Jan Tomaszewski, il portiere “clown” che condannò l’Inghilterra a Wembley!

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JAN TOMASZEWSKI, IL PORTIERE DIVENUTO PUNTO FERMO DELLA POLONIA

Un qualcosa di impronosticabile. La classica quota talmente alta da giocare che solo un pazzo poteva puntarci sopra. Pensare ad un mondiale senza Inghilterra, nazionale simbolo del calcio, sarebbe da folli: è come discutere che un pallone sia rotondo. A parte gli ultimi anni che hanno riservato una dolorosissima esclusione della nostra Italia, immaginare che negli anni ’70 una corazzata come l’Inghilterra non potesse qualificarsi ad una coppa del mondo sarebbe stato impossibile. Pochissime erano le realtà in grado di competere per un posto nella competizione più prestigiosa del football. A parte le prime tre edizioni non disputate dalla nazionale dei Tre Leoni per scelta personale, la mancata qualificazione a quella del 1974 è stata probabilmente una delle più dolorose. L’Inghilterra dovette affrontare Galles e Polonia in un girone per poter accedere al mondiale.

I favori del pronostico non mancavano di certo, visto che la Polonia fino a quel momento aveva partecipato solo al mondiale del 1938. Il ct Gorski convocò il giovane Jan Tomaszewski, portiere di grande prospettiva che militava nel Lodzki. Sin da piccolo Jan giocò come terzino, ma venne subito criticato perchè considerato troppo scarso per fare il giocatore di movimento. Un giorno finì a stare tra i pali del Gwardia Wroclaw e in un’amichevole parò di tutto e di più, attirando l’attenzione dell’allenatore della prima squadra. La partita che lo fece definitivamente esplodere fu contro la Germania Ovest, valida per le qualificazioni agli europei in Belgio del 1972. Lo storico portiere titolare Piotr Czaja si era infortunato, dunque toccava a Tomaszewski difendere la porta contro i tedeschi, che alla fine si imposero per 3-1.

L’estremo difensore aveva il pregio di essere scattoso ed istintivo ma peccava nelle uscite, vista la sua stazza fisica mingherlina. Tornando al girone qualificatorio, la Polonia ci arrivò con un oro olimpico al collo.

JAN TOMASZEWSKI, IL PORTIERE CLOWN

La prima partita della fase a gironi i polacchi la giocarono il 28 marzo 1973 a Cardiff contro il Galles. Lo scenario era Ninian Park, stadio da 12mila persone. I gallesi si imposero per 2-0 grazie alle reti di James e Hockey, entrambi nel secondo tempo. Tomaszewski fu protagonista in negativo dopo un’uscita alquanto intempestiva in occasione della prima rete. Come da regolamento, l’accesso ai mondiali era garantito solo alla prima, dunque una sconfitta del genere per i polacchi valeva una condanna. Il 6 giugno dello stesso anno, a Chorzow arrivarono gli inglesi per una partita dal sapore di dentro o fuori. Gli attaccanti britannici erano decisamente privi di ispirazione e il buon Jan rischiò pochissimo. Finì 2-0 per i padroni di casa grazie alle reti di Banas e Lubanski. Il ritorno contro i gallesi, invece, fu un monologo: vittoria per 3-0 e speranza ancora viva.

Alla luce della grande prestazione però, il grande rammarico in ottica qualificazione era la sconfitta di Cardiff alla prima giornata. Senza quella debacle la Polonia avrebbe già avuto un biglietto in tasca per volare in Germania. La partita decisiva arrivò il 17 ottobre, quando in un Wembley stracolmo l’Inghilterra era chiamata a vincere per potersi qualificare. I polacchi arrivavano alla gara con un punto di vantaggio sulla nazionale dei Tre Leoni, bastava un pareggio ed era fatta. Tutta la nazione britannica non dubitava molto sulla vittoria, specialmente se giocata in uno scenario come Wembley. La squadra di Gorski era orfana del suo totem Lubanski, vero mattatore nelle partite precedenti. Per la porta il tecnico confermò Tomaszewski.

Brian Clough, nel pre-partita, definì il portiere polacco “un clown da circo coi guanti”. Insomma, il suo obiettivo era alterare la tensione di Jan. Alf Ramsey, tecnico della nazionale inglese, vedendo le difficoltà nelle uscite alte del difensore, preparò una partita da “palla in fascia e crossare”. Inoltre, alla vigilia, Alf fece fuori senza tanti complimenti Bobby Moore, in netto declino. Il tecnico polacco Gorski, invece, usò queste parole per caricare la squadra appena prima di scendere in campo:

“Vincere contro una squadra debole non dà gioia. Potete giocare per 20 anni in mille partite e nessuno si ricorderà di voi. Ma stasera, in una sola partita, contro una squadra come l’Inghilterra e in un posto come questo, avete l’occasione di scrivere i vostri nomi nei libri di storia”.

