Chic Charnley, il genio scozzese che rifiutò il Celtic per andare in vacanza!

Chic Charnley

Centrocampista dalle spiccate doti tecniche, Chic Charnley è etichettato come uno dei più grandi rimpianti del calcio scozzese. Un mancino fatato ma un carattere del tutto folle lo hanno portato a raccogliere pochissimo rispetto alle sue qualità. Ben 17 cartellini rossi in carriera, risse, pigrizia, alcool e addirittura un clamoroso rifiuto al Celtic, la squadra del suo cuore. Motivazione? Doveva andare in vacanza con gli amici!

CHIC CHARNLEY, IL FOLLE GENIO DEL CALCIO SCOZZESE

Non ha mai totalizzato una sola presenza in Nazionale, nonostante venisse riconosciuto unanimemente come uno dei calciatori scozzesi con più qualità della sua epoca. Di trofei neanche l’ombra, soddisfazioni personali pochissime. La carriera di Chic Charnley sembrerebbe quella di un qualsiasi giocatore mediocre che ha avuto modo di racimolare qualche presenza in massima divisione per poi perdersi. Invece, specialmente per i tifosi del Partick Thistle, Charnley è considerato ancora oggi uno dei migliori talenti ad aver mai giocato nella Premiership scozzese. Un centrocampista dalle grandi doti tecniche, mancino, in grado di far girare la manovra con i suoi millimetri lanci ma anche di andare a concludere l’azione con tiri potentissimi e precisi. Calciava punizioni, angoli, rigori. Quando era in giornata, era capace di vincere una partita da solo.

Ma il problema era proprio questo: quando era in giornata? Chic è sempre stato un calciatore pigro, sostanzialmente fuori forma, poco propenso al sacrificio e decisamente indolente. Inoltre, aveva un carattere pessimo che lo portava, spesso e volentieri, a collezionare una quantità abnorme di cartellini. Basti pensare che, soltanto limitandoci alle espulsioni, ne mise insieme ben 17 durante la sua carriera. Una cifra davvero incredibile se si considera che Duncan Ferguson, riconosciuto come uno dei calciatori più violenti di Scozia, si è fermato a 8. Inoltre, è da specificare come molti di questi cartellini rossi, per ciò che concerne Charnley, siano stati addirittura diretti. Frutto di risse, di pugni, di gomitate, di falli brutti e gratuiti, per lo più conseguenza dei tanti screzi che aveva sul terreno di gioco con gli avversari.

UN TIFOSO SFEGATATO DEL CELTIC

Nato a Glasgow nel 1963, Chic divenne, fin da piccolo, un grande tifoso del Celtic. Col pallone era decisamente bravo e questo lo portò a coltivare il sogno di poter davvero vestire la maglia del suo club preferito. Ci andò vicino, anzi, vicinissimo, ma questo lo vedremo più avanti. Gli inizi di Charnley, nonostante le eccellenti doti tecniche, furono tutt’altro che semplici. Costretto a lavorare fin da piccolo, il ragazzo, probabilmente stanco per le ore passate a vendere pollame nelle vie di Glasgow, aveva ben poca voglia di allenarsi e a fare sacrifici. In alcuni periodi della sua adolescenza, addirittura, pensò di mollare completamente il calcio. Poi, il talento e l’amore per il pallone prevalsero e Chic fu di scena sui campi scozzesi per ben 20 anni. I momenti più importanti, dopo l’esordio con il St.Mirren, li ebbe senz’altro col Partick Thirstle, terza squadra di Glasgow.

Vi giocò in addirittura 4 periodi differenti, entrando nel cuore dei sostenitori come pochi altri, nonostante i suoi eccessi e i suoi tanti cartellini rossi. Proprio in una delle sue esperienze ai Jags, si rese protagonista di una vicenda surreale. Mentre si trovava stranamente a fare allenamento con due suoi compagni in un parco pubblico, notò che il cane di una donna stava mordendo alla caviglia un ragazzo. Costui, poco dopo, si presentò con una spada da samurai assieme a degli amici (con coltelli), intenzionato a farsi vendetta. Chic, che evidentemente aveva anche un cuore notevole, decise di intervenire. Fece allontanare la signora e, brandendo uno di quei coni con cui si fa allenamento, sfidò i ragazzi. Riportò una brutta ferita alla mano ma riuscì ad allontanarli, subendo però l’ira della moglie non appena la donna scoprì il rischio che aveva corso!

