Gianluigi Lentini, dall’incidente quasi mortale alla vita da apicoltore

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Gianluigi Lentini è stato uno dei migliori talenti italiani negli anni ’80 e ’90, peccato che un incidente ne limitò l’ascesa e oggi fa l’apicoltore. Dotato di grande tecnica, il suo pezzo forte era il dribbling. Fece scalpore il suo trasferimento dal Torino al Milan per 18,5 miliardi di lire, una cifra astronomica per l’epoca. Trasferimento che scatena la rabbia degli ultras del Torino, che protestano nelle piazze e lo bersagliano con il lancio di alcune monetine.

GLI INIZI E LA CARRIERA DI GIANLUIGI LENTINI

Gianluigi Lentini nasce a Carmagnola il 27 Marzo 1969 e si forma nel settore giovanile del Torino. Il 23 Novembre 1986 esordisce in Serie A all’età di 17 anni grazie all’allenatore granata Radice. Nelle successive 2 stagioni gioca 32 presenze e nell’estate del 1988 viene mandato in prestito all’Ancona per maturare. A 20 anni torna al Torino, e lo riporta in Serie A dopo la sciagurata retrocessione dell’anno precedente. Gianluigi Lentini dimostra tutto il suo talento nella sua prima stagione in Serie A e si guadagna anche la convocazione in nazionale. Le stagioni migliori arrivano sotto la guida di Mister Emiliano Mondonico dove il Torino nel 1990-1991 arriva in quinta posizione e la vittoria delle Mitropa Cup.

L’anno successivo il Torino arriva addirittura in terza posizione e perde la finale di Coppa Uefa conto l’Ajax. Al termine del campionato, lo scandalo di Tangentopoli colpisce l’allora presidente granata Borsano e il Torino è costretto a vendere Lentini. Lo acquista il Milan il 30 Giugno 1992 per la cifra record di 18,5 miliardi di lire scatenando la rabbia dei tifosi torinisti. Diventa uno dei calciatori più ricchi delle Serie A, con uno stipendio di 4 miliardi di lire. Il giocatore nel suo primo anno viene spesso bersagliato da alcune voci che riguardano la sua vita fuori dal campo, ma nonostante tutto vince il suo primo scudetto. Disputa 30 partite con 7 gol e parte titolare nella finale di Coppa dei Campioni poi persa contro l’Olympique Marsiglia.

L’INCIDENTE CHE NE LIMITA L’ASCESA E IL FINE CARRIERA

Il 2 Agosto 1993 durante un viaggio di ritorno in Autostrada sulla Torino-Piacenza, dopo aver sostituito la gomma con il “ruotino” si schianta a 200 km/h. Si salva miracolosamente e dopo due giorni si sveglia dal coma. Ne scaturiscono conseguenze neurologiche molto gravi, con delle difficoltà nel parlare e il rallentamento dei riflessi. Questo rallentò molto il suo rientro agonistico e ci volle molto tempo che riacquistasse potenza e velocità. Torna in campo al termine della stagione 1993-1994 e fa in tempo a vincere la Champions League contro il Barcellona anche se da spettatore. La stagione successiva non gioca moltissime partite, ma nel finale di stagione inizia a trovare continuità e spera di giocare la finale di Champions League contro l’Ajax.

Purtroppo subentra a 5 minuti dalla fine e quella sera qualcosa tra lui e il Milan si rompe. Gioca un ultima stagione in rossonero e nell’estate del 1996 si trasferisce all’Atalanta dal suo ex allenatore Emiliano Mondonico. Lentini disputa una buonissima stagione, tanto da meritarsi il ritorno in nazionale. Torna nuovamente al Torino ma non riesce a riportarla in Serie A, cosa che non fallisce l’anno successivo sempre con Mondonico in panchina. Nel 1999-2000 gioca il suo ultimo anno di Serie A collezionando 249 partite e 31 gol con la maglia granata. Continua la sua carriera con le maglie del Cosenza, Canelli, Saviglianese, Nicese e Carmagnola e nel 2012 si ritira.

COSA FA OGGI GIANLUIGI LENTINI, DAL TIFO PER IL TORO ALLA VITA DA APICOLTORE

Gianluigi Lentini oggi è uscito completamente dal mondo del calcio e fa l’apicoltore. Conduce una vita tranquilla e continua a seguire in TV le partite del Torino. Dopo aver gestito un bar e una sala biliardi, oggi Lentini produce miele. Ha fondato insieme a un suo amico la Società Agricola Gigi Lentini con il marchio “Mieli Lentini – La qualità dei campioni” e sull’etichetta dei vasetti appare una sua foto.

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Foto: Lamanodedios.com