La storia di Juary, l’uomo che danzava intorno alla bandierina

juary bandierina

Juary Jorge dos Santos Filho appartiene a quella categoria di calciatori romantici, che sono diventati il simbolo di un calcio ormai dimenticato. Diventato famoso per aver giocato in Italia con le maglie di Avellino, Inter, Ascoli e Cremonese ma soprattutto per la sua esultanza. Juary infatti festeggiava i suoi gol danzando intorno alla bandierina del calcio d’angolo

GLI ESORDI DI JUARY, LA DANZA INTORNO LA BANDIERINA E L’INCONTRO CON RAFFAELE CUTOLO

Juary nasce a Sao Joao de Meriti il 16 Giugno 1959 e si forma calcisticamente nel Santos. Successivamente giocherà con la maglia del Tecos de la UAG prima di essere scoperto dall’Avellino di Antonio Sibilia e Luis Vinicio. È il 1980 e da li a poco tutta l’Irpinia si innamorerà di lui e delle sue giocate. Juary è il classico attaccante brasiliano brevilineo, rapido e molto bravo del dribbling. Non un bomber, quello non lo sarà mai, ma nonostante tutto nel corso della sua carriera firmerà gol importanti. In 2 anni ad Avellino segna 13 gol in 34 presenze ma a renderlo il beniamino del pubblico è il suo modo di esultare. Ogni volta che depositava la palla in rete Juary danzava intorno alla bandierina del calcio d’angolo. È un ragazzo solare, sempre con il sorriso in bocca e molto ingenuo. A sua insaputa infatti, assieme al presidente Sibilia omaggia Raffaele Cutolo l’allora boss della Nuova Camorra Organizzata con una medaglia d’oro con dedica, durante l’udienza di un processo che vedeva coinvolto proprio il Cutolo.

DALL’INTER  ALLA VITTORIA CON GOL IN FINALE NELLA COPPA DEI CAMPIONI

Ad accorgersi delle sue buonissime prestazioni è l’Inter, che lo acquista però solo per scambiarlo con Walter Schachner del Cesena. La trattativa non decolla e Juary è “costretto” a restare a Milano per un anno dove in 21 presenze segna 2 gol. È l’Inter di Bergomi, Collovati, Zenga e Altobelli, una squadra fortissima che a fine campionato arriverà dietro solamente a Roma e Juventus. Nella stagione 1983/84 lo accoglie l’Ascoli ma anche qui le cose non vanno benissimo, così come il successivo anno nella Cremonese. Decide allora di cambiare totalmente aria e viene acquistato dal Porto dove vive una seconda giovinezza. Il 27 Maggio 1987 vive forse la serata più bella della sua vita calcistica. In finale di Coppa dei Campioni arrivano il Bayern Monaco di Brehme e Matthaus e proprio il Porto dove gioca Juary. I tedeschi vanno in vantaggio con Kogl ma vengono ripresi da Madjer al ’77. Tre minuti dopo proprio una zampata sotto porta dell’attaccante brasiliano regala la vittoria del trofeo ai portoghesi.

Finita l’avventura lusitana fa ritorno in patria militando in alcuni club brasiliani come la Portuguesa, il Santos, Moto Club e Vitoria Es. Nel 2005 intraprende la vita da allenatore, soprattutto di squadre giovanili come la Beretti dell’Avellino, Potenza e Napoli e le Giovanili di Porto. Nell 2020 apre una scuola calcio associata al Santos a Milano e un’altra vicino Lodi. Juary l’uomo che danzava intorno alla bandierina rimane ancora molto legato alla città di Avellino essendo coordinatore tecnico della Santos Academy dell’ASD Bellizzi Irpino 2019.

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Clicca QUI per vedere il gol di Juary nella finale di Coppa dei Campioni contro il Bayern Monaco.

Fonte video: Profilo YouTube Marcelo Tosoni

Clicca QUI per vedere i gol e le storiche esultanze di Juary con la maglia dell’Avellino.

Fonte video: FZisback4football

Foto: Tifosi bianconeri. com

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