazor, però, dopo che Mauro ha suonato la carica per tutta la settimana ai compagni, la musica cambia. La squadra di Ancelotti è sotto shock, incredula dinanzi al ritmo indiavolato dei galiziani.

Nella fattispecie, è proprio Silva a destare impressione, visti i 36 anni recitati dalla carta di identità. Il brasiliano sembra tarantolato e disintegra totalmente il connazionale Kakà. Il 4-0 finale non fa una piena e porta il Deportivo al penultimo ostacolo, rappresentato dal Porto di Jose Mourinho. I portoghesi avranno la maglia di misura, vincendo 1-0 il ritorno dopo lo 0-0 dell’andata. Mauro decide di prolungare la sua carriera di un ulteriore anno, prima di appendere definitivamente le scarpe al chiodo nel 2005 a 37 anni.

MAURO SILVA E I TRIONFI CON LA SELECAO

Un’altra storia d’amore lunga e ricca di soddisfazioni, il “volante” la vive con la maglia del suo Brasile. Un percorso iniziato nel ’91 grazie all’intuizione di un CT d’eccezione che corrisponde al nome di Paulo Roberto Falcao. Uno che di mediani se ne intende e non poco. Reputa Mauro Silva un calciatore formidabile, tanto che si dirà che l’avesse addirittura consigliato alla Roma, senza venir ascoltato. La coppia con Dunga funziona, i due si dividono i compiti con Mauro che resta più basso e l’ex Pescara più portato all’aggressione. La prima competizione degna di nota è la Copa America del 1991. Il Brasile giunge secondo, alle spalle dei rivali dell’Argentina.

E’ il passo che porterà poi la squadra a vincere il Mondiale del 94, con il blocco creato da Falcao e poi migliorato da Parreira. Negli USA, Mauro è uno degli insostituibili. Spesso, nel corso degli anni, quel Brasile è stato etichettato come scarso, come fortunato, come qualitativamente povero. E’ uno dei tanti falsi miti creati nel calcio. E’ si una squadra molto attenta agli equilibri e che preferisce schierare un centrocampista difensivo in più rispetto alla solita incetta di trequartisti. Allo stesso tempo, però, presenta in rosa calciatori formidabili. Il portiere Taffarel, i difensori Aldair, Jorginho, Branco, Cafù. A centrocampo, oltre che a Silva, si fanno apprezzare Rai (il fratello di Socrates) Zinho, Dunga e Mazinho.

Davanti, spazio alla fantasia di Bebeto e Romario, coppia pressoché inarrestabile. Un calciatore di talento come Leonardo, pur di provare a trovare spazio, ha provato a riciclarsi come terzino. Inoltre, seppur ancora 17enne, in rosa c’è anche un certo Ronaldo. Il cammino del Brasile non è caratterizzato da un gioco spumeggiante ma vede la squadra avanzare di partita in partita fino ad arrivare alla finalissima. Sulla strada della Selecao, alla conquista del quarto titolo mondiale, c’è l’Italia di Sacchi. Ne vien fuori una partita brutta, condizionata dal caldo e dalla paura di perdere. Il Brasile vince ai rigori e Mauro diventa campione del mondo, da grande protagonista.

LA COPA AMERICA 97 E L’INFORTUNIO

Quel gruppo, negli anni seguenti, è ulteriormente rafforzato dall’esplosione di calciatori come Roberto Carlos, Rivaldo, Ronaldo e Ronaldinho. Ovviamente, Mauro Silva mantiene il suo posto. Nessuno CT rinuncerebbe mai alle sue impressionanti doti di ruba palloni, alla sua lucidità tattica e al suo innato carisma. E’ nuovamente tra i titolari del formidabile Brasile che vince la Copa America 97 in Bolivia. Al contrario di quella “americana”, questa è una Selecao tutta classe e fantasia. Il CT Zagallo, consapevole della netta superiorità tecnica dei suoi, schiera tantissimi calciatori di talento.

Djalminha illumina, Ronaldo e Romario distruggono ogni difesa. Cafù e Roberto Carlos sono ali aggiunte, Aldair un regista arretrato, Denilson regala momenti di pura magia con i suoi fantastici dribbling, spesso futili ma estasianti. E lui, Mauro, è là in mezzo con la numero 5 che identifica il ruolo del volante in Brasile. Mette in bacheca il secondo trofeo importantissimo a livello di Nazionali e mette nel mirino il terzo, il Mondiale francese. Solo che stavolta è la sfortuna a mettersi di traverso. Mauro si fa male ed è costretto a rinunciare alla spedizione transalpina. Un’assenza pesantissima per Zagallo che lo sostituisce con il buon Gilberto Silva.

Ed è qui che tutto il mondo si rende conto dell’importanza di Mauro Silva. Un giocatore sicuramente sottovalutato, che fa lavoro oscuro, che non ama le prime pagine dei giornali. Eppure, praticamente insostituibile. Silva ha poi continuato a far parte della Selecao anche nel ciclo successivo. E’ riuscito a disputare alcune partite di qualificazione ai mondiali del 2002 ma ormai 34enne, è stato escluso da Felipe Scolari. Una volta chiusa la carriera da giocatore, Silva non è voluto rimanere nel mondo del calcio. Attualmente, gestisce alcune agenzie immobiliari in Brasile!

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