Fernando Chalana: il genio portoghese dai folti baffi e dal dribbling letale!

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Fernando Albino de Sousa Chalana è uno dei più grandi calciatori nella storia del Benfica. Un’ala sinistra dal dribbling fulmineo, riconosciuto anche per via del caratteristico look che lo raffigurava con dei folti baffi neri. Per un decennio abbondante, tra la fine degli anni 70 e gli anni 80, fu anche un elemento della nazionale portoghese. Ha avuto anche un’esperienza, assolutamente non brillante, in Francia col Bordeaux.

FERNANDO CHALANA, IL GENIO CHE CREBBE PER LE STRADE DI BARREIRO

Lo chiamavano Chalanix, creando un simpatico gioco di parole con Asterix, personaggio immaginario dei fumetti. Questo per via dell’aspetto fisico, sicuramente curioso e caratteristico. Fernando Chalana era il tipico calciatore del passato. Non aveva muscoli, non aveva tatuaggi, non vestiva alla moda. Insomma, era un vero e proprio antieroe. Le sue magie le regalava solo e soltanto sul campo da calcio, dove era in grado di far innamorare i tifosi. Un piccolo genio, capace di dribbling stupefacenti e di giocate di alta scuola. E poi, ovviamente, il suo look, che lo rendeva decisamente riconoscibile già a primo impatto. Capelli lunghi e ricci, folti baffi neri, orecchini, grosso naso: un vero mito!

Fernando, fin da piccolo, era esageratamente innamorato del pallone. Ore e ore a giocare per le strade, mostrando fondamentalmente due qualità. La supersonica velocità e il dribbling letale. Il problema, almeno inizialmente, stava nel fatto che nessuna squadra di Barreiro (la sua città) e dintorni (Setubal) sembrava credere nelle sue qualità. Dopo una serie di provini falliti, ormai abbonato alle partite per le vie del paese, Chalana pensò di sfruttare al meglio l’altra sua dote, per l’appunto la velocità. Così, decise di dedicarsi all’atletica. In pochi mesi, divenne uno dei migliori velocisti under 14 del Portogallo. Il richiamo del pallone, però, era fin troppo forte e Chalanix andò nuovamente a caccia di quell’opportunità che aspettava da tempo!

IL COLPO DI FULMINE IMMEDIATO COL BENFICA

La chance attesa fin da bambino gliela fornì la Barreirense, squadra locale che rimase favorevolmente impressionata dalle sue doti. Fernando Chalana, finalmente in una squadra vera e propria, diede subito sfoggio dei suoi dribbling fantasmagorici e della sua velocità. Gli bastarono 6 partite per guadagnarsi il Benfica. Si, esatto, avete letto bene! Sole 6 partite e Misa Pavic, tecnico delle Aquile, se ne innamorò perdutamente. Venne aggregato alle squadre giovanili e dopo soli 3 anni fu lanciato nel grande calcio. Un impatto immediato, perché in pochissimo tempo, quel ragazzino dai folti capelli ricci divenne un vero e proprio beniamino della tifoseria. Agile, scattante, fantasioso, abile anche ad usare il destro, che teoricamente era il piede più debole, Chalana si consacrò in pochissimo tempo.

Arrivò, a soli 18 anni, anche l’esordio in Nazionale, durante una partita di qualificazione ai Mondiali, vinta per 1-0 contro la Danimarca. Tanti dei futuri campioni del Benfica, tra cui ad esempio Futre, dichiararono di essersi avvicinati al calcio ed innamorati di questi sport anche e soprattutto per le giocate di quello che, a tutti gli effetti, divenne il Piccolo Mago. Un brutto infortunio alla gamba destra, nel 1978, ne mise addirittura a rischio la carriera. In quegli anni, curare certe problematiche non era per nulla semplice e, talvolta, costringeva i calciatori al ritiro. Mostrando un invidiabile spirito combattivo e una tenacia non indifferente, Fernando tornò a pieno regime e aiutò il suo Benfica a vincere ben 3 titoli. Il giusto coronamento per un rendimento ormai di livello internazionale, fu la chiamata del Portogallo per gli Europei del 1984. E da qui inizia un’altra storia!

