Lucas Radebe e quel proiettile che avrebbe potuto spezzare il suo sogno

Lucas Radebe

Lucas Radebe, dal Sudafrica dell’Apartheid a Ministro della Difesa del Leeds United

Lucas Radebe è considerato una delle leggende del calcio sudafricano negli anni ’90 e 2000. Difensore classe 1969, Radebe ha alle spalle una storia molto particolare che lo ha portato dal sogno di giocare a calcio in una terra tormentata ad essere uno dei difensori più forti della Premier League. Una storia a lieto fine che avrebbe però potuto avere un finale decisamente tragico per pochi centimetri.

Un ragazzo con il sogno di giocare a calcio nel Sudafrica tormentato dall’Apartheid

Lucas Radebe nasce nel quartiere nella township di Soweto, la più grande di tutto il Sud Africa, in un paese dominato dalla logica dell’Apartheid. Una realtà che per tanti sudafricani di colore significa dover vivere sempre alla giornata, in una vita piena di insidie e pericoli. Anche il piccolo Lucas non sfugge a questa diabolica logica, anche se la sua famiglia cerca di proteggerlo in tutti i modi. Fino ad arrivare a lasciare casa sua per trasferirsi in un luogo più sicuro. È questo quello che gli intimerà la mamma, facendolo trasferire, appena quindicenne, a Bophuthatswana, il bantustan istituito dal governo sudafricano come riserva per l’etnia tswana. È qui che comincia il sogno di Radebe che inizia a muovere i suoi primi passi nel calcio nelle giovanili dell’ICL Birds. Un trampolino di lancio che lo porta nel 1990 ai Kaizer Chiefs, uno dei club più blasonati del Sud Africa. Per il giovane Lucas sembra tutto pronto per il grande passo. Eppure, quando tutto sembra andare per il meglio, il passato tormentato torna a farsi sentire. Un giorno, nel 1991, mentre sta andando in un negozio, il giovane difensore viene raggiunto da alcuni proiettili, uno dei quali lo colpisce alla schiena. Fortunatamente, però, la pallottola esce dalla coscia senza danneggiare organi vitali. In quei momenti drammatici il pensiero non è tanto per la paura di morire ma per la paura di vedere spezzarsi il suo sogno di diventare calciatore professionista. Per fortuna non sarà così. Anzi, per Lucas Radebe comincia il bello.

Lucas Radebe il comprimario diventato bandiera del Leeds United

Con i Kaizer Chiefs Lucas Radebe inizia facendo il portiere, poi il centrocampista e infine il difensore centrale. Dopo tre anni, 113 presenze e 5 reti per il giovane talento sudafricano arriva il momento di spiccare il volo. Nel 1994 arriva la grande occasione dall’Inghilterra. È il Leeds United a scommettere su di lui, quasi come un pegno da pagare per l’acquisto di un attaccante (anche lui sudafricano): ossia Philemon Masinga. L’acquisto di Radebe doveva servire a far ambientare Phil. Tuttavia, Radebe, dopo un inizio tormentato da comprimario, diventa una colonna dei Whites mentre il più noto connazionale lascerà la Premier League per una fortunata esperienza in Serie A. Per il difensore sudafricano è l’inizio di una avventura che durerà ben undici anni. L’apice tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, quando il Leeds si qualificherà in Champions League arrivando in semifinale nella stagione 2000/2001, anche se un grave infortunio lo terrà spesso lontano dai campi in quella favolosa annata. Un infortunio che segna anche l’inizio della sua lenta parabola discendente. Una parabola che si conclude nel 2005, quando a 36 anni Radebe decide di appendere le scarpe al chiodo a causa dei troppi guai fisici. Lo farà però senza lasciare quella città che lo aveva fatto sentire a casa, dopo essere stato costretto a lasciare la sua tormentata terra natia. Il tutto anche rifiutando qualche offerta importante come quella del Manchester United o quella del Milan. Il “ministro della difesa” di quel meraviglioso Leeds diventerà un muro iconico anche grazie ad un murale che i tifosi whites gli hanno dedicato poco tempo fa. Un punto esclamativo per una storia difficile ma dal finale perfetto.

FOTO: Shakes Rampedi Twitter.

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