Gordon Durie, il duttile centravanti scozzese finito nel dimenticatoio

Centravanti scozzese degli anni ’80 e ’90, fece parte dell’epoca d’oro dei Rangers senza mai essere rinomato

gordon durie scozzese

GORDON DURIE, UNO SCOZZESE DIMENTICATO

Per rimanere negli almanacchi della storia del calcio due sono le strade: o fare parte di una squadra iper vincente o rendersi protagonista in solitario con qualche giocata o gol decisivo. A volte non basta essere forti per essere ricordati, serve quel pizzico di sana follia per scalfire un ricordo indelebile. Follia che, evidentemente, non ha avuto Gordon Durie, forte centravanti scozzese degli anni ’80 e ’90 a cui non sono stati riconosciuti una serie di meriti sportivi che si era guadagnato sul campo. Per esempio quello di aver vinto praticamente tutto con la maglia dei Rangers tra il 1993 e il 2000 da protagonista assoluto, con reti determinanti e prestazioni fantasmagoriche. Non è un caso che in quel periodo d’oro dei Bears, Durie veniva considerato come uno degli attaccanti più forti del panorama europeo. In compenso, si rivelarono poche le grandi squadre che puntarono su di lui.

Ma partiamo dalla fenomenologia di Gordon. Classe 1965, nacque a Paisley ma senza giocare nella squadra della città natale, il St.Mirren Football Club. I primi passi da calciatore Durie li mosse tra le fila dell’East Fife per la stagione 81/82, quando la squadra militava ancora in Seconda Divisione scozzese. A 16 anni compiuti realizzò il suo primo gol ufficiale tra i professionisti, a fotografia di una carriera che stava spiccando il volo. Le qualità di Durie erano sotto gli occhi di tutti: seppur non fosse troppo alto, aveva grande potenza nelle gambe quando si piantava a terra per difendere palla. La rapidità d’esecuzione si rivelò la sua qualità migliorare, quindi la capacità di destreggiarsi nelle aree di rigore eludendo la marcatura dei difensori avversari.

L’ESPLOSIONE

Nell’annata 83/84 Durie esplose del tutto grazie ai 16 gol in 34 partite che gli valsero la seconda posizione nella classifica dei capocannonieri del campionato. Grazie a quel suo rendimento, l’East Fife ottenne una storica promozione in Division One, trascinato dal suo baby talento 18enne.

UNA GRANDE DUTTILITA’

Nel 1984 Gordon era già pronto ad un salto importante: l’Hibernian, una delle squadre più storiche e vincenti del paese. Il ragazzo di Paisley sentì la pressione del grande passo e nel biennio disputato con gli Hibs segnò appena 14 gol. Il miglioramento, però, Durie lo fece nella duttilità: nato come nove puro, a Edimburgo divenne anche un’abile ala sinistra e seconda punta, adattandosi magnificamente ai nuovi compiti tattici affibbiatigli. Questa sua qualità di poter giocare in più ruoli nel reparto offensivo gli valse l’appellativo di “utility player”, proprio per la sua capacità di rivelarsi utile nel momento del bisogno. A 21 anni gli si presentò l’occasione di lasciare la sua patria per andare in Inghilterra, che negli anni ’80 era un po’ una seconda casa per i giocatori scozzesi.

Il Chelsea decise di irrobustire il proprio roster ingaggiando Durie, il quale sbarcò a Londra trovando molti suoi connazionali, da Pat Nevin a David Speedie, da Kevin McAllister a Doug Rougvie. Nei cinque anni coi Blues, Gordon soffrirà prima una serie di infortuni, poi alcune difficoltà tattiche dovute ad un tipo di calcio molto più rapido e tecnico rispetto a quello scozzese. Il Chelsea era ancora lontano dalle vette del calcio europeo, essendo una squadra oscillante tra la Prima e la Seconda divisione inglese. Nella stagione 87-88, la seconda di Durie, i Blues persero la finale playoff contro il Middlesbrough, retrocedendo nella Serie B inglese. I 12 gol dello scozzese, a conti fatti, si rivelarono inutili.

IL DEBUTTO IN NAZIONALE

Il 1987 sarà invece una data da cerchiare per Gordon, visto che quell’anno arrivò il debutto con la Nazionale scozzese in una partita contro la Bulgaria. Il rendimento, però, si rivelò al di sotto delle aspettative: solo 7 gol in 43 partite di Scozia, anche se rimane l’ultima partecipazione ad un Mondiale, quello di Francia ’98.

L’EPOCA DI SUCCESSI AI RANGERS

L’esperienza al Chelsea si concluse con 63 gol in 153 partite e prima di fare ritorno in Scozia, Durie si regalò un biennio al Tottenham (1991-1993), dove mise a segno 11 reti in 58 presenze. A 28 anni compiuti, in piena maturità calcistica, il meglio pareva averlo già dato, così decise di provare un’ultima esperienza di livello andando a giocare per i Rangers di Glasgow, che monopolizzarono la Scozia per quasi tutti gli anni ’90 grazie all’inserimento di giocatori come Paul Gascoigne, Brian Laudrup e Gordon Durie per l’appunto. In 7 anni, il forte attaccante vinse ben 6 campionati, 3 coppe di Scozia e 3 coppe di Lega, guadagnandosi il titolo di capocannoniere nella stagione 95/96 con 23 gol. Insomma, Durie si ritrovò al posto giusto, al momento giusto, coronando una carriera di tutto rispetto.

Successivamente perse la titolarità per via della presenza di Ally McCoist e Mark Hateley, bomber indiscussi dei Rangers di quel periodo. Con la maglia dei Bears più passavano gli anni e più Durie giocò di meno, anche a causa dell’età avanzata, finendo in un dimenticatoio ingiusto per quello che aveva dimostrato nelle prime apparizioni, come il poker di gol siglato ai suoi ex compagni dell’Hibernian. Rimane comunque un superstite della golden age dei Rangers anni ’90.

LEGGI ANCHE: MO JOHNSTON, IL “TRADITORE” SCOZZESE CHE GIOCO’ PER CELTIC E RANGERS

E’ uscito il nostro libro “Frammenti di calcio”. Clicca QUI per acquistarlo