Gianfranco Zigoni, una vita tra gol, whiskey, armi, sigarette e il Che

Gianfranco Zigoni

Gianfranco Zigoni è stato un talento purissimo del calcio italiano, spesso sopra le righe. Attaccante anni ’60 e ’70 che amava far parlare di se per i suoi atteggiamenti che tendevano a dissacrare il sistema. Storia di un animo in pena, mai espressosi ai massimi livelli per via di quel carattere difficile, che però lo ha fatto conoscere in tutta Italia.

GLI INIZI DI GIANFRANCO ZIGONI, JUVENTUS, GENOA, ROMA E VERONA

Gianfranco Zigoni nasce a Oderzo il 25 Ottobre 1944 e viene acquistato dalla Juventus che però lo gira un anno in prestito al Pordenone. Il 10 Settembre 1961 esordisce in maglia bianconera contro l’Udinese all’età di 17 anni. Dopo 3 anni con la Juventus si trasferisce in prestito al Genoa dove in due anni segna 16 gol in 58 presenze tra Serie A e Serie B. Ritorna alla Juve e nel 1966/1967 vince lo scudetto segnando 8 gol in 23 partite, il successivo 7 sempre in 23 presenza a causa di molteplici squalifiche dovute al suo carattere irrequieto. In totale metterà a segno 35 gol in 122  partite con la maglia della Vecchia Signora. Nel 1970 si trasferisce nella Roma e nei due anni di militanza nella capitale segnerà 12 gol in 48 partite. Decide di acquistarlo il Verona nel 1972 e subito diventa l’idolo dei tifosi.

Questo grazie ai suoi numeri in campo ma soprattutto per le stranezze. Una volta Valcareggi decise di lasciarlo in panchina e Zigoni, come segno di protesta, si presentò in pelliccia e con un cappello da cowboy. Giocherà 5 stagioni in maglia gialloblù, disputando anche il Verona-Milan che divenne famosa come “Fatal Verona” che costò lo scudetto ai rossoneri. Clicca QUI per vedere il video. Concluderà la sua carriera nei professionisti nel Brescia e si rifiuterà di affrontare il Verona, vero suo amore. Continuerà a giocare ancora qualche anno nella squadra della sua città nell’Opitergina e successivamente nel Piavon che allora militava in Terza Categoria. Appende gli scarpini al chiodo all’età di 43 anni, segnando 4 reti nella sua ultima partita.

LA VITA SOPRA LE RIGHE, LE ARMI, IL WHISKEY E CHE GUEVARA

Gianfranco Zigoni proveniva da una famiglia umile e numerosa, padre operaio e mamma casalinga. È stato veramente un personaggio sopra le righe, un vero rocker del calcio Italiano. Tanto consapevole del suo talento da paragonarsi a miti come Maradona o Pelè. Devotissimo alla Madonna, venerava Padre Pio e Che Guevara. Amava moltissimo le armi e nei ritiri si divertita spesso a sparare ai lampioni, fumava 40 sigarette al giorno e beveva whiskey.

Di aneddoti ve ne sono a bizzeffe, come quella volta che andò a discutere il rinnovo con il Presidente Garonzi, e sapendo che aveva una pistola nella scrivania la rubò e gliela punto in faccia! Ne uscì vincitore con un sostanzioso aumento. Sognava di morire con la maglia del Verona addosso, e che al Bentegodi gli fosse attribuito il suo nome. Difficilmente oggi un “tipo” così avrebbe potuto fare carriera. O forse no, Gianfranco Zigoni è il più tipico dei “è bravo, ma non si applica”. Rimasto nel limbo degli incompiuti solo per mancanza di voglia, se davvero avesse voluto ora staremmo parlando di uno dei più forti di sempre. Come recita il titolo di un libro a lui dedicato,: Dio Zigo, pensaci tu!

 

Foto: Profilo Twitter Nonleggerlo

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