QUANDO CHIC CHARNLEY FU CHIAMATO A GIOCARE CON IL CELTIC

In carriera, Chic, vestì addirittura 20 maglie. Un via vai continuo di esperienze che lo portò perfino a giocare fuori dalla Scozia. Avventure in Inghilterra, Irlanda, Irlanda del Nord e Svezia, senza mai riuscire a resistere lontano dal suo Paese per più di una manciata di partite. Ma quello che è e rimarrà sempre il suo più grande cruccio è di non aver giocato col Celtic. Eppure, la grande occasione ci fu davvero. Stagione 93-94, sulla panchina degli Hoops sedeva Lou Macari, uno che apprezzava molto le qualità di Charnley. Così, quando si presentò l’opportunità di disputare una partita amichevole all’Old Trafford contro il Manchester United di Sir Alex Ferguson, il tecnico pensò di far aggregare Chic e provarlo nella sua formazione. A questo punto, però, la storia divenne piuttosto comica. Charnley, infatti, pensò ad uno scherzo di cattivo gusto di uno dei suoi amici.

Pertanto, almeno inizialmente, non fornì una risposta concreta alla proposta. La verità venne a galla soltanto la sera prima del suddetto incontro amichevole, quando Chic era tranquillamente intento a sbronzarsi in un pub della città. In fretta e furia (e in condizioni abbastanza penose) comunicò a Lou Macari il suo assenso a partire per Manchester. Il problema di fondo era rappresentato dalla sua sbronza, che sarebbe stata evidente a tutti se il ragazzo si fosse presentato al raduno per salire sul pullman del club. Così, inventandosi una serie di scuse assurde, l’ormai 31enne chic noleggiò un minibus e, praticamente privo di materiale se non un paio di scarpette, partì assieme agli amici. Nel tragitto fu costretto più volte a fermarsi per via dei conati di vomito post sbronza ma, in ogni caso, riuscì ad arrivare a destinazione. Inoltre, tentò di mangiare e bere di tutto per togliersi di dosso la puzza di birra.

IL MANCATO TUNNEL DI CANTONA E LA MAGLIA DI GIGGS

In ogni caso, pur al termine di un viaggio più simile ad un’Odissea, Chic Charnley era negli spogliatoi del Celtic assieme a tutti gli altri calciatori. Fu scelto come titolare e, al momento di salire gli scalini e fare il suo ingresso sul campo per il riscaldamento, osservò il settore ospiti e pianse dalla commozione. D’altronde, il suo amore per il club era ben noto, tanto che i tifosi dei Rangers, ad ogni confronto, lo fischiavano sonoramente. Lui, dal suo canto, riuscì più volte a punirli con gol pesanti. Durante il riscaldamento, i tifosi del Celtic gli intonarono un coro e Chic scoppiò nuovamente in lacrime. Uno degli assistenti di Macari, notando la sua eccessiva emozione, si avvicinò per domandargli se se la sentisse di giocare, venendo praticamente mandato al diavolo. Al calcio d’inizio, Charnley era regolarmente al suo posto e giocò una grande partita.

Il Celtic si impose per 3-1 di fronte ai tanti campioni del Manchester United e il centrocampista mancino regalò uno splendido assist a Simon Donnelly. Un filtrante dei suoi che mandò in porta il compagno, autore poi di una doppietta. Inoltre, Chic si rese protagonista di un simpatico siparietto con Eric Cantona. Lo storico 7 dei Red Devils, infatti, tentò di superarlo con un tunnel. Charnley, accortosi delle intenzioni del francese, chiuse prontamente le gambe, gli rubò palla e partì in contropiede, non prima di avergli urlato contro “Chi ti credi di essere?“. A 10 minuti dal termine, Chic ricordò anche di aver promesso al figlio una maglia autografata di Ryan Giggs. Si avvicinò al gallese e contrattò lo scambio di casacche al fischio finale. Solo dopo aver concluso l’affare, si rese conto che quella era la sua unica maglia del Celtic da calciatore, per cui tornò negli spogliatoi dello United e lo convinse a farsela restituire.

