Fabio Paim, l’ex talento che lasciò a bocca aperta Cristiano Ronaldo!

Fabio Paim

Fabio Paim, ai tempi delle giovanili dello Sporting Lisbona, era considerato un vero e proprio fenomeno. Classe ’88, il centrocampista aveva talmente tanto talento da oscurare parzialmente perfino la figura di Cristiano Ronaldo. Successivamente, tra scelte sbagliate e vita personale scellerata, il portoghese si è perso nel classico bicchiere d’acqua.

FABIO PAIM, IL CRISTALLINO TALENTO DELLO SPORTING LISBONA

Il talento di Cristiano Ronaldo era noto a tutti gli esperti di calcio fin dai tempi delle giovanili dello Sporting Lisbona. Diversi club, tra cui il Parma, tentarono di strapparlo ai portoghesi, convinti di poter prelevare un sicuro crack. I Leoes, però, riuscirono a tenere duro, cedendolo solo a peso d’oro al Manchester United, quando CR7 aveva compiuto 18 anni. Eppure, proprio in quegli anni, c’era anche un altro calciatore che lasciava esterrefatti gli appassionati. Stiamo parlando di Fabio Paim, un centrocampista offensivo che sorprese notevolmente perfino lo stesso Cristiano Ronaldo. Di due anni più giovane, Paim era un laterale d’attacco con una qualità tecnica fuori dal comune. Dribbling, fantasia, velocità. Insomma, un potenziale fuoriclasse che Aurelio Pereira, il talent scout che scoprì i vari Figo, Quaresma e CR7, definì il più promettente di tutti.

Fabio Paim, inoltre, sembrava mostrare una voglia feroce di raggiungere gli obiettivi. Colpa di un’infanzia davvero difficile. Figlio di immigrati francesi e angolani, aveva conosciuto veramente la miseria. I suoi genitori erano talmente poveri da non potersi permettere neanche di accompagnarlo con regolarità agli allenamenti delle giovanili dello Sporting. Per un periodo, quando il bimbo aveva 7 anni, dormiva celatamente all’interno dello stadio, in modo tale da essere già lì l’indomani per l’allenamento. I sacrifici, tuttavia, sembravano ripagarlo perché già all’età di 11 anni, il ragazzino stava diventando una vera e propria celebrità. Si narra che, quando lo Sporting si spostava nelle altre città per gli incontri giovanili, si organizzavano addirittura pullman di suoi fans che lo seguivano per ammirarne il talento.

LA RAPIDA SCALATA AL SUCCESSO

Anche quando Fabio Paim veniva mandato in campo con i più grandi, ormai una costante per lui, dimostrava di non soffrire minimamente l’impatto. Era capace di dribblare letteralmente tutta la squadra avversaria e di regalare numeri da circo ai suoi tanti tifosi. La popolarità dell’ala destra cresceva sempre più e diversi grandi club iniziarono a bussare alla porta dello Sporting Club du Portugal, bottega da sempre cara. E, in effetti, la società di Lisbona riuscì a resistere alle pressioni di squadre come il Real Madrid e il Barcellona, intenzionate a ricoprire d’oro il calciatore pur di strapparlo alla concorrenza. Eppure, in quegli anni, l’adolescente Fabio stava vivendo un periodo tutt’altro che semplice. Pur vedendo la sua carriera proseguire a gonfie vele, la sua vita privata rimaneva assai complicata.

Lo status sociale dei genitori e il fatto che lui fosse ancora troppo giovane per portare a casa una paga importante, lo costringeva a vivere in un quartiere molto malfamato, dove i prezzi degli affitti erano popolari. I suoi amici, che non avevano il suo stesso talento, finirono presto per prendere strade sbagliate. Alcuni finirono in galera per furto o spaccio, altri andarono incontro alla morte per overdose. Paim, pur partecipando quotidianamente al disagio sociale del suo quartiere, riuscì a mantenersi relativamente pulito, pur rimanendo segnato da tanta miseria. A 16 anni, finalmente, sembrò raccogliere i primi frutti del suo talento. Lo Sporting gli fece firmare il primo vero contratto da professionista, mentre le nazionali di Francia e  Angola contattarono i genitori, dichiarandosi disposte a pagarli pur di far accettare la loro convocazione al ragazzo.

LA FRAGILITA’ MENTALE E LE FOLLI SPESE

Gli approcci dei due Paesi natali dei genitori non scaldarono il cuore di Fabio. Il giovane talento, infatti, si sentiva portoghese in tutto e per tutto e sognava di indossarne la maglia della Nazionale. E il desiderio sembrò avverarsi già in quei mesi, dato che il CT brasiliano Felipe Scolari lo inserì addirittura nella lista dei pre-convocati per Euro 2004, salvo poi preferirgli proprio Cristiano Ronaldo. Tutta questa celebrità, i primi soldi facili e l’impressione di aver ormai toccato il cielo con un dito, gli diedero alla testa. Fabio Paim iniziò letteralmente a sperperare denaro, togliendosi tutti quegli sfizi che aveva sempre sognato. Negli anni seguenti, si lasciò andare al lusso più totale. Comprava macchine su macchine, partecipava a costose feste nei locali più chic di Lisbona, si circondava di numerose donne e di amicizie di convenienza.

