La parabola discendente di Zeigbo: il nuovo ‘Weah’ sceso nei Dilettanti

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Kenneth Zeigbo, il grande ex bomber nigeriano!

Kenneth Zeigbo è stato un attaccante nigeriano degli anni 90 e 2000. Il suo ritiro risale a 7 anni fa, nel 2013 quando giocava al Civitavecchia. Iniziò giocare a calcio all’età di 18 anni nel 1995 con il NEPA Lagos, squadra di Serie B nigeriana con cui si incominciò a mettere in mostra. Contribuì alla promozione della squadra nel massimo campionato realizzando ben 47 gol in 2 stagioni da baluardo offensivo. Nel Gennaio del 1997 passa all’Enugu Rangers, squadra della sua città d’origine in cui deve far coppia con John Utaka. Il suo debutto però avvenne in un momento di tristezza enorme: la morte del padre. Zeigbo – nei mesi a seguire la tragedia – non vede il campo, non ce la fa emotivamente. E’ sempre stato un attaccante di grandi doti fisiche ma con poco di speciale. Quando torna a correre sul prato si trasforma però.

Segna 6 gol nelle prime 8 partite che gli valsero l’interesse del Legia Varsavia con conseguente convocazione in Nazionale. A spingere per il suo trasferimento in Polonia è il colosso automobilistico Daewoo che per ragioni commerciali consiglia il suo acquisto al Legia. Detto fatto e Zeigbo firma per la stagione 97/98. Anche in Polonia si dimostra un super giocatore segnando gol decisivi come quello in finale di  Supercoppa Polacca che portò il trofeo nella bacheca del Legia Varsavia. Era un pezzo d’acciaio infermabile la davanti. Un agilità fuori dal comune che lo portarono a segnare 5 gol di cui 3 in rovesciata nelle prime 10 di campionato. Anche con la maglia della Nazionale non si lascia intimorire segnando gol importanti contro Camerun e Tunisia.

La chiamata del Venezia

La partita più importante Zeigbo la giocò il 18 settembre 1997 in Coppa delle Coppe. Il Vicenza di Francesco Guidolin contro il Legia Varsavia. Match valevole per l’andata dei Sedicesimi. La partita finirà 2-0 in favore dei biancorossi con le reti di Pasquale Luiso e Ambrosetti che indirizzeranno la qualificazione. Nonostante la sconfitta, l’attaccante nigeriano sforna una grande prestazione. Sugli spalti dello stadio Romeo Menti c’è Beppe Marotta, allora dirigente del Venezia. C’era anche Gianni di Marzio, il consulente di Zamparini che aveva il compito di scrivere sul proprio taccuino i nomi dei giocatori più bravi che vedeva giocare. Dopo quella partita Zeigbo starà lontano dal campo per mesi per via di infortuni muscolari ma verrà lo stesso votato dalla stampa polacca come “il giocatore straniero dell’anno”. L’infortunio gli costerà anche il Mondiale francese del 98′.

Zamparini lo vuole nel suo Venezia e lo prende ottenendo un accordo di massima con il Legia nel mese di Aprile. Nell’estate del 1998 sarebbe sbarcato definitivamente in Veneto. Un operazione da 4 miliardi di lire. Zamparini non bada a dei giri di parole e dichiara: “Zeigbo mi ricorda Weah. Sogno un tandem d’attacco formato da lui e da Tuta”. Insomma, un etichetta molto delicata che forse ha portato il presidente a sopravvalutare (e non di poco) il calciatore. Poi si sa come nel calcio, al minimo paragone finisci per essere tutt’altro. E la realtà dei fatti fu proprio questa. Inizierà ad avere problemi nella lingua e con Walter Novellino, l’allenatore. Anche con i compagni andò poco d’accordo; tanti bisticci qua e la in allenamento che lo allontanarono dallo spogliatoio.

L’attacco del Venezia in quell’annata era anche molto affollato: oltre a Tuta ci furono Schwoch, Valtolina, Maniero e Gioacchini. Zeigbo, nonostante vari disguidi, volle cercare di ritagliarsi un po di spazio la davanti ma un bruttissimo infortunio al ginocchio lo tenne fuori dai giochi per oltre 2 mesi e mezzo. Il Venezia era neopromosso in A e in squadra, oltre agli attaccanti citati, aveva gente del calibro di Taibi, Recoba (a gennaio), Pedone, Miceli, il brasiliano Tacio, Pavan e così via. Dopo il rientro dal lungo infortunio alterna spezzoni di partita a vere e proprie panchine. L’arrivo a Gennaio di Alvaro Recoba iniziò a complicare i piani del nigeriano che si infortunò nuovamente al ginocchio per sua sfortuna. 2 presenze e 0 gol fatti dirà quella stagione. La squadra di Novellino poi chiuderà all’11esimo posto. In poche parole: flop totale.

La discesa nei Dilettanti

Dopo l’esperienza tragicomica di Venezia, nel gennaio 2000 viene ceduto in prestito all’Al-Ain negli Emirati Arabi. In quella squadra giocherà con Abedì Pele e Sergio Berti. Vivrà una seconda giovinezza segnando 13 gol in 23 presenze. Il Venezia poi lo gira ancora in prestito all’Al-Ahly Tripoli dove segnò in ogni singola partita. 15 reti nelle prime 15 partite. Sembrava fin troppo facile per lui quel tipo di calcio arabo. Da quel momento incomincerà una discesa nella sua carriera: la stagione 2001-2002 la farà all’Aquila in Serie C1 ma fu ancora sfortunato che subì l’ennesimo infortunio. Divenne un pezzo di vetro rarissimo. La stagione seguente tornò a Venezia, forse per un ultima chiamata che in realtà non ci fu nemmeno per idea. Zeigbo venne messo ai margini del progetto dal neo tecnico Gianfranco Bellotto che gli preferì Poggi, Vignaroli e Fantini. Era una discordia.

Il Venezia se ne liberò cedendolo definitivamente al Belluno, squadra di C2. Ci stette per 2 anni, dal 2003 al 2005 prima di passare al Camisano. Poi Villasimius e Castiadas, squadre rispettivamente di Eccellenza e Serie D. Chiuse con il Gaeta e il Civitavecchia prima di ritirarsi. Da possibile ‘nuovo Weah’ a bomber di Provincia nei Dilettanti. Chissà se senza quel paragone che tipo di carriera avrebbe potuto imbastire il nigeriano. E comunque, essere il “George Weah” dei dilettanti è un appellativo che probabilmente nessuno ha mai avuto!

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