Ljuboslav Penev, il “Lubo” bulgaro diventato idolo di Valencia

Soprannominato “Lubo”, si conquistò il popolo del Valencia grazie ai suoi meravigliosi gol. Un cancro ai testicoli ne fermò l’ascesa

LJUBOSLAV PENEV, IL “LUBO” DI VALENCIA

Ljuboslav Penev, meglio conosciuto come Lubo per i tifosi del Mestalla, è stato l’idolo di un’intera generazione di tifosi che ha vissuto la rinascita del Valencia all’inizio del difficile decennio degli anni ’90. Il suo arrivo in Spagna nell’estate del 1989 portò ad un’esplosione mediatica, poiché l’attaccante bulgaro divenne il primo grande acquisto del club dopo la promozione in Primera Division. Attaccante forte, alto, dotato di buona tecnica e velocità, non ci mise tanto a conquistarsi oneri e onori della piazza. Grazie alla sua capacità di lavorare e sacrificarsi in campo – anche per via del suo spirito indomito e anticonformista che lo rese protagonista di quasi tutti i momenti conflittuali con rivali e arbitri – contribuì in larga misura a recuperare l’identità di un Valencia che cercava di riconquistare il suo posto nel calcio spagnolo ed europeo.

Cresciuto nelle giovanili del CSKA Sofia, Penev esordì in prima squadra all’età di 18 anni, nel 1984. Cinque anni più tardi, l’attaccante segnò 80 gol in 101 partite, sufficienti per attirare l’attenzione del calcio europeo. Ljuboslav arrivò a Valencia per formare un attacco con Eloy Olaya, con il quale sviluppò una grande intesa fin dal primo momento. Marcatore insaziabile e quasi infallibile dal dischetto, il bulgaro si contraddistinse anche come un tiratore seriale di calci di punizione diretti e la sua leadership in campo finì per farlo diventare capitano della squadra.

Quasi imbattibile nel gioco aereo, il classe 1966 fu il terrore dei difensori rivali quando appariva e scompariva in area di rigore. E poi la potenza nel tiro: una dote che in quel periodo spagnolo in pochi avevano e che gli permetteva di trafiggere quasi sempre i portieri avversari.

UN GIOCATORE MOLTO ACCLAMATO

Penev divenne il giocatore più acclamato dai tifosi valenciani, che lo accolsero a gran voce non appena arrivato. A quel temperamento refrattario, l’attaccante riuscì ad unire potenza e qualità al massimo del livello, al punto da riuscire a trasformare il canto “Lubo, Lubo”  nel grido di guerra degli spalti del Mestalla in suo onore. Sul campo era una bellezza unica da vedere: ciò che colpiva era la facilità con cui vedeva la porta, facendo del killer instinct la fotosintesi perfetta del suo bagaglio tecnico. Nelle sue sei stagioni al Valencia, Penev giocò 226 partite segnando 101 gol; oltre alle sue reti, il pubblico valenciano lo apprezzò per la sua combattività e carattere che lo portarono ad avere problemi sia dentro che fuori dal campo.

Ma a Valencia Lubo non lasciò soltanto le incredibili stoccate, ma dovette convivere con un cancro ai testicoli che soffrì durante tutta la sua permanenza fino al 1995. La malattia gli impedì di partecipare al Mondiale statunitense del 1994. Inoltre, con l’ascesa alla presidenza del club da parte di Paco Roig, il destino di Penev si spostò all’Atletico Madrid dopo una serie di battibecchi col neo presidente che voleva monetizzare il più possibile una sua cessione. Per la stagione 95-96 giocò con la maglia dell’Atletico Madrid, facendo coppia d’attacco con Kiko Narváez e realizzando ben 22 gol in 44 partite tra campionato (che vinse) e coppa. Con 30 anni appresso, il bulgaro si sentiva ancora brillante fisicamente per fare la differenza.

L’INGAGGIO DI ESNAIDER

I Colchoneros ingaggiarono Esnaider, futuro bidone della Juventus, e Penev fu costretto a fare le valige. Firmò così un biennale con il Compostela nel 1996 del controverso presidente Jose María Caneda. Lubo emerse come un vero leader indiscusso delle migliori Compos che si ricordino. In totale giocò 75 partite riuscendo a segnare 36 gol, che però non bastarono per mantenere la categoria.

LE ULTIME ESPERIENZE

L’ultima esperienza spagnola sarà targata 1998-1999, quando Lubo firmerà per il Celta Vigo di Víctor Fernández. Una squadra formata da giocatori del calibro di Salgado, Makelele, Karpin, Mazinho e Mostovoi. In Galizia Penev realizzò 18 gol in 41 partite. L’attaccante chiuse la carriera in Bulgaria, prima con il CSKA Sofia e poi con il Lokomotiv Plovdiv. 

Una volta appesi gli scarpini al chiodo, Lubo Penev iniziò una lunga carriera come allenatore che lo portò ad essere responsabile del CSKA Sofia (2009-2010 e 2015), del Litex Lovech (2010-2011), della Nazionale Bulgara (2011-2014), del Botev Plovdiv (2014 e 2016) e di tante altre compagini bulgare. Nel luglio 2017 l’ex attaccante tornò al Valencia da allenatore, ma gli scarsi risultati ottenuti lo portarono quasi subito al licenziamento. 

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