Josè Sand, l’eterno bomber argentino, attuale capocannoniere del Lanus!

Josè Sand Sorry! You are blocked from seeing ads

Alla veneranda età di 41 anni, il centravanti Josè Sand è l’attuale capocannoniere del campionato argentino. Ben 10 gol in 14 partite certificano il suo straordinario inizio di stagione. Un attaccante che, però, non sempre è riuscito, in carriera, a ripagare i suoi numerosi club delle aspettative riposte nei suoi confronti!

JOSE’ SAND, IL CENTRAVANTI CHE INVECCHIA BENE

Josè Sand, di professione attaccante, è un po’ come il buon vino. Più invecchia e più migliora. Un po’ come Zlatan Ibrahimovic,  o forse no. Perché l’eterno bomber svedese, di un anno più giovane, ha sempre avuto una carriera di altissimo livello, riuscendo a mantenere un rendimento elevatissimo nelle varie esperienza avute. Sand è stato, per un lungo periodo, una promessa mai del tutto esplosa. Era lo straordinario realizzatore nelle giovanili del River Plate. Un attaccante completo, in grado di buttarla dentro per ben 139 volte durante i suoi anni nella cantera del club. Divenne il miglior cannoniere di sempre a livello giovanile, venendo scalzato solo di recente da Andrada. La sua crescita, però, si interruppe sul più bello.

Ormai alle porte della prima squadra, avendo ormai ampiamente dimostrato che il calcio dei ragazzini gli stava stretto, si inceppò completamente. Un’esperienza fallita con la formazione riserve che comportò una nuova retrocessione nelle giovanili. Riprese a segnare a valanga, illudendo tutti che forse era arrivato il momento giusto. Alla seconda chance buttata, quelli del River Plate gettarono la spugna, pensando di essersi probabilmente sbagliati sul suo conto. D’altronde, segnare nelle giovanili poteva anche essere una conseguenza della sua maggior solidità fisica rispetto ai coetanei. Inoltre, sempre in quegli anni, José subì un profondo shock con la perdita improvvisa del padre. Un infausto evento che lo gettò nello sconforto, facendogli più volte valutare l’idea di ritirarsi dall’attività e che ne condizionò gli anni a venire.

SEMPRE CON LA VALIGIA IN MANO, A CACCIA DI FIDUCIA

Le prime stagioni da professionista non furono per nulla semplici. Detto della tragedia famigliare che lo aveva colpito e stordito, Sand si ritrovò anche ad essere messo alla porta dal River Plate. Gli diede fiducia il Colon di Santa Fè, che lo prelevò in prestito e gli fece fare il debutto in prima squadra. Nonostante tutto, però, sia l’esperienza a Los Sabaleros che le seguenti, furono del tutto avare di soddisfazioni. Il ragazzo non riusciva a imporsi, dimostrava di avere qualità ma non riusciva a trasportarle in campo e i numeri, che poi sono il pane quotidiano di un attaccante, piangevano miseramente. Pochi gol, una manciata di presenze e un aspetto emotivo sempre più fragile. Dopo 4 stagioni di sballottamenti vari, ormai 22enne, José Sand si lasciò alle spalle i fallimenti e riprese a giocare come faceva con le giovanili del River. Ne beneficiò il Defensores de Belgrano.

Ben 20 gol in campionato che, finalmente, convinsero il River Plate a riportarlo a casa. I Millonarios, forti di una rosa molto valida e ricca di talento, si piazzarono subito in vetta alla classifica. Nei piani iniziali del tecnico Leonardo Astrada, Sand rappresentava l’alternativa al giovane e promettente Fernando Cavenaghi. L’ex attaccante del Colon si calò alla perfezione nel nuovo ruolo, tanto da iniziare a segnare con buona continuità quando chiamato in campo. Nella classifica dei cannonieri della sua squadra era secondo proprio dietro a Cavenaghi, che ormai aveva un pedigree internazionale ed era seguito da molti club europei. Un po’ a sorpresa, il bomber finì allo Spartak Mosca e Sand iniziò a sperare in un posto da titolare. Astrada, però, aveva ben altri piani e l’attaccante classe ’80 mostrò, ancora una volta, una certa fragilità mentale nelle difficoltà.

L’AMORE A PRIMO IMPATTO CON IL LANUS

L’aver praticamente mollato sotto l’aspetto psicologico, segnò, di fatto, al fine della sua avventura con il River Plate. Nell’ambiente del calcio argentino c’era la sensazione che, probabilmente, quel centravanti dal fisico compatto non sarebbe mai migliorato. Bravo sicuramente, abile nel proteggere palla, con un bel tiro e un perentorio stacco di testa ma anche lento, non sempre cattivo e molto fragile mentalmente. Le medesime impressioni, Sand le manifestò anche dopo aver lasciato il Monumental. Né al Banfield e né al Colon, dove ritornò per la seconda volta, riuscì a cambiare il corso degli eventi. Ormai a 27 anni, la carriera di Josè Sand sembrava ormai destinata alla mediocrità, almeno fino al momento della firma con il Lanus. Non si sa bene cosa sia scattato in quel momento nella testa del centravanti.

