Eddie Firmani, l’allenatore italo-sudafricano delle leggende!

eddie firmani

La bellissima storia di Eddie Firmani

Eddie Firmani è stato un attaccante formidabile degli anni 50 e 60. Nato da un nipote di un italiano emigrato in Sudafrica, nel 1950 si trasferisce in Inghilterra, al Charlton, in cui rimarrà per 5 stagioni. Erano anni turbolenti ma anche spettacolari: la nascita del rock’n’roll, la diffusione della televisione e quel boom economico che sul finire del decennio (1958-1963) caratterizzò l’intero paese italiano grazie alla crescita economica e allo sviluppo tecnologico. Nel 1955 per Firmani arriva la chiamata della Sampdoria che lo acquista per una cifra record di 35000 sterline, circa 80 milioni di vecchie lire. Il presidente blucerchiato, dopo aver concluso la stagione precedente con un 9° posto, volle rinforzarne l’ossatura e oltre all’attaccante prese: Rosin (portiere arrivato dal Siracusa), Martini dal Palermo e Meroi dalle giovanili dell’Udinese.

Eddie veniva soprannominato “Tacchino freddo” e al termine della stagione 55/56 realizzò 17 reti per un sesto posto storico per la Sampdoria. La stagione più soddisfacente per lui sarà quella 56/57 quando andò a segno ben 12 volte in campionato venendo convocato nella nazionale italiana per la prima volta. L’esperienza in azzurro sarà molto breve però; in compenso avrà una media realizzativa di tutto rispetto: 3 presenze e 2 gol all’attivo. La terza ed ultima stagione invece sarà deludente nel collettivo per Firmani con i blucerchiati che chiudono al 12° posto, ma non sul piano personale dove mantenne medie ancora di alto livello. 23 reti nelle 33 gare disputate. Era uno degli attaccanti più prolifici di quegli anni tanto che l’Inter mise gli occhi su di lui aggiudicandoselo con un conguaglio economico importante al quale si aggiunse la contropartita Guido Vincenzi.

3 stagioni in nerazzurro in cui segnerà la bellezza di 48 reti in campionato, 21 in Coppa e si aggiudicò anche il titolo di capocannoniere della Coppa Italia 58/59. Nel 1961 chiude la sua esperienza italiana a Genova, ma nell’altra sponda. Il Genoa, acerrima rivale della Samp. Rientra poi in nel Charlton, retrocesso nella serie cadetta. Attaccherà gli scarpini al chiodo nel 1975 quando era al Tampa Bay Rowdies, club statunitense fondato per ben due volte.

L’allenatore delle leggende!

Proprio negli USA divenne un allenatore apprezzatissimo. Ha l’onore di allenare la squadra delle leggende, i New York Cosmos, nel periodo di massimo splendore. La allenò per 2 anni ma soprattutto poté schierare gente del calibro di Pelè, Beckenbauer, Carlos Alberto, Chinaglia, e Giuseppe Wilson. Un sogno. Vi starete chiedendo come sia possibile una cosa simile. Bene, a metà degli anni 70 mezza popolazione Americana fu invitata al lancio della squadra di New York in modo da far girare una marea di soldi per ingaggiare calciatori come Pelè, Cruijff, Beckenbauer e tanti altri. Proprio O’Rey giocò la sua ultima partita con la maglia dei Cosmos il 1° ottobre del 1977. Era un amichevole proprio contro il Santos, la sua ex squadra. Questa isola del tesoro chiamata ‘Cosmos’ sarebbe rimasta in vita per ben 7 anni circa con l’obiettivo di vincere diversi campionati.

C’era anche l’ex Lazio Giorgio Chinaglia a scardinare le difese e i diritti tv ma soprattutto il Kaiser Beckenbauer a portare sogni, gesta, ma anche visibilità. Alla guida dei Cosmos Firmani vinse due NASL nella Grande Mela, ma nel 1979 se ne dovette andare a causa dell’implosione della lega statunitense. Proseguì poi la sua carriera da tecnico nel Kuwait ma nel 1990, quando il paese venne invaso, venne fatto prigioniero e portato a Bagdhad, riottenendo la libertà dopo 3 mesi di lunghe trattative. Rimase fermo per altri 4 anni prima di tornare in Nord America dove si disputavano i Mondiali del 1994. Il campionato del mondo permise al movimento calcistico statunitense di ottenere nuova linfa vitale. Di fatto nacque la American Professional Soccer League (APSL) che durò molto poco ma in quel poco Eddie riuscì a tornare in panchina per guidare il Montreal Supra che verrà ribattezzato come Montreal Impact.

Diversi “nomi” in quella squadra…

Dopo il fallimento totale, nel 1996 arriva una lega più solida e con delle basi: la Major League Soccer (MLS), che tutt’ora resiste ancora. Firmani venne nominato “head coach” dei New York Metrostars, squadra in cui troverà diversi nomi importanti. Al suo fianco ci sarà un giovane e promettente Carlos Queiroz che diventerà nel giro di pochi anni vice di Ferguson a Manchester e tecnico sostitutivo di del Bosque a Madrid. In quella squadra inoltre si potevano ammirare gli ultimi colpi di Nicola Caricola, ex Genoa e Juve, e di Roberto Donadoni. C’era anche il massiccio Tony Meola, ottimo portiere che difese la porta statunitense per 2 mondiali con la sua “coda di cavallo”. Era presente anche il minuscolo bomber Anthony De Avila che però ebbe diverse difficoltà nel trovare continuità.

Il cammino dei newyorchesi si interruppe alle semifinali della Eastern Conference dopo 3 sfide contro il temibile D.C United di Marco Etcheverry. Per Firmani sarà l’ultimo atto da allenatore. Un uomo che nel suo ‘piccolo’ ha potuto vivere e vedere un qualcosa di stravagante e che nessuno ha saputo ripetere. Allenare le leggende del calcio!

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Qui il sunto dell’amichevole tra Santos e Cosmos, l’ultima gara di Pelé.

 

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