LA MOGLIE ANABELA E L’EUROPEO DEL 1984, L’ANNO DELLA CONSACRAZIONE

A questo punto, è doveroso aprire una piccola finestra sulla vita privata di Chalana. Il Piccolo Mago, infatti, era sposato con un’autorevole donna, tale Anabela. I due erano praticamente inseparabili e il calciatore era solito ascoltare come religione i consigli della signora. Il loro legame era talmente indissolubile, che Fernando mise su un vero e proprio teatrino quando venne a sapere che, nel ritiro del Portogallo agli Europei, era impossibile portarsi dietro le mogli. Minacciò, addirittura, di non accettare la convocazione e costrinse la Federazione a trovare un rimedio. Pur di non perdere uno dei loro assi, che avrebbe potuto dimostrare a livello internazionale il proprio valore, i dirigenti portoghesi fecero un’eccezione. Per giustificare la presenza della donna agli occhi del mondo, l’accreditarono come giornalista a seguito della Nazionale.

L’Europeo di Fernando Chalana fu semplicemente fantastico. Il portoghese trascinò, a suon di magie, i suoi fino alla semifinale contro la Francia. Curiosamente, nella terza, ultima e decisiva partita del girone contro la Romania, l’ala sinistra del Benfica fu costretto a chiedere il cambio per un dolore alla gamba operata qualche anno fa. Recuperò rapidamente per il match contro i transalpini, che rappresentava anche una sua personale sfida con Platini, uno dei calciatori migliori del Pianeta. Ne venne fuori una gara dalle mille emozioni, col Portogallo che ribaltò l’iniziale vantaggio e sfiorò l’accesso alla finalissima. Solo nei supplementari, una magia di Platini piegò i lusitani col gol del definitivo 3-2. Chalana fornì una prestazione sensazionale, tanto da venir inserito dall’UEFA nella Top 11 del torneo, a coronamento di quella che fu la stagione della consacrazione personale.

L’ARRIVO DI FERNANDO CHALANA AL BORDEAUX, CON LA MOGLIE

Proprio la gara giocata contro i francesi, convinse Claude Bez, presidente del Bordeaux, a investire i propri soldi su quell’esterno portoghese dal dribbling mirabolante. L’idea dell’ambizioso patron era quella di affiancarlo ai grandi giocatori già presenti nel club come Tigana, Muller, Giresse o Battiston. Proprio in Francia, però, la carriera di Chalana prese una piega totalmente diversa. Al di là del rendimento non esaltante, fin dalle prime battute, il ragazzo subì una serie di infortuni in serie che ne compromisero totalmente l’avventura. Durante le stagioni trascorse in terra transalpina, si ebbe anche modo di scoprire le bizzarre abitudini di Fernando. Innanzitutto, era un uomo dalle convinzioni molto particolari. Basti pensare che, al fine di curare i suoi numerosi infortuni, iniziò a rivolgersi a maghe e cartomanti, ovviamente senza mai trovare il bandolo della matassa.

Inoltre, la presenza della moglie iniziò a farsi sempre più opprimente. Anabela, infatti, iniziò ad avanzare delle pretese assurde al Bordeaux. Prima chiese di potersi allenare al centro sportivo della squadra durante gli orari di allenamento del marito, in modo da potergli rimanere vicina. Successivamente, si imputò per poter viaggiare, nelle trasferte, assieme alla rosa come un vero e proprio dirigente. Ovviamente, entrambe le richieste furono immediatamente rispedite al mittente con esito negativo. Sempre in questo periodo, vennero a galla anche alcune curiosità sulla sua vita privata. Ad esempio, si scoprì come Anabela odiasse cucinare nella maniera più assoluta. Pertanto, Fernando Chalana era spesso costretto a mangiare cibo in scatola, certamente non idoneo alla vita professionale di un calciatore. In Francia giustificarono i suoi tanti infortuni anche con l’alimentazione non corretta. Fatto sta, che in tre stagioni al Bordeaux, il Piccolo Mago vide il campo giusto una dozzina di volte.

