Denis Law e Joe Baker, i “bad boys” scozzesi del Torino anni ’60

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DANIS LAW E JOE BAKER, I BAD BOYS DEL TORINO

Pacatezza e tranquillità non sono mai stati due termini risonanti nel vocabolario dei giocatori britannici, amanti di imprudenze e strane follie. Calcisticamente Italia e Regno Unito sono agli antipodi, non solo per l’evoluzione che ha avuto il gioco durante questi innumerevoli anni, ma anche per un fatto culturale. Ad un tipo di calcio corretto, disciplinato e sportivo come quello italiano, risponde un calcio aggressivo, intenso e poco consono alla compostezza. Immaginate quindi quanto possa essere difficile per un giocatore abituarsi ad un contesto totalmente differente nel caso dovesse trasferirsi da un paese all’altro. Gli anni ’60 portarono nello Stivale diversi calciatori del Regno Unito, che dimostrarono per poco tempo un carattere fuori dal normale. Il Milan si vide arrivare Jimmy Greaves, un goleador inglese nato che però durò appena un anno per il suo temperamento esuberante e scapestrato.

A Torino, invece, sponda granata, arrivarono ben due britannici, Denis Law e Joe Baker. Il primo scozzese a tutti gli effetti, il secondo inglese di nascita ma scozzese dentro per scuola calcistica. Tutte e due attaccanti dal fiuto del gol, ma con Law che riuscirà a fare una carriera decisamente più prestigiosa, diventando una bandiera del Manchester United per 11 anni. Dennis esordì come professionista nell’Huddersfield Town nel 1956, rimanendoci fino al 1960. Il suo strepitoso killer instinct fu subito notato da Matt Busby, allenatore della Nazionale scozzese. Il suo esordio, infatti, avvenne a soli 18 anni nel ’58 contro il Galles, segnando all’esordio. Baker, invece, iniziò a calcare i primi campi in Scozia con la maglia dell’Hibernian, rimanendoci dal 1967 al 1961. In quel lasso di tempo realizzò 102 gol in 117 partite, dimostrandosi uno dei migliori giovani talenti del Regno Unito.

A 17 anni Joe realizzò anche una quaterna nella sfida contro i rivali cittadini dell’Heart of Midlothian nei quarti di finale di Coppa di Scozia 1958. In un’altra occasione ne mise a segno addirittura 9 in una singola partita contro i Peebles Rovers. Baker era un prototipo di centravanti diverso da Law; buone qualità ma non eccelse. Dennis, invece, era un fuoriclasse nel suo mestiere di attaccante

L’ARRIVO IN ITALIA  E LE BRAVATE

I due scozzesi arrivarono al Torino nel 1961 grazie a Gigi Peronace, un personaggio ambiguo, mezzo italiano, mezzo inglese e tutto calabrese. I granata pensavano di aver fatto un colpaccio nel portare in Piemonte due dei migliori attaccanti scozzesi in circolazione. Ma presto, tutte le numerose aspettative si trasformarono in cocenti delusioni. Calcisticamente parlando, i due non si abituarono per niente alle rigide modalità di allenamento della loro nuova squadra, che in realtà rientravano nel parametro della normalità. “The King” Law e Joe Baker si rivelarono subito i due “bad boys” arrivati a Torino per riportare un po’ di entusiasmo in una piazza ancora scossa dalla strage di Superga. Di professionalità ne avevano poca, di eccessi fin troppi. Erano i classici geni sregolati. Baker era arrivato per una cifra intorno alle 75.000 sterline, Law intorno alle 110.000.

L’avvio in campionato del Torino non fu troppo positivo, con un solo punto nelle prime tre partite. In compenso, i due scozzesi iniziarono a dare spettacolo, facendo intravedere un’intesa particolare in attacco e andando a segno entrambi alla seconda partita nel pareggio di 3-3 contro il Lanerossi Vicenza. Baker ebbe un inizio stratosferico in termini realizzativi, decidendo anche il derby contro la Juventus alla settima giornata. Col tempo, però, la disciplina e l’ordine del calcio italiano si riverseranno contro i due scozzesi. Joe in particolare diventerà un bersaglio dei paparazzi. Le regole che c’erano da rispettare, il coprifuoco e il poco tempo libero furono tre costanti che demolirono il fisico dei due nuovi attaccanti. Impazienti di sottostare alle norme vigenti che un calciatore professionista italiano doveva rispettare, Law e Baker diventarono gli uomini della notte.