Il calcio, in tutto questo delirante contesto, scivolò rapidamente in secondo piano. Mentre il suo parco auto si riempiva di modelli di Ferrari e Lamborghini, capitava sempre più sovente di vederlo saltare gli allenamenti con futili scuse. Lo Sporting Lisbona, nel tentativo di recuperarlo, avendoci investito forti somme di denaro e avendo ancora un contratto in essere, lo spedì in prestito nelle divisioni inferiori. Si sperava che l’impatto con un calcio minore potesse farlo tornare con i piedi per terra ma il flop fu assoluto. Di fatto, pur cambiando diverse casacche (Olivais, Trofense e Pacos Ferreira), Fabio Paim totalizzò più richiami e multe che presenze in campo. Ma la carriera del ragazzo era ancora appesa ad un filo, peraltro molto robusto e che corrispondeva al nome di Jorge Mendes, il potentissimo procuratore portoghese.

L’ARRIVO DI FABIO PAIM AL CHELSEA

Jorge Mendes, che tra gli altri è lo storico procuratore di Mourinho e Cristiano Ronaldo, è da anni e anni il burattinaio del calcio lusitano. Fiutando l’affare, l’agente aveva messo sotto procura Fabio Paim nel periodo in cui il ragazzo era considerato un futuro e certo fenomeno a livello mondiale. Inoltre, nell’estate del 2008, il Chelsea, club con cui Mendes aveva eccellenti rapporti dai tempi di Mourinho, affidò la panchina a Felipe Scolari. L’ex CT del Portogallo era rimasto stregato dal talento di Paim e fece il suo nome al club. Così, pur non avendo ancora mai convinto in nessuna delle sue esperienze a livello di prima squadra, l’esterno classe ’88 si trasferì in Premier League. Ormai 20enne, fu inizialmente aggregato alla squadra riserve per testarne l’adattabilità al nuovo calcio.

Sembrava il passo giusto per la definitiva consacrazione, in un ambiente importante e con un allenatore che non vedeva l’ora di lanciarlo a certi livelli. Eppure, bastarono solo 4 mesi per certificare il fallimento assoluto di Paim. Il portoghese prese malamente il fatto di partecipare al campionato riserve, che non reputava neanche degno di essere considerato un torneo. Più passavano le settimane e più l’intensità dei suoi allenamenti scendeva pericolosamente verso il basso. Impaziente ma soprattutto molto immaturo, il lusitano iniziò apertamente a manifestare il suo malcontento, finendo per irritare tutto l’ambiente. Così, ormai esasperati dai suoi capricci, i dirigenti del Chelsea lo rispedirono mestamente allo Sporting Lisbona. I Leoes si ritrovarono in squadra un elemento sul quale avevano smesso di crederci…

L’ARRESTO PER DROGA

Rientrato nella sua Lisbona, Fabio Paim fu subito messo al corrente dallo Sporting circa l’intenzione di mandarlo nuovamente in prestito. L’ala destra si ritrovò in Terza Divisione, un’umiliazione troppo grande per uno che, fino a pochi anni prima, veniva considerato fenomenale perfino dallo stesso Cristiano Ronaldo. La reazione di Paim fu spropositata, fin dal momento della notizia. La sera stessa, si chiuse in un locale della città e si ubriacò fino al mattino. In quegli attimi, decise di mollare del tutto dal punto di vista mentale e di non voler più allenarsi con continuità. Da lì in avanti, fino al giorno d’oggi, è arrivato un delirante cambio di maglie, che lo ha portato a giocare perfino in Qatar, Lussemburgo, Lituania, Malta e Polonia. Chiaramente, nessuna di queste esperienze è stata degna di nota e sono stati altri gli episodi, tutti collegabili alla sua vita privata, a far parlare ancora del calciatore.

Fabio Paim, infatti, ha distrutto la sua auto, una Mini Cooper, in un bruttissimo incidente, restando a piedi per diverso tempo data la mancanza di soldi per sostituire la vettura. Inoltre, ha ricevuto ben 2 denunce per stupro da parte di due differenti donne. Entrambe le vicende si sono concluse con un nulla di fatto per mancanza di prove. Viceversa, la giustizia lo ha punito nel 2019, quando venne trovato in possesso di 12 gr di cocaina e di un bilancino di precisione. Arrestato, rilasciato e nuovamente arrestato per un presunto collegamento con la criminalità organizzata, Fabio ha poi tentato faticosamente di rientrare nel mondo del calcio. Attualmente, ormai 33enne, ha firmato un contratto annuale con lo Zimbru Chisinau, club moldavo. Una fine che, probabilmente, nessuno poteva immaginare… Per chiudere, ecco un video con le sue giocate più belle ai tempi delle giovanili dello Sporting:

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