Kevin O’Callaghan, l’incarnazione di “Tony Lewis” che si finse portiere!

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KEVIN O’CALLAGHAN, DA CENTROCAMPISTA DELL’EIRE A PORTIERE

Kevin O’Callaghan è stato un centrocampista irlandese degli anni ’80 e ’90 che, nonostante avesse ottime qualità, non riuscì mai a sfondare. Passò tutta la carriera in Inghilterra ma in squadre di basso livello. Dopo un inizio al Millwall, nel 1980 venne acquistato per la cifra record di 250.000 sterline dal Ipswich Town, dove entrò a far parte della rivoluzione attuata da Sir. Bobby Robson. La storica vittoria in Coppa Uefa ai danni dell’AZ Alkmaar fu il suo trampolino di lancio, tanto che la nazionale irlandese si accorse di lui convocandolo per un paio di amichevoli. O’Callaghan era un’ala sinistra dai piedi buoni, non molto veloce ma di grande intelligenza: il classico giocatore che faceva cose semplici ma fatte bene. Un suo grande difetto era la tenuta fisica, veramente lontana dai canoni di calcio britannico cui siamo abituati a vedere.

Con la maglia dell’Eire Kevin registrò solo 21 presenze mettendo a segno solo 2 gol. Nel 1985 passò al Portsmouth rendendosi protagonista due anni più tardi nella promozione in Prima Divisione dopo 30 anni. Tornato al Millwall la seconda volta, O’Callaghan diede un contributo sostanzioso per il raggiungimento della Prima Divisione. Fu la prima volta in assoluto nella storia del club. Nel 1991 sbarcò al Southend United per chiudere una carriera tutto sommato discreta; un brutto infortunio al ginocchio fece si che l’irlandese non si riprendesse più e 3 anni più tardi appese gli scarpini al chiodo. Ma ciò che per cui viene ricordato oggi O’Callaghan non è tanto per la sua professione da calciatore, quanto quella da attore.

L’INCARNAZIONE DI “TONY LEWIS” IN FUGA PER LA VITTORIA

Kevin ha sempre sognato che il suo volto finisse in mondovisione, non solo a coronamento di una buona carriera, ma soprattutto per dimostrare la sua qualità palla al piede. Solo in un’altra dimensione poteva capitargli l’opportunità di venire pagato per fare il portiere, ruolo in cui ci nasci, difficilmente ci diventi. E invece a O’Callaghan capitò l’occasione della vita nello storico film “Fuga per la vittoria“, prodotto nel 1981 dalla Warner Bros, sponsor storico dei Cosmos di New York, e che aveva l’intento di diffondere la North American Soccer League, poi fallita nel 1984. Il regista John Huston, per realizzarlo, si ispirò alla partita della morte tenutasi a Kiev il 9 agosto del 1942 tra una mista di calciatori di Dynamo e Lokomotiv e una squadra composta dagli ufficiali dell’aviazione tedesca Luftwaffe.

Per il ruolo di “Tony Lewis” venne scelto un giovanissimo Kevin O’Callaghan, che avrebbe dovuto assumere il ruolo di portiere insuperabile. La scelta ricadde su di lui proprio per la giovane età e per il fatto che sarebbe stato più opportuno per inscenare doti acrobatiche in modo tale da fermare il capitano tedesco Baumann allo stadio Colombes di Parigi nella partita tra Germania e Alleati. Alla fine, la gara Lewis non la giocò mai perchè il copione impose che gli venisse di proposito fratturato il braccio per consentire di schierare Robert Hatch, interpretato da Silvester Stallone, il personaggio che nel film aveva mantenuto i contatti con la resistenza, e che quindi avrebbe dovuto giocare a tutti i costi.

L’ISTRUTTORE GORDON BANKS

Particolarità fu che Rocky si sottopose ad allenamenti specifici sul ring con campioni del calibro di Fraser e Foreman. L’istruttore sul campo, invece, fu un certo Gordon Banks, storico portiere inglese che stava già patendo i problemi alla retina. Nonostante ciò, riuscì a trasformare Stallone in un portiere fortissimo, anche se in alcune scene venne rimpiazzato dalla controfigura Paul Cooper, numero uno del Manchester City.

IL CATTIVO GIOCO DI O’CALLAGHAN

O’Callaghan ci rimase male dal momento in cui diventò portiere sul set ma non nella reale partita. Da quel momento fece il cattivo gioco nei confronti della produzione, cercando di far emergere quelle mezze verità sul perchè “Tony Lewis” non doveva giocare. “Preferirei si ricordassero di me per quanto di buono ho raccolto da calciatore. Anche se, come attore, tutto sommato, non me la sono cavata malissimo. I complimenti di Max von Sydow e di Micheal Caine, ancora oggi, riescono a mettermi i brividi”, disse Kevin anni dopo. Insomma, seppur abbia fatto parte di un film da comprimario, l’immedesimazione nel personaggio c’era stata tutta, anche per il ruolo di portiere in cui si finse.

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