Bambang Pamungkas, il bomber “ballerino”, stella del calcio indonesiano!

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Bambang Pamungkas è considerato il più grande calciatore ad aver indossato la maglia dell’Indonesia. Un attaccante scaltro e dal prorompente fiuto del gol, capace di imporsi anche all’estero. Ex ballerino, è diventato poi anche un noto scrittore!

BAMBANG PAMUNGKAS, IL BOMBER PRINCIPE DEL CALCIO INDONESIANO

E’ il calciatore più popolare di sempre in Indonesia, una divinità. Ma attenzione, perché confinare il talento di Bambang Pamungkas soltanto all’interno del proprio Paese di origine sarebbe alquanto riduttivo. Stiamo, infatti, parlando di un attaccante che, a suon di record, ha saputo entrare nella storia del calcio asiatico. Basti pensare che, soltanto nel 2012, era in una ristretta lista continentale dei 10 giocatori asiatici più forti dell’intero anno. Eppure, il destino di Bepe, come ama farsi chiamare, sarebbe potuto essere alquanto differente. I genitori, fin dalla nascita, hanno passioni differenti e, di conseguenza, programmano diversamente il futuro del figlio.

Il papà è un allenatore di calcio e sogna un futuro con la palla tra i piedi per Bepe. La mamma, invece, è una stimata insegnante di danza e trasmette il suo interesse principale al piccolo. Bambang si divide, praticando calcio 3 volte a settimane e danze per 2 volte. Il doppio impegno sportivo va avanti fino all’età di 8 anni, poi Pamungkas si fa trasportare dagli amici, tutti appassionati di calcio. Per la gioia del papà, che gli compra immediatamente un paio di scarpette, si dedica interamente a quel mondo, prefissandosi l’obiettivo di diventare semplicemente il più bravo, quantomeno in Indonesia. E’ un attaccante mobile, forte fisicamente, astuto, completo e molto freddo sotto porta.

Ma la cosa che spicca è che la sua qualità forse maggiore è proprio il colpo di testa. Guardandolo, con i suoi 170 centimetri scarsi, in pochi lo penserebbero. Ma Bepe, forgiato sin da piccolo dagli allenamenti individuali del papà, decide di trasformare i suoi difetti in pregi e si allena per ore e ore per rinforzare le gambe con balzi su balzi. Diventa talmente potente da riuscire a sovrastare spesso e volentieri difensori molto più piazzati fisicamente di lui, svettando altissimo o prendendo loro il tempo. Insomma, che Bambang sia un talento fuori dal comune, in Indonesia se ne accorgono praticamente subito e, difatti, la sua carriera sarà caratterizzata da un’insolita precocità.

LA RAPIDISSIMA AFFERMAZIONE

Il ragazzino brucia ogni tappa possibile. Nonostante sia mingherlino, i suoi allenatori lo schierano costantemente sotto età. Cosicché con le varie rappresentative Under 16, 17 e 18, sia a livello di club che nazionale, Bepe segna a valanga, non mostrando mai la benché minima difficoltà a giocare con ragazzi più grandi. In questi primi anni di carriera, per via anche della ridotta statura e della grande velocità, viene spesso schierato come esterno d’attacco. Un ruolo in cui riesce a farsi decisamente apprezzare e comincia, soprattutto, a mostrare le sue micidiali doti nel gioco aereo. Tagliando verso il centro e puntando l’area di rigore, riesce spesso a smarcarsi sul secondo palo e chiude l’azione con i suoi perentori stacchi di testa.

Dopo aver conquistato numerosi titoli di capocannoniere e varie coppe a livello giovanile con la maglia del Jawa Tengah, finisce nel mirino del Persija Jakarta, una delle migliori società del Paese. A sceglierlo, è direttamente il tecnico della prima squadra, Ivan Kolev, che ne rimane letteralmente estasiato. L’allenatore bulgaro non ci pensa su due volte e, appena 18enne, lo butta subito nella mischia. L’impatto è semplicemente devastante e Bambang Pamungkas, al suo primo anno con i grandi, mette a referto qualcosa come 24 gol. Una cifra pazzesca che, però, non permette al Persija di conquistare il titolo. Viceversa, porta il giovane attaccante a esordire in Nazionale ad appena 19 anni.

L’occasione giusta è quella di un’amichevole che si disputa in Estonia contro la Lituana. Una partita ricca di emozioni e che termina per 2-2, con il gol decisivo del pari dell’Indonesia che, ovviamente, porta la firma di Bepe. Sarà il primo di ben 38 reti che ne fanno il miglior cannoniere della storia della Nazionale. Volendo contare anche le gare non ufficiali, che la FIFA non ha conteggiato, il rendimento si fa ancora più interessante e il bottino sale a 44 segnature: davvero niente male. Messa in archivio anche la gioia dell’esordio con l’Indonesia, Bepe continua a mostrare grandi cose e nella seconda stagione sfoggia un repertorio ancor più completo. Segna meno (15 gol) ma gioca molto più per la squadra e il Persija ne beneficia, vincendo il titolo.

