Kurt Hamrin, il tipografo trascinatore della Svezia ai Mondiali del ’58

Kurt Hamrin

Auguri a Kurt Hamrin, l’uccellino arrivato dalla Svezia che divenne uno dei bomber più prolifici della Serie A

Kurt Hamrin, che oggi compie 86 anni, è stato uno dei giocatori più forti della Svezia tra gli anni ’50 e gli anni ’70 anche se ha legato la sua carriera calcistica al nostro paese, diventando uno dei goleador più prolifici della nostra Serie A. La sua storia è figlia di un calcio d’altri tempi e di un paese all’estremo nord dell’Europa e del Mondo che ha forgiato tanti talenti del calcio mondiale.

Kurt Hamrin, il tipografo diventato goleador di Serie A

Kurt Hamrin infatti ha iniziato la sua carriera in Svezia consacrandosi nei primi anni Cinquanta con l’AIK Solna, club con il quale divenne capocannoniere del campionato svedese nella stagione 1954-55 con 22 reti. In quegli anni nel suo paese non ancora c’era il professionismo e i calciatori venivano pagati con un compenso a partita. Cinque Corone in caso di vittoria o pareggio, mentre nessun compenso in caso di sconfitta. Il giovane Kurt, mentre segnava gol a raffica con l’AIK, dovette guadagnarsi da vivere facendo lo zincografo per un giornale di Stoccolma. Per diventare professionisti c’era solo un modo: andare all’estero. Per Hamrin l’occasione si presentò in una gara della sua nazionale contro il Portogallo. In tribuna c’era un certo Gianni Agnelli che rimase stregato dallo svedese e lo portò alla Juventus.

Recordman in Italia e trascinatore della Svezia ai Mondiali del 1958

Quella con la Juventus fu solo la prima avventura italiana per Kurt Hamrin. Nonostante le sue “caviglie di vetro”, lo svedese divenne l’ottavo bomber della Serie A giocando anche con le maglie di Milan, Padova, Fiorentina Napoli. La consacrazione però arrivo con la Nazionale svedese ai Mondiali del 1958: Hamrin fu il trascinatore di quella squadra portandola in finale davanti ai propri tifosi contro il Brasile di un giovanissimo Pelé. Kurt segnò 4 reti, ma la Svezia dovette inchinarsi ai brasiliani. Si rifarà in Italia vincendo uno Scudetto (col Milan), due Coppe Italia con la Fiorentina, una Coppa dei Campioni col Milan, due Coppe delle Coppe, una Coppa Mitropa e una Coppa delle Alpi. Non vinse mai il titolo di capocannoniere ma divenne l’ottavo marcatore della Serie A e primatista in maglia viola. L’Italia è stata ed è tuttora l’eldorado di questo ragazzo ormai ultraottantenne.

FOTO: Fifa.com (FR) Twitter.

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