Andreas Ravelli, il gemello meno celebre del portiere svedese Thomas

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L’iconico portiere svedese Thomas Ravelli, leggenda della Nazionale e del Goteborg, aveva un gemello di nome Andreas, anch’esso calciatore. Per diversi anni, i due hanno avuto l’opportunità di giocare insieme, militando a lungo anche nella Svezia.

ANDREAS RAVELLI, IL GEMELLO DI THOMAS

Thomas Ravelli è, probabilmente, il portiere svedese più famoso di sempre. In molti, soprattutto i più nostalgici del calcio anni 80 e 90, lo ricorderanno difendere strenuamente i pali del Goteborg nelle Coppe Europee e, soprattutto, quelli della Svezia. Proprio grazie ai suoi prodigiosi interventi dal dischetto, la compagine scandinava riuscì ad approdare alle semifinali di USA 94, prima di venir fermata dal Brasile di Romario. Durante il quarto contro la Romania, vinto ai rigori, il portiere Ravelli si fece apprezzare anche per le esuberanti esultanze dopo i tiri respinti agli avversari. A lungo recordman di presenze in Nazionale (scalzato poi dal solo Svensson), Thomas mostrava chiare radici italiane. Il nonno, infatti, era di Mezzana, un paesino in provincia di Trento. Nel corso della Prima Guerra Mondiale, l’uomo si trasferì in Svezia, dove conobbe la donna della sua vita.

Il figlio della coppia, Peter, divenne uno stimato medico, che girò il Paese in lungo e in largo. Proprio durante il soggiorno a Vimmerby, ebbe due gemelli. Uno era, per l’appunto, Thomas, mentre l’altro si chiamava Andreas. Non tutti ricordano che anche quest’ultimo fu calciatore e anche di buon livello. Un difensore centrale forte fisicamente, nella vera tradizione scandinava. Abile sulle palle alte e piuttosto rude, era impiegabile anche come mediano in caso di emergenza. Fin da piccolini, entrambi i gemelli mostrarono ottime qualità, che indussero i genitori a puntare molto sul loro futuro sportivo. Thomas e Andreas Ravelli erano talmente inseparabili che la famiglia decise, quantomeno a scuola, di metterli in classi differenti per abituali a star l’uno senza l’altro. Nel pomeriggio, invece, i due