LA PARTITA

Come da manuale, i padroni di casa partirono subito forte. Dall’altra parte, i polacchi soffrirono nei primi minuti la fisicità e la grinta degli inglesi, fenomenali nell’aggredire in avanti. Già dopo 1 minuto Clarke entrò durissimo sul portiere “clown” Tomaszewski, colpendolo alla mano sinistra. L’incidente rischiò subito di mandare l’estremo difensore in infermeria ma alla fine continuò a giocare. Doveva dare una risposta convincente sul campo a quel nomignolo di pagliaccio affidatogli. Nonostante ciò, dopo 20 minuti di gioco il muro polacco non si scompose all’attacco inglese. Channon ebbe alla mezz’ora la palla del vantaggio ma incredibilmente sbagliò. Il finale di primo tempo fu un assedio della squadra di Ramsey che, pur sfruttando la strategia dei cross dal fondo, non riuscì a concretizzare. Tomaszewski fu impegnato in alcune uscite che si rivelarono efficaci.

La Polonia non poteva fare altri 45 minuti nella propria area di rigore nonostante l’ottima difesa fino a quel momento. La mancanza del contropiedista Lubanski si fece sentire ma appena iniziato il secondo tempo, la squadra di Gorski parve più tranquilla e coraggiosa. La bolgia degli 80mila di Wembley si fece sentire ancor di più ma al 56′ successe l’impensabile. Curry si fece soffiare palla sulla destra da Musial che a sua volta lanciò rapidamente per Lato sulla linea laterale, dribbling su Hunter e palla rasoterra per Domarski: controllo e destro in rete. Inghilterra 0, Polonia 1. Wembley gelato per pochi istanti, ma il tanto tempo a disposizione fece ripartire i cori e il sostegno dei tifosi.

Pochi minuti dopo l’arbitro belga punì una spinta di Musial ai danni di Peters con un calcio di rigore, trasformato da Clarke con Tomaszewski spiazzato. Il pareggio rinvigorì i britannici che misero il piede sul pedale dell’acceleratore per abbattere definitivamente una Polonia stanchissima. L’abnegazione e lo spirito di sacrificio dei ragazzi di Gorski era stato immenso. Jan incominciò a parare a raffica i tiri da fuori area, svolazzando per tutti gli angoli della porta. Quel clown stava condannando l’Inghilterra. Nei minuti finali Grzegorz Lato si trovò solo davanti a Shilton ma si fece prendere dall’emozione di fare il gol vittoria sbagliando. La rete per i padroni di casa non arrivò più, finì 1-1 e per la prima volta la l’Inghilterra si trovava fuori dalla partecipazione di un mondiale.

VERGOGNA DA UNA PARTE, GIOIA DALL’ALTRA

La nazionale di Alf Ramsey sprofondò nella vergogna e nel fallimento. “It’s all over”, commentò il telecronista a fine gara. Da quella partita il tecnico inglese, vincitore della Coppa del Mondo del ’66, presentò le dimissioni. La figuraccia era troppo grande per poter continuare a comandare la nazionale. Intanto, dall’altra parte, la Polonia gioì a più non posso ed entrò dritta nella storia. Con così poco blasone, la squadra di Gorski riuscì ad eliminare una corazzata considerata troppo grande all’inizio. Per Tomaszewski fu l’inizio di una seconda carriera visto che 8 mesi più tardi quel “clown” disputò un mondiale da vero leader parando anche due rigori, uno allo svedese Tapper, l’altro al tedesco Hoeness.

Il cammino della Polonia fu un autentico capolavoro. Dopo aver passato come prima il girone con Argentina, Italia e Haiti, la nazionale dovette abdicare per 1-0 contro la Germania Ovest padrona di casa che si rivelerà campione del mondo contro l’Olanda. Nel podio comunque ci arrivò la formazione di Groski dopo aver battuto il Brasile di misura per 1-0 con gol di un inarrestabile Lato. Alla fine della competizione, Tomaszewski rilasciò queste dichiarazioni: “Paragonate la pressione della semifinale di Coppa del Mondo con il match di Wembley? E’ come guidare una Skoda dopo una Mercedes”. Di conseguenza quella partita verrà considerata come la sua soddisfazione più grande: non poteva essere altrimenti d’altronde, a non tutti i portieri “clown” capita di condannare una nazionale come l’Inghilterra!

QUI per vedere i gol della partita tra Inghilterra e Polonia

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