LA BREVE MA POSITIVA ESPERIENZA IN OLANDA

Dopo le prime due ottime stagioni da professionista, diversi club stranieri iniziano a interessarsi alle sue prestazioni. La grande occasione arriva dall’Olanda. Non è propriamente una squadra di prima fascia ma è comunque una chiamata prestigiosa, che gli permette di sbarcare a soli 20 anni nel calcio europeo. Bepe firma con l’EHC Norad, in Terza Divisione. E’ un prestito con diritto di riscatto, in modo da permettere alla società olandese di valutarne l’adattamento al calcio locale e decidere se tenerlo. Bambang parte benissimo, andando in gol per ben 7 volte nelle prime 11 partite. Ma se il rendimento in campo è decisamente di livello, altrettanto non può dirsi per il suo ambientamento.

Il ragazzo, forse troppo giovane, si ritrova catapultato in un Paese del quale non conosce le tradizioni e fa una fatica immensa ad adattarsi. Dopo soli 4 mesi getta la spugna e supplica il club di rispedirlo a casa. Col senno del poi, sicuramente, Pamungkas, con questo gesto, si è precluso la possibilità di avere una carriera di ben altro conto. Torna al Persija e riprende da dove aveva lasciato: segnando a raffica. Nel biennio successivo sembra davvero infermabile e va in gol addirittura in 44 occasioni, demolendo le difese del campionato indonesiano con le sue giocate e la sua furbizia. In alcune circostanze, sembra quasi che Bambang Pamungkas sappia in anticipo dove finisca la palla e riesca agevolmente a farsi beffe dei difensori avversari.

IL POLEMICO TRASFERIMENTO IN MALESIA DI BAMBANG PAMUNGKAS E ELIE AIBOY

Il periodo che va dal 2001 al 2005 è ricco di successi personali e di squadra. Bepe viene spesso e volentieri eletto calciatore indonesiano dell’anno, vince titoli di capocannoniere e scudetti ma arriva anche qualche beffa. L’ultima delle quali giunge proprio al termine del campionato 2005. Il suo Persija si spinge sino alla finalissima del torneo ma viene battuto per 3-2 dal Persipura Jayapura. Pochi giorni dopo, Pamungkas prende la decisione di lasciare il club. E’ una scelta che crea un mare di polemiche, soprattutto per via della destinazione. L’attaccante, infatti, assieme al compagno di squadra e di Nazionale Elie Aiboy, decide di emigrare in Malesia, precisamente al Selangor.

Qui occorre specificare necessariamente come tra Malesia e Indonesia ci sia una rivalità fortissima, spesso sfociata addirittura in vergognosi atti di violenza durante gli incontri tra le due Nazionali. Una scelta che ha origini lontane addirittura 3 anni. Durante la Suzuki Cup, torneo riservato ai Paesi del Sud-Est asiatico, proprio un gol di Bambang Pamungkas aveva eliminato la Malesia in semifinale. Da quel giorno, i dirigenti del Selangor si erano letteralmente innamorati di lui. Un lunghissimo corteggiamento che inizialmente aveva tutte le sembianze di un utopico sogno di mezza estate. Bepe non sembrava avere alcuna intenzione di lasciare il calcio indonesiano per trasferirsi in Malesia.

Inoltre, lo stesso Selangor, nel 2003 era clamorosamente retrocesso in Seconda Divisione nonostante fosse una delle big. Col ritorno in Prima Divisione, il club malese riprende a trattare l’acquisto del bomber che, sorprendendo tutti, stavolta decide di accettare. Con sè, come detto, il compagno di Nazionale Aiboy, velocissima ala destra famosa per i suoi funambolici dribbling. L’impatto, nel nuovo club, è semplicemente incredibile. Lo stadio del Selangor si riempie, arrivando a sforare spesso quota 40 mila spettatori. Un buon 30% di questi è rappresentato da tifosi indonesiani residenti in Malesia e accorsi nell’impianto per sostenere il loro indiscusso idolo. Il suo rendimento in campo, inoltre, non è da meno.

I FASTI IN MALESIA E I TRENI EUROPEI RESPINTI

Bambang Pamungkas forma una coppia di attacco micidiale con Fuertes. Se quest’ultimo mette a segno ben 17 gol, l’indonesiano ne timbra addirittura 22. La loro letalità sotto porta e l’invidiabile intesa spinge il  neopromosso Selangor a vincere il proprio raggruppamento. Da non sottovalutare neanche il rendimento di Aiboy, che conosce Bepe come le proprie tasche e riesce spesso e volentieri ad esaltarne le qualità con i suoi preziosi suggerimenti. La formula funziona al punto tale che anche nella fase finale il Selangor è inarrestabile e va a addirittura a completare un Triplete, vincendo campionato, coppa e supercoppa. Il biennio malese del bomber è pressoché perfetto dal punto di vista personale e si è chiuso con ben 63 gol totali.

