Carlos Caszely, il “Re del metro quadrato” che sfidò il regime di Pinochet

Carlos Caszely

Carlos Caszely, il bomber tascabile simbolo del Cile ai Mondiali del 1974

Ci sono calciatori che diventano iconici per alcune caratteristiche peculiari. Uno di questi è certamente Carlos Caszely, attaccante cileno diventato icona in particolare di una squadra (il Colo Colo) e di una nazione intera, ovvero il suo Cile. Sulla sua carta d’identità ci sono due segni particolari: il primo è “bomber tascabile”. Il secondo è “uomo che fece cadere la dittatura di Pinochet”. Un’etichetta, quest’ultima, che gli è costata anche molto ma che lo ha reso anche un simbolo della rinascita cilena.

Il “re del metro quadrato” con simpatie socialiste

Carlos Caszely nasce nel 1950 a Santiago del Cile e cresce calcisticamente nel Colo Colo, uno dei club cileni più importanti. Nella squadra di Santiago gioca dal 1967 al 1973, guadagnandosi il soprannome di “Rey del metro cuadrado”, (re del metro quadrato, in spagnolo) per la sua incredibile capacità di segnare gol sotto porta, proprio in quel metro quadrato dell’area piccola. Del resto Caszely non era il classico centravanti boa, anzi, la sua peculiarità era proprio la bassa statura che lo rese iconico. La sua esperienza al Colo Colo dura fino al 1973. Quell’anno però cambia la storia del Cile. L’11 settembre, la nazionale cilena si sta preparando per lo spareggio Mondiale contro l’URSS quando un golpe depone il governo democraticamente eletto di Salvador Allende (che morirà suicida nella Moneda, il palazzo presidenziale cileno). Al suo posto sale al potere il Generale Augusto Pinochet Ugarte, che qualche settimana prima aveva giurato la sua fedeltà ad Allende. Un evento che sconvolge anche l’attaccante del Colo Colo che non ha mai nascosto le sue simpatie socialiste e decide di lasciare il paese per andare a giocare in Spagna. Nel frattempo si disputa l’andata dello spareggio Mondiale a Mosca e finisce 0-0. Il ritorno si dovrebbe disputare a novembre. L’Unione Sovietica però si rifiuta di giocare a Santiago, nello stadio in cui nei giorni del golpe, vennero ammassati e assassinati migliaia di oppositori del regime.

Carlos Caszely, l’uomo che trascinò il Cile al Mondiale sfidando il regime di Pinochet

La partita con l’URSS non si giocherà effettivamente e andrà in scena un orrendo spettacolo con i giocatori cileni che danno il calcio di inizio segnando un farsesco gol a porta vuota. A segnarlo è proprio il “re del metro quadrato” che aveva promesso di buttare la palla fuori ma non lo fece e si senti male dalla rabbia negli spogliatoi. Il Cile va ai Mondiali del 1974. In quel Mondiale però Caszely si segnala per essere il primo giocatore espulso nella Coppa del Mondo, durante la gara contro la Germania Ovest. Poi il regime impone la sua esclusione dalla nazionale. Passano 8 anni e il Cile si qualifica al Mundial dell’82. A furor di popolo Carlos Caszely viene convocato ma anche stavolta sarà protagonista in negativo, fallendo un rigore nella prima partita. Il regime di Pinochet ne approfitta per lanciare una campagna denigratoria nei suoi confronti. Campagna che però si ritorcerà contro il Generale. Nel 1988, infatti, il bomber più amato dal Cile ha appeso le scarpe al chiodo e nel suo paese si torna finalmente a votare. Si sceglie tra la riconferma di Pinochet e la democrazia. Ovviamente Carlos si schiera per la seconda. Con quel voto i cileni sventolano il cartellino rosso ad una sanguinaria dittatura. Fu così che il piccolo bomber di Santiago si prese la sua rivincita contro il macellaio di Santiago.

FOTO: Football the Story Twitter.

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