Il talento divino di Paulo Futre, dalla Coppa dei Campioni alla Reggiana

paulo futre

Paulo Futre, per chi non lo conoscesse, è stato uno dei massimi esponenti della fantasia al potere negli anni ‘80 e ‘90. Il portoghese è stato il giocatore che più somigliava a Diego Armando Maradona, ovviamente in epoca pre-Messi.

GLI INIZI DI CARRIERA, IL PALLONE D’ORO MANCATO E LA VITTORIA DELLA CHAMPIONS LEAGUE

Paulo Futre è stato un calciatore bellissimo da vedere dentro e fuori dal campo. Il classico numero 10 dal sinistro fatato, dotato di un grandissimo dribbling. Se gli davi un pallone sapevi che qualcosa di geniale sarebbe venuto fuori dai suoi piedi. Nasce a Montijo il 28 Febbraio 1966 e si forma calcisticamente nello Sporting Lisbona. Dopo una prima buonissima annata, il Porto, decise fortemente nel puntare su di lui. Con la maglia dei Dragoes riuscì nell’impresa di vincere la Coppa dei Campioni nella stagione 1986/1987. Venne nominato miglior giocatore del Portogallo per due anni di fila e la vittoria nella Coppa dalle grandi orecchie sembrò lanciarlo al trionfo nella classifica del Pallone d’oro. Tra lo stupore generale a vincere il premio fu Ruud Gullit, appena arrivato nel Milan di Berlusconi. Anni e anni dopo, lo stesso Futre accusò il presidentissimo rossonero di aver “comprato” il premio.

I FANTASTICI ANNI DI PAULO FUTRE ALL’ATLETICO MADRID E QUELLA TRATTATIVA SFUMATA CON LA ROMA

Dopo aver scritto la storia del club lusitano, il talento di Futre trovò una nuova casa, a Madrid. Ma non nella sponda Real, dove già vi erano moltissimi campione come Butragueno e di Hugo Sanchez. Ma negli acerrimi nemici dell’Atletico. Con la maglia dei Colchoneros fece sfavilli. Gli 8 gol in 35 partite nella prima stagione gli valsero la chiamata del Presidente della Roma Viola. L’accordo fu a un passo, con il numero 1 giallorosso che fece visita al campione dell’Atletico. Accordo saltato per colpa di un tifoso, vicino di casa di Futre.

Un giornalista del famosissimo giornale spagnolo “Marca” entrò in casa del vicino e scattò alcune foto che da li a poco finirono in prima pagina. Da quello scandalo, culminato con diversi problemi con i tifosi dell’Atletico, Paulo decise di rimanere a giocare in Spagna. Lo fece per 6 stagioni, vivendo di fatti i migliori anni della sua carriera. In annate in cui Barcellona e Real spadroneggiavano in patria, Futre riuscì a regalare ai Colchoneros 2 Coppe del Re. Una in particolare da protagonista contro il Real andando a segno e sfornando 2 assist nel 4-0 finale. Di fatto la vittoria in Coppa fu l’ultimo acuto di un talento pazzesco. Il lento declino del fuoriclasse iniziò nel 1993 quando disputò mezza stagione nel Benfica e l’altra metà con i francesi del Marsiglia.

L’AVVENTURA ITALIANA DI FUTRE, DALLA REGGIANA AL MILAN

Il calciatore lusitano sembrava aver perso tutto il talento di cui era dotato nel giro di pochi mesi. Decise di ricominciare da zero, e di mettersi alla prova in un piccolo club italiano come la Reggiana, abituato ad altri palcoscenici. Non quelli a cui era abituato a stare Futre, non le vetrine luccicanti della Coppa dei Campioni o dello Stadio Bernabeu, ma quelli di provincia. Il 21 Novembre 1993 fece il suo esordio in Serie A. Peccato che all’83 minuto, il difensore Pedrosi decise di entrare duramente sul numero 10 e costrinse il giocatore a chiudere la sua stagione in anticipo.

Nella stagione successiva la classe ammirata negli anni passati sembrava essere svanita. Futre totalizzò solamente 12 presenze e 4 gol in Serie A. Dopo la retrocessione della squadra granata, Berlusconi decise di aggiungere al suo reparto offensivo un ennesimo talento. Paulo infatti andò a completare un attacco composto da Savicevic, Baggio e Weah. Qualche infortunio di troppo e le tante star davanti a lui, gli impedirono di emergere. In maglia rossonera giocò solamente una partita, contro la Cremonese a campionato già acquisito. Nel 1996 decise di trasferirsi in Inghilterra nel West Ham e successivamente prima nell’Atletico Madrid e poi nello Yokohama Flugels prima di ritirarsi.

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