Massimo Borgobello, il nostalgico centravanti diventato idolo di Terni

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MASSIMO BORGOBELLO, IL SUPEREROE DI TERNI

Ci sono diversi modi per conquistarsi oneri e onori di una piazza, specie se provinciale. Leadership, personalità, gol se il ruolo lo permette, essere decisivi, dentro e fuori dal campo. Serve anche una buona dose di goliardia e spensieratezza che, nel calcio specialmente, non fanno mai male. E’ un discorso molto ampio e complicato definire una ricetta precisa con gli ingredienti che servono ad un calciatore per diventare l’idolo di una tifoseria, anche perchè il gioco ne riserva molteplici. Storicamente parlando, a Terni ci sono stati diversi giocatori che hanno instaurato un rapporto quasi familiare con tifosi e ambiente. Corrado Grabbi, Mario Frick, Riccardo Zampagna, Felipe Avenatti e Adriano Montalto sono alcuni nomi. Uno in particolare, però, viene considerato come il supereroe indiscusso della Ternana: Massimo Borgobello.

Centravanti degli anni ’90 e 2000 che nei suoi 6 anni di mandato (seppur intervallati da un’esperienza a Venezia) con la maglia rossoverde fece faville con gol e promozioni, tra cui una conquistata e molte altre sfiorate. Classe 1971, Borgobello era il classico attaccante d’area di rigore, forte nel colpo di testa e dotato di una buona tecnica, con quel suo sinistro che quando era in giornata regalava spettacolo. Passò i primi anni a segnare nei Dilettanti, prima a Conegliano Veneto e poi a Caerano. Nel 1993 si trasferì al Giorgione in C2, dove realizzò 14 reti che gli valsero la chiamata del Novara, anch’esso in C2 ma di grande blasone. In Piemonte Massimo non smise di segnare, facendo 19 gol in due annate e conquistando una promozione in C1 nel ’96.

Le ottime prestazioni portarono all’interesse del Chievo, che si aggiudicò il giocatore per il campionato cadetto 1996-1997. L’esperienza veneta si rivelerà negativa per Borgobello, sceso in campo solamente due volte. In autunno decise di fare un passo indietro, tornando in Serie C all’Ischia Isolaverde dove mise a referto 4 sigilli. Poi il passaggio in Emilia al Brescello, condito da 1 gol e da diverse prestazioni altalenanti. Alcuni iniziarono a pensare che quell’attaccante fosse tanto bello da vedere nelle movenze, quanto troppo pigro sotto porta. Sintomo che gli mancasse quel killer instinct ideale per completarsi e fare un ulteriore salto di qualità. Serviva solamente l’occasione giusta, poi era tutto nelle sue mani.

IL PASSAGGIO ALLA TERNANA

La chiamata della svolta per Borgobello arrivò nell’ottobre ’97, quando il tecnico della Ternana Luigi Delneri lo volle fortemente. Con gli umbri fu amore reciproco e condiviso. Il campionato 97-98 in C1 dei rossoverdi fu encomiabile, concluso al secondo posto alle spalle del Cosenza. Massimo realizzò 11 reti e ai playoff risultò decisivo nella semifinale di ritorno contro l’Atletico Catania, che portò la Ternana verso la finale di Ancona, vinta successivamente ai supplementari con la Nocerina. Terni impazzì di gioia per il ritorno dei suoi guerrieri in Serie B dopo 6 anni e un fallimento. In neanche un anno Borgobello si prese la scena, diventando l’idolo di un’intera città. Il campionato cadetto 98-99 iniziò molto bene ma si concluse in maniera difficoltosa, con la salvezza raggiunta solamente all’ultima giornata dopo la vittoria per 2-1 contro la Fidelis Andria.

Un successo nel segno del centravanti friulano, autore di una doppietta fondamentale che gli fece ammontare lo score totale a 15 gol stagionali.

Insomma, Borgobello stava spazzando via tutte quelle critiche che lo vedevano “buono solo per la Serie C”. E invece era un centravanti moderno, che segnava e faceva segnare. Nel gennaio 1999 la storia tra Massimo e la Ternana sembrava finita, con il passaggio al Venezia in Serie A. L’esperienza in laguna andò tutt’altro che bene, con la squadra di Spalletti che non riuscì a riacciuffare la salvezza come l’anno precedente, issandosi al 16° posto e retrocedendo di conseguenza. Solamente 6 furono le presenze per Borgobello. L’unica soddisfazione che si tolse fu il debutto nella massima serie, avvenuto il 12 settembre 1999 al Delle Alpi di Torino contro i granata. Il richiamo di Terni si fece sentire: “Torna da noi”, gli dissero più volte. “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”: sulle note di Antonello Venditti Massimo Borgobello tornò alla Ternana nel gennaio 2000.

Rincominciò a segnare regolarmente e in mezzo campionato giocò 14 partite segnando 6 reti. Alla fine la Ternana chiuse a metà classifica. Nella stagione 2000-2001, i rossoverdi finirono al settimo posto valido per i playoff dopo esser stati trascinati dal duo d’attacco Grabbi (vicecapocannoniere con 20 gol) e Borgobello (15). Prima di iniziare la battaglia per conquistarsi la Serie A, l’attaccante dovette fare i conti col menisco, che gli fece saltare tutta la prima parte della stagione. La Ternana, senza il suo eroe, andò malissimo e retrocedette in C1 dopo la sconfitta all’ultima giornata contro il Bari. Per sua fortuna venne ripescata dopo l’esclusione della Fiorentina per via del fallimento.

L’EPILOGO DI CARRIERA

La stagione 2002-2003 si rivelò come la più prolifica per Borgobello, che realizzò 18 reti fondamentali per l’arrivo al settimo posto, a soli sei punti dalla Serie A. Il campionato 2003-2004 iniziò con una rivoluzione siderale: la Serie B allargata a 24 squadre con 5 promozioni dirette e lo spareggio fra la sesta e la quart’ultima della Serie A. I rossoverdi partirono fortissimo arrivando in zona promozione grazie al tridente delle meraviglie: Zampagna-Frick-Borgobello. I tre avevano caratteristiche perfette per completarsi a vicenda e ciò che ne venne fuori fu uno spettacolo. Zampagna era il pivot che apriva gli spazi, Frick agiva in posizione più defilata e Massimo era quello che dava fantasia alla manovra d’attacco.

La Ternana arrivò settima e sfiorò lo spareggio con la quart’ultima di A per soli 4 punti. Una delusione atroce per tutta la compagine e per gli obiettivi di Borgobello, che a 32 anni voleva a tutti i costi avere un’altra chance in massima serie.

Al termine dell’annata 2003/04 Massimo siglò 11 reti che lo portarono a quota 79 totali, diventando così il secondo miglior marcatore della società umbra. Comanda la classifica di miglior bomber Giuseppe Ostromann, che tra il 1938 e il 1949 realizzò la bellezza di 125 gol. Nell’estate 2004 Borgobello lasciò Terni, stavolta per sempre. Chiuderà la carriera giocando in B con le maglie di Salernitana, Venezia e Triestina. In C, invece, vestì quelle di Monza e Cisco Roma. Appese gli scarpini al chiodo a Viterbo in Serie D nel 2009. Rimane il suo legame indissolubile e inseparabile con Terni, città che gli diede tanto e che in cambio ricevette altrettanto.

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