Cristian Fabbiani, lo Shrek argentino soprannominato “El Ogro”.

Cristian Fabbiani, "El Ogro"

Per la serie: I migliori giocatori che non avete mai visto, ecco a voi Cristian Gaston Fabbiani detto “El Ogro”, ovvero l’orco. Nasce il 3 Settembre 1983 a Ciudad Evita (Argentina), ed è quanto di più lontano ci possa essere dal prototipo di calciatore perfetto. È il classico attaccante argentino, forte tecnicamente e con molta grinta, direte voi, ne abbiamo visti tanti così! E invece no! Chiamato “El Ogro” per la sua stazza, 190 cm per 97 kg quando ha la palla tra i piedi fa letteralmente quello che vuole.

GLI INIZI DI CHRISTIAN FABBIANI “EL OGRO”, LO SHREK ARGENTINO.

Inizia la sua avventura nel mondo del calcio con il Club Social Y Deportivo Linier, ma la prima vera occasione arriva nel 2001 quando viene acquistato dal Lanùs. “El Ogro” mette in mostra tutto il suo repertorio: finte, tunnel, controllo con la suola e un discreto numero di realizzazioni. Nel 2003 si trasferisce al Club Deportivo Palestino, società calcistica cilena fondata da un gruppo di immigrati palestinesi. 25 presenze e 16 gol bastano per far iniziare a parlare di se in tutto il paese, uno di questi gol viene festeggiando indossando la maschera di Shrek come a voler dire: “Ok la mia forma fisica non è delle migliori, ma faccio lo stesso la differenza”. Clicca QUI per vedere un video con le sue giocate.

Nemmeno il tempo di diventare l’idolo locale che il Lanùs lo riporta a casa. Fabbiani continua a segnare e a dare spettacolo, a fine anno si conteranno 14 gol in 36 partite, ma il suo stile di vita non convince affatto la dirigenza argentina. Troppo innamorato del cibo, delle donne e della bella vita. Va a giocare nel Beitar Gerusalemme, società israeliana con sede nella città di Gerusalemme. Da qui inizia il declino. Supera a stento le visite mediche, gioca appena 6 partite e viene rispedito al mittente vista la scarsa forma fisica e le poche attinenze professionali. Il suo “miglior” nemico continua a essere il cibo, arriva a pesare oltre il quintale e anche il Lanùs decide di scaricarlo, la sua carriera è in discesa libera.

IL DECLINO DELL’ORCO.

Il Cluj decide di puntare su Fabbiani e nel 2007/2008 vive una delle sue stagioni migliori. In Romania vince Campionato e Coppa Nazionale, mettendo a segno 11 gol. Peccato che dopo aver detto: “Mai visto cosi tante belle donne e uomini cosi brutti”, sarà costretto a doversene andare. Ritorna in Argentina e va a giocare nel Newell’s Old Boys e in sei mesi mette a segno 5 gol in 15 partite, mostrando a tutti il suo vero potenziale.

Dopo questi sei mesi arriva la chiamata del River Plate, il treno della vita. L’accoglienza al Monumental è qualcosa di epico! I tifosi indossano la maschera di Shrek e le donne la maschera di Fiona, ci sono tutte le premesse per una grande stagione. E invece no, dopo un avvio abbastanza buono, Fabbiani segna appena 2 gol in 25 partite e i tifosi iniziano a fischiarlo. Continuerà a cambiare maglia, si trasferirà prima all’All Boys, poi all’Independiente Rivadavia e infine al Sport Club Warnes ma i suoi 104 kg e i continui problemi con la bilancia non lo aiuteranno a far decollare la sua carriera.

LA SVOLTA E LA MALATTIA DI CRISTIAN FABBIANI “EL OGRO”

A 32 anni suonati decide che è il momento di cambiare, perde 26 chili e va a giocare in Seconda Serie nell’Independiente San Luis. Questa volta la sfortuna ci vede benissimo e Fabbiani scopre di avere un tumore al gemello della gamba destra. I medici autorizzano il giocatore a potersi allenare, ma “El Ogro” non tornerà più ad alti livelli. Si trasferirà in Ecuador nel LDU Portoviejo e successivamente chiuderà la sua carriera nel Deportivo Merlo in Argentina.

Poteva essere qualsiasi cosa volesse, sarebbe potuto essere il centravanti dell’albiceleste, giocare nei migliori club e guadagnare milioni di euro. Ha scelto semplicemente di essere “El Ogro” Fabbiani, preferendo il cibo e le donne a una carriera sfavillante.

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Foto: Profilo Ufficiale Twitter Rivermaniacos.

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