L’INCREDIBILE RIFIUTO DI CHIC CHARNLEY AL CELTIC

La magica serata di Chic al Celtic, però, non era ancora finita. Anzi, a dirla tutta rischiava davvero di diventare leggendaria. Il manager del club, Lou Macari, evidentemente soddisfatto di quanto visto,  lo prese da parte a fine partita. Gli spiegò che gli Hoops erano in procinto di partire per una tournée in Canada e che avrebbe avuto piacere ad averlo a disposizione. In definitiva, a 31 anni, era forse l’ultima grande occasione di firmare davvero per il Celtic. La risposta sembrava scontata ma, dinanzi ad un personaggio così incredibile, non fece neanche così clamore quello che invece fu l’esito. Senza scomporsi minimamente, Chic spiegò a Macari di aver già prenotato una vacanza di tre settimane a Tenerife con gli amici e di non aver alcuna intenzione di rinunciarvi. In cuor suo, comunque, era convinto che questa folle decisione non gli avrebbe precluso del tutto la strada.

Charnley, infatti, era sicuro di piacere calcisticamente a Macari e pensò di aver già fatto a sufficienza durante l’amichevole con il Manchester. La verità, però, non la sapremo mai, perché poche settimane dopo l’allenatore fu esonerato e quindi le porte del Celtic, per Chic, si chiusero definitivamente. Il ragazzo continuò a dipingere calcio, seppur con le sue pause, in altre numerose piazze. Alcuni dei suoi momenti più belli, li visse con la maglia degli Hibs, storico club di Edimburgo. Il tecnico Jim Duffy, consapevole che sarebbe stato impossibile tenere a freno totalmente Chic Charnley, gli propose il lunedì libero ogni settimana. Il centrocampista, sentendosi coccolato e libero di vivere come preferiva, ripagò con alcune grandi prestazioni. Una delle più famose fu proprio contro il suo Celtic, nella gara di esordio in biancoverde di un certo Henrik Larsson. Mentre tutti gli occhi erano incollati sul talento svedese, Chic gli rubò furbescamente palla al limite dell’area di rigore segnò con un missile terra aria.

IL RITIRO A 40 ANNI E LA CONVERSAZIONE COL PRESIDENTE DEL CELTIC

L’indomani, i tabloit scozzesi inneggiarono la prestazioni di Charnley, chiedendosi se il Celtic non avesse fatto meglio a puntare su di lui invece che spendere milioni di sterline per Larsson. Chiaramente, come capita spesso nel calcio, i giudizi affrettati finirono per essere completamente ribaltati nel giro di poche settimane. Mentre gli Hibs precipitarono in fondo alla classifica, Larsson iniziò a segnare con una regolarità disarmante, diventando uno dei più grandi attaccanti nella storia del campionato scozzese. Charnley, inoltre, in quella stessa stagione fu vicino ad una clamorosa convocazione in Nazionale. Sempre escluso per i suoi modi, per il suo atteggiamento, la sua discontinuità e i suoi cartellini rossi, fu al centro di una vera sommossa popolare. I sostenitori iniziarono a fare pressione sul CT Craig Brown per assegnarli un posto in vista dei Mondiali di Francia 98.

Ovviamente, avendo ormai il talentuoso centrocampista 34 anni e non avendo mai giocato con la Scozia, la sua candidatura cadde presto nel nulla. Continuò a giocare ancora per qualche stagione, decidendo di smettere soltanto dopo i 40 con l’ennesimo ritorno al Partick Thistle, con cui ebbe modo di giocare un paio di partite. Dopo il ritiro, si trovò finalmente faccia a faccia con Billy McNeil, storico patron del Celtic. Senza peli sulla lingua e senza girarci troppo attorno, Chic Charnley gli domandò le ragioni per cui non lo avesse mai ingaggiato. McNeil gli spiegò che più volte fu tentato dal concludere l’affare ma “mentre la mano destra mi diceva di farti firmare, la sinistra era di parere opposto. Beh, vinse la sinistra“. Inoltre, aggiunse che a lui piaceva dormire la notte e non seguire i suoi calciatori nei locali per controllare le loro vite private. Chic scrollò le spalle e rispose “Sai, se mi avessi ingaggiato, probabilmente quel bypass che porti al cuore te lo saresti dovuto mettere molto prima!”

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