Tutte le sere si portavano a casa gruppi di ragazze in modo da tenerli in compagnia. Tra “qualche” bicchierino di whisky e diverse pinte di birre, la vita notturna dei “bad boys” scozzesi diventò una costante. Nel Torino i loro comportamenti vennero subito fuori. In una trasferta a Roma, la notte precedente alla partita, sia Denis che Joe lasciarono di nascosto l’albergo per andare a fare baldoria in un night del posto. Uscirono poi all’alba, pronti e “carichi” per la partita.

IL PUGNO DI BAKER AL PAPARAZZO

Ce ne sarebbero infinite di bravate, ma quella che successe il 9 gennaio 1962 fu la fotografia perfetta dell’esperienza italiana dei due scozzesi. Alla vigilia della partita contro il Venezia, Law e Baker stavano camminando in laguna e scoprirono poco dopo di essere pedinati da paparazzi in cerca di scoop particolari da inserire sulle prime pagine. Celio Scapin, un fotografo del posto, immortalò per diverse volte i due, suscitando la rabbia di Joe. L’ex Hibernian perse completamente la testa, si girò verso Scapin e gli rifilò un pugno in faccia. Ad intervenire ci pensò il suo compagno di reparto, che pose la quiete. Il Torino venne a conoscenza dell’accaduto e punì Baker con l’esclusione dalla partita, oltre che con una multa salata.

Il nuovo anno non portò bene a livello realizzativo per i due, devastati dalle loro follie extra campo. Il punto esclamativo alle loro bravate venne messo il 7 febbraio 1962, quando Joe andò a ritirare la sua nuova Alfa Romeo Giulietta Sprint, in sostituzione alla Fiat 600 che all’epoca era un gran bel mezzo. I due scozzesi, il fratello di Law, alcuni calciatori del Torino e Gigi Peronace organizzarono una cena a basa di cibo e tanto alcol. Successivamente la baldoria si spostò a casa dei due attaccanti fino a notte fonda; il tutto a base di whisky e musica. Alle 4.10 del mattino, Law, Baker e Joseph (il fratello di Dennis), vollero andare a fare un giro su quella potente Alfa Romeo.

Chiaramente tutti ubriachi fradici. Baker era lo spericolato che stava guidando a tutta velocità: dopo una curva a grandi giri di motore la vettura sbandò andando a colpire un monumento in corso Cairoli, finendo per cappottarsi due/tre volte e fermandosi contro un palo della luce.

COME ANDO’ A FINIRE

L’incolumità dei coinvolti nell’incidente fu messa a forte rischio. Baker picchiò forte la testa contro il volante spaccandosi naso, zigomi e mascella. Law, seduto sul sedile del passeggero, rimase illeso per fortuna, così come suo fratello Joseph. A Torino scoppiò uno scandalo vero e proprio, con la Stampa locale che non risparmiò parole fredde per quei due scellerati: “E’ di estrema gravità che due atleti professionisti si trovassero in giro ad un’ora così tarda”. Da quel momento l’esperienza italiana si concluse per i due scozzesi. Baker venne praticamente fatto fuori dal club, ritornando ad allenarsi solo in Primavera e disputando un paio di partite casalinghe. Il suo bottino sarà di 7 reti in 19 presenze fagocitate da 2 espulsioni. Ma a 22 anni aveva ancora da dare al calcio, ma del suo Paese.

Law era sicuramente più “pacato” del suo compagno, ma venne messo fuori squadra lo stesso anche se per meno tempo. Al contrario di Baker, la futura stella dello United si rivelò decisivo nel finale di campionato, realizzando in totale 10 gol in 27 apparizioni. Il Torino terminerà il campionato in settima posizione, anche se i rimpianti per poter fare molto di più furono tantissimi. Probabilmente se quei due ragazzacci non fossero stati così fuori di testa, l’andamento in campionato poteva prendere un epilogo migliore. Quel che rimane sono le pazzie contorte dei due scozzesi, che a Torino difficilmente scorderanno.

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