Giuseppe Bruscolotti, il Palo di Ferro del Napoli che fermava i fenomeni

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GIUSEPPE BRUSCOLOTTI, PALO ‘E FIERRO DEL NAPOLI

A Napoli se lo ricordano come Palo ‘e fierro (Palo di Ferro) per la sua capacità di fermare in qualunque modo gli attaccanti avversari. Giuseppe Bruscolotti, però, è stato più di un semplice soprannome per la piazza napoletana: 16 anni con i colori azzurri sulla pelle, 511 presenze (secondo alle spalle di Hamsik) e primo calciatore partenopeo con più presenze in tutte le competizioni. Nel gergo, una bandiera. Bruscolotti ha rappresentato l’anima campana e napoletana, suscitando al popolo quella voglia di non mollare mai, di lottare sempre, costi quel che costi, su ogni pallone. Avrete capito che di mestiere faceva il difensore centrale, a volte anche il terzino destro. Marcatore doc dal fisico burbero e da uno sguardo che incuteva timore, Bruscolotti aveva l’obiettivo ogni partita di annullare letteralmente chi si avvicinava alla porta da lui difesa.

La particolarità, infatti, non erano i contrasti ruvidi e accesi, bensì i rimbalzi che gli attaccanti facevano sul suo corpo, letteralmente indistruttibile. E non c’era etichetta migliore di indicarlo come Palo di Ferro, visto che gli bastava stare fermo al posto giusto al momento giusto per far andare a sbattere gli attaccanti avversari. Giuseppe crebbe nelle giovanili della Pollese, club in cui ci restò per 5 stagioni (1965-70), mentre il debutto tra i professionisti avvenne con la maglia del Sorrento in Serie C, con il quale raggiunse una promozione in Serie B. Nella stagione 72/73 venne ingaggiato dal Napoli appena 21enne; il presidente Corrado Ferlaino intravide nel giocatore la forza e lo spirito giusto per guidare diversi anni la difesa azzurra. La scelta fu più che azzeccata.

LE DUE DOTI

Oltre alle sue capacità fisiche, Bruscolotti aveva due grandi doti; la scelta di tempo e il colpo di testa, caratteristiche che lo elevarono a muro invalicabile. Riva, Anastasi, Vialli, Mancini, Mazzola, Rummenigge, Serena, Platini, Pulici, Bruno Conti, Roberto Baggio, tutti fenomeni che hanno sbattuto almeno una volta contro il Palo di Ferro.

IL DEBUTTO

Il debutto dell’arcigno difensore con la maglia del Napoli avvenne il 24 settembre 1972. Quel giorno nacque ufficialmente una figura quasi mitologica, leggenda del calcio partenopeo. Le prime uscite dimostrarono subito di che pasta era fatto Bruscolotti: un giocatore che suscitava terrore a chiunque gli si presentasse davanti. L’avventura con la maglia azzurra procedette spedita, con il Napoli che nel 1975 vinse la Coppa Italia. Il meglio, però, arrivò il 5 maggio 1984, quando Diego Armando Maradona venne ufficializzato come un nuovo calciatore partenopeo. All’arrivo del fuoriclasse argentino, Bruscolotti (diventato capitano da diversi anni), che era al tramonto di carriera, tirò fuori il suo essere leader, compiendo un gesto quasi commovente: la fascia di capitano la diede al Pibe de Oro in cambio della promessa di vincere lo scudetto.

Maradona mantenne la parola e nel giro di tre anni i partenopei salirono sul tetto d’Italia, vincendo il loro primo tricolore nel 1987, con l’aggiunta di un’altra Coppa Italia. La città era in grande fermento, riconoscente al fenomeno argentino di aver messo il suo immenso talento al servizio della squadra per arrivare al trionfo tanto desiderato. Ma nonostante Maradona fosse il capitano, la vera anima della squadra rimase Giuseppe Bruscolotti, un vero e proprio portante della città di Napoli. Insomma, chiudere una carriera in quel modo non era da tutti, ma la riconoscenza che diede il difensore salernitano al più forte al mondo era da stropicciarsi gli occhi. Il 1° luglio 1988 Bruscolotti si ritirò definitivamente dal calcio giocato; rimase comunque nell’ambiente sportivo portando avanti un progetto avviato alcuni anni prima con il grande amico Diego.

LA SCUOLA CALCIO

Il loro sogno era quello di creare una scuola calcio “Maradona-Bruscolotti”, in modo da fornire una via d’uscita ai ragazzi della strada. Palo di Ferro è stato anche proprietario di un ristorante e dirigente del Gladiator, squadra dilettantistica napoletana.

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