Dopo la fine del contratto, avendo intuito che il breve ciclo del Selangor sembrava destinato a chiudersi, Pamungkas decide di fare ritorno in patria. E’ ancora una volta il Persija ad accoglierlo ma non è più il club che Bepi è abituato a difendere con tutte le proprie forze. La società si avvia ad un lento declino e la situazione finanziaria è decisamente compromessa. La squadra, indebolita, non riesce mai davvero a competere per il titolo nonostante i tantissimi gol del suo uomo simbolo. Arrivano spesso periodi duri, in cui la dirigenza fatica a trovare fondi per pagare gli stipendi. Difficoltà che accrescono i malumori dello spogliatoio e sembrano più volte spingere Bambang lontano dall’Indonesia.

Il centravanti ha dalla sua dei numeri davvero imponenti, anche con la maglia della Nazionale. Nel 2008 spicca l’interesse del Derby County, disposto a spendere 300 mila sterline per acquistarlo. La mossa è anche strategica, visto che il calciatore è talmente popolare in Indonesia che il suo arrivo porterebbe l’avvicinamento di finanziatori asiatici e un’impennata di vendite delle sue magliette. La trattativa sembra praticamente conclusa ma Bepe all’ultimo ha un ripensamento e, memore dell’esperienza olandese, si tira indietro. Due stagioni dopo, invece, sono i tedeschi dell’Ingolstadt a chiedere informazioni ma anche in questo caso l’affare si conclude con un bel due di picche dell’attaccante.

L’ADDIO AL PERSIJA E GLI ULTIMI ANNI

Ormai consapevole della crisi finanziaria del suo Persija, Bepe decide di lasciare il club. Alla base, anche, un bruttissimo episodio accaduto nel 2011 e che ha parzialmente macchiato la sua immagine. Durante una partita casalinga contro lo Sriwijaya FC, il compagno dell’attaccante,  Ismed Sofyan, ha un brutto scontro con l’avversario Hilton, un brasiliano. A quel punto, lo stesso Sofyan, accompagnato da Bepe e diversi altri compagni si sono recati all’hotel dove alloggiava lo Sriwijaya e, con una scusa, hanno chiamato in reception Hilton. Il brasiliano, giunto sul posto, è stato vergognosamente aggredito a calci e pugni da una dozzina di calciatori del Persija.

In molti, venuti a conoscenza dell’episodio, hanno puntato il dito proprio su Bambang, che da capitano e leggenda, avrebbe dovuto mediare invece che abbassarsi ad un pestaggio tanto ignobile. L’addio si concretizza nel 2014, dopo 3 anni caratterizzati da molte critiche e dall’addio alla Nazionale. A sorpresa, Bepe rimane nel campionato indonesiano, firmando con i rivali del Pelita Bandung Raya. La sua è una stagione tutto sommato positiva, anche se non tocca mai le vette di rendimento mostrate nella sua vecchia squadra. Segna 10 gol in campionato, di cui uno proprio contro il Persija e che decide di non festeggiare.

Che il suo amore per le Tigri di Kemayoran sia intatto è palese e, infatti, al termine del torneo, Bambang Pamungkas decide di tornare a vestire il biancorosso.  E’ una scelta felice perché poco prima del ritiro, a 38 anni, Bambang riesce a condurre i suoi al titolo, vinto dopo un periodo di grosse difficoltà societarie. Bepe è un calciatore diverso rispetto a quello ammirato negli anni d’oro della sua carriera. Inizia a sentire il peso dell’età, è meno mobile, ha chiaramente una forza inferiore nelle gambe e patisce qualche acciacco di troppo. Per questo, arretra il suo raggio di azione, giocando praticamente da fantasista nonostante lo scetticismo dell’immancabile padre, figura storica e sempre al suo fianco.

LA CARRIERA DA BALLERINO E DA SCRITTORE DI BAMBANG PAMUNGKAS

Appese le scarpette al chiodo a 39 anni, dopo una carriera meravigliosa e che lo ha visto siglare più di 300 gol, Bepe riesce a coltivare altre sue passioni. La prima lo riporta all’infanzia e a quegli anni spesi a danzare sotto lo sguardo vigile della mamma. La moglie dell’attaccante, infatti, ha una scuola di ballo e lui, smesso ormai di giocare, torna a ballare con frequenza. Il maggior tempo a disposizione, inoltre, gli permette di coltivare il suo hobby più grande: la scrittura. Bambang Pamungkas diventa uno stimato blogger, seguito da centinaia di migliaia di fans. Il suo sito bambangpamungkas20.com racchiude tantissimi suoi articoli di vario genere.

Inoltre, ha scritto un romanzo a puntate molto popolare in Indonesia dal titolo Victory. Ha poi collaborato per diverse testate giornalistiche locali, parlando soprattutto di calcio ma anche di cucina, un’altra sua passione. Dopo un periodo, non particolarmente lungo, di fisiologico distacco dal mondo del futbol, Bepe ha deciso di specializzarsi come allenatore. Ha conseguito il patentino e ha deciso di mettere a disposizione tutta la sua esperienza. Ovviamente, non poteva non iniziare dal suo più grande amore: il Persija Jakarta. Nella speranza che anche questa sua nuova vita gli possa regalare quelle stesse soddisfazioni che lo hanno portato a essere il più grande calciatore di sempre del suo Paese.

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