ALCUNI SIMPATICI EPISODI DI CAMPO NEL SUO PERIODO FRANCESE

L’avventura francese, al di là della buffa e invadente presenza della moglie, fu ricordata per pochi episodi calcistici. In uno dei pochi periodi in cui riuscì a dare un briciolo di continuità alle sue prestazioni, Chalana arrivò a disputare la fase finale della Coppa dei Campioni 84-85. Nel corso della tirata sfida dei quarti di finale contro gli ucraini del Dnipro, il Piccolo Mago fu incaricato di battere il calcio di rigore decisivo nella lotteria finale. Mentre la tensione attanagliava tutti i suoi compagni di squadra, il portoghese si avvicinò con sicurezza al punto di battuta. Dopo aver posizionato la sfera, prese una strana rincorsa, come a voler calciare con il destro. Tutti i componenti della rosa, compreso il mister Aimè Jacquet, iniziarono a guardarsi con perplessità, visto che erano straconvinti che il suo piede forte fosse il sinistro (e in realtà lo era!).

Con freddezza, Fernando Chalana mise la palla in fondo al sacco, regalando al Bordeaux la qualificazione alle semifinali. I compagni si precipitarono dal portoghese a domandare il perché di questa scelta e lui, ridendo, rispose di non capire dove fosse il problema. Solo nelle docce, spiegò loro di essere quasi ambidestro e di aver voluto calciare con il piede meno “nobile” per disorientare il portiere! A fermare il cammino del club del presidente Bez ci pensò ancora una volta Michel Platini con la sua Juventus. Un netto 3-0 a Torino che servì ai bianconeri per resistere alle folate francesi al ritorno (2-0 per Tigana e soci). Poi, al termine dei deludenti e sfortunati 3 anni al Bordeaux, Chalana fece ritorno al suo Benfica. Ormai era il lontano parente del calciatore ammirato per anni con le Aquile. Tanti, troppi infortuni ne avevano chiaramente limitato i movimenti.

IL DECLINO DEGLI ULTIMI ANNI DI CARRIERA DI FERNANDO CHALANA

Così, dopo un altro triennio avaro di soddisfazioni, che lo portò anche all’addio alla Nazionale, il Piccolo Mago chiuse la carriera con una manciata di presenze con le maglie di Belenenses e Estrela Amadora. Appese, così, le scarpette al chiodo uno dei più grandi calciatori che il Portogallo abbia mai prodotto. Un vero artista, capace di far innamorare intere generazioni grazie al suo vellutato tocco di palla, alla sua innata fantasia e a quei dribbling a velocità supersonica. Era talmente popolare che si vide dedicare perfino una canzone (Fernando Chalana Era Rock’N’Roll) da un gruppo rock portoghese! Successivamente, si riciclò come allenatore, guidando per lo più le formazioni giovanili del suo Benfica, con una piccola parentesi anche come tecnico ad interim della prima squadra in sostituzione dell’esonerato Camacho nel 2008.

Sempre negli anni successivi al ritiro, precisamente nel 1993, si chiuse anche la sua storia d’amore con Anabela.  La donna, infatti, sovvertendo quella che era sempre stata l’impressione di una coppia affiata e felice, lo accusò di violenze domestiche. La donna, poi, si ammalò di cancro qualche anno dopo e morì. Fernando, invece, trovò una nuova compagnia ed ebbe dei figli. Inoltre, palesò un amore profondo per gli animali, tanto che gli abitanti di Lisbona lo vedeva spesso al parco a dare da mangiare ai piccioni, parlando anche con loro. Per chiudere, ecco un video con tutte le sue più belle giocate, alcune delle quali davvero d’alta scuola. Giocate che fanno capire perché anche gente come Futre si fosse perdutamente innamorata di quel piccolo talento dai folti baffi che dispensava magie su un campo di calcio!

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