Fatto sta che il binomio tra lui e il Lanus divenne vincente come mai prima di quella stagione. Gol a raffica, ben 50 soltanto in campionato in due anni, un rendimento altissimo. Il club vinse il suo primo campionato nella storia e lui arrivò addirittura a debuttare in Nazionale. Due sole presenze lungo il cammino dell’Argentino verso il Mondiale del 2010. La prima con Alfio Bafile in panchina, pochi minuti contro il Cile. Poi, sotto la guida del subentrato Diego Armando Maradona, che nel corso dei suoi esperimenti, lo provò da titolare in un’amichevole contro Panama. Evidentemente non soddisfatto dal rendimento del centravanti, El Pibe de Oro lo mise da parte e il ragazzo perse definitivamente la Seleccion. Nel 2009 la sua carriera subì ancora una volta una brusca frenata, stavolta per colpe solo e soltanto sue…

JOSE’ SAND E GLI ANNI DA GIRAMONDO

Reduce da due stagioni altisonanti in termini di rendimento e gol e alla soglia dei 30 anni, Sand si ritrovò nuovamente ad un bivio. Accettare le prestigiose offerte che arrivavano dall’Europa o preferire i petrodollari dei vari campionati inferiori dal punto di vista tecnico. Alla fine, il bomber optò per arricchire il proprio conto in banca e firmò con l’Al-Ain, club degli Emirati Arabi. Si ritrovò in squadra con il Mago Valdivia, uno che la palla gliela metteva dove e quando voleva. I due, senza neanche impegnarsi troppo, divennero i veri mattatori della stagione dell’Al-Ain. Valdivia illuminava con le sue giocate, Josè Sand finalizzava senza sosta. Viaggiando alla media di più di un gol a partita, chiuse il suo campionato a quota 31. Piuttosto a sorpresa, gli si aprirono finalmente le porte della Liga, con l’acquisto da parte del Deportivo la Coruna.

L’esperienza spagnola fu pessima. Non si adattò mai a ritmi di quel calcio e finì presto ai margini del progetto, totalizzando sole 5 presenze. Seguirono anni di frenetici trasferimenti tra Messico, Argentina e Colombia, alternando numeri altisonanti ad altri campionati chiusi senza gloria. Intanto, gli anni passavano e si avvicinavano sempre più i 40. A 36 si concretizzò il tanto sospirato ritorno al Lanus. Un’emozione talmente forte da farlo scoppiare in lacrime in conferenza stampa. Ancora una volta, quella maglia lo trasformò in una sorta di Superman. Grazie anche al calcio offensivo proposto dall’allenatore Almiron, Sand segnò senza sosta. Un biennio magico, che si concretizzò nella vittoria del secondo campionato e in una storica finale (persa) di Libertadores contro il Gremio. Nella competizione, peraltro, Josè Sand si laureò capocannoniere con 9 reti.

IL TERZO RITORNO DI JOSE’ SAND AL LANUS

Ancora una volta, però, le strade di Sand e del Lanus, contornate da tanto amore reciproco, finirono per separarsi. Probabilmente, ormai 39enne, né lui e né il club immaginavano che ci potessero essere altre pagine indelebili da scrivere nel romanzo che li aveva legati. Josè accettò ancora una volta una proposta all’estero e volò in Colombia, per firmare con il Deportivo Calì. Un solo campionato, tutto sommato buono dati gli 11 gol e poi l’inaspettato ritorno, per la terza volta, al Lanus. Da qui in poi, passando anche per i difficilissimi mesi della pandemia Covid che hanno paralizzato il calcio in tutto il mondo, Sand riprende a regalare momenti magici. Appare addirittura migliorato. Tecnicamente e fisicamente è quello di sempre. Un attaccante dal fisico abbastanza robusto, capace di tenere botta e dalle discrete doti qualitative.

Ciò che invece lo rende più forte è l’aspetto mentale. L’esperienza accumulata in tanti anni di lotte, di gioie, di critiche e di rinascite improvvise, lo hanno forgiato. Sa caricarsi la squadra sulle spalle, resiste alle pressioni e, soprattutto, è diventato maledettamente scaltro in area di rigore. Sembra quasi avere un radar con cui stabilire esattamente dove cadono le palle sporche. Tanti gol da opportunista, una presenza costante negli ultimi 20 metri che si riflettono poi sui dati statistici. Già, quegli stessi dati che ad inizio carriera lo avevano inchiodato come un eterno incompiuto e che ora lo pongono in vetta alla classifica cannonieri di tutti i tempi del Lanus. E non solo, perchè anche nell’attuale campionato argentino, Josè Sand è partito magicamente, tornando a rappresentare una figura eroica per tutti i tifosi dei Granate e non solo…

E’ uscito Frammenti di Calcio, il nostro libro. Clicca QUI per acquistarlo!

LEGGI ANCHE: ROMARIO, IL BAIXINHO CHE SI TRASFORMAVA IN LETALE COBRA DELL’AREA DI RIGORE!

error: Content is protected !!