Ezio Glerean, il Mago del Cittadella e precursore del 3-3-4

ezio glerean cittadella

Ezio Glerean è stato una delle figure cult nel mondo del calcio. Il suo stile di gioco era unico in Italia e si ispirava all’Ajax di Johan Cruijff. Il suo modo di giocare era molto offensivo e spesso schierava i suoi giocatori con un 3-3-4 o con un 4-2-4.

GLI INIZI DI CARRIERA DI EZIO GLEREAN

Ezio Glerean a differenza di altri suoi colleghi non ha avuto una carriera facile. Calcisticamente formatosi nelle giovanili del Genoa, continuò la sua carriera da buon difensore di categoria con le maglie di Jesolo, Brindisi, Taranto, Cavese, Brindisi e Bassano Virtus. Una volta ritiratosi dall’attività agonistica ebbe una folgorazione, diventare un allenatore. Fondamentale per l’ispirazione al modello Ajax fu la moglie Caroline di origine olandesi.

Il calcio espresso dalle squadre di Glerean è molto efficace e diretto. L’allenatore non ama per niente il possesso palla, anzi prova subito a giocare per i 4 uomini offensivi, con i centrocampisti che sono chiamati a un gran lavoro e a combattere sulle seconde palle. L’inizio della sua avventura e della rivoluzione calcistica parte dal basso. Gli anni di gavetta partono dai campi di periferia e precisamente dalla Seconda Categoria, sulla panchina della Marosticense. Dopo la doppia promozione e l’arrivo in Promozione, si trasferisce al Caerano nel 1990-1991 in Interregionale.

IL PRIMO MIRACOLO

Glerean non è ancora l’allenatore pazzesco che tra poco vedremo, ma la sua crescita parte proprio da qui. Dopo 2 stagioni al Bassano, vince il Campionato di Serie D con il Sandonà, riportando i veneziani in C2. Qui il primo miracolo, al primo anno trasforma la sua squadra in una macchina perfetta. Le somiglianze con la grande Ajax sono molteplici e la squadra che segue alla perfezione il suo direttore d’orchestra arriva 2a.

Peccato che la promozione svanisca nella sfida contro il Montevarchi. Dopo essere stata in vantaggi per 2-0 all’intervallo, il Sandonà perse la partita prendendo 3 gol nel finale. Play off da dimenticare vista l’eliminazione al primo turno per mano del Fano. L’anno successivo il miracolo non si ripete e la squadra veneziana si afferma come decima forza del campionato. Ma il gioco espresso da Glerean è sotto gli occhi di tutti.

LA STORICA IMPRESA DI EZIO GLEREAN CON IL CITTADELLA

Ad accorgersi di lui è il Cittadella, dove si materializza il suo secondo miracolo. Al primo anno in C2 raggiunge i play-off, nonostante la squadra fosse abituata a lottare per la salvezza. Il Como non lascia scampo, il sogno di Glerean è solo rimandato. Nel 1998 non fallisce, altra grande stagione e approdo in C1 grazie dopo la finale disputata a Ferrara contro la Triestina. Il primo anno sembra difficile, ostico per una neo promossa, e invece no.

La salvezza è tranquilla e la qualificazione ai play off svanisce solamente all’ultima giornata. Il secondo anno è sempre quello buono e la squadra arriva in Serie B, battendo il Varese prima e il Brescello poi. Il suo calcio è divino, gli attaccanti disposti a triangolo si muovono alla perfezione e sono i primi a difendere qualora ce ne fosse bisogno. Il salto in B e storico, come la salvezza ottenuta. Dopo aver scritto la storia del club e dopo la retrocessione l’anno successivo si consuma il divorzio.

DAL PALERMO ALLA MAROSTICENSE

Ricomincia, questa volta dal Venezia di Maurizio Zamparini, ma complice la cessione societaria il Presidente sposta lui e un blocco di giocatori nel Palermo appena acquistato. La magia sembra scomparsa, il tempo di disputare una partita e viene esonerato. Riparte dalla C1 con il Padova ma anche qui le cose non vanno meglio. Per uno stradò segno del destino perde contro il Cittadella e si dimette. Dopo aver respinto le dimissioni, le cose di certo non migliorano e a Febbraio le strade Glerean e della società si separano. Continuerà la sua carriera tra B e C, con Venezia, Ferrara, Bassano e Cosenza senza riuscire a esprimere quanto di buono fatto vedere negli anni precedenti.

Il cerchio si chiude nella maniera più romantica possibile. Ad oggi è l’allenatore della Marosticense in Eccellenza, e continua a insegnare calcio, il suo calcio in provincia. Ad oggi uno come Ezio Glerean ci sarebbe stato alla perfezione. Solo successivamente ci siamo accorti di quanta influenza possa aver avuto sugli attuali allenatori di Serie A. Proprio Antonio Conte chiese più volte all’allenatore Veneto come riuscisse a combinare i 4 giocatori in fase offensiva. Ezio Glerean è stato l’uomo che ci saremmo meritato ma che non abbiamo capito. La rivoluzione che mise in atto fu qualcosa di straordinario. Un genio in provincia, che purtroppo non abbiamo avuto il piacere di vedere in una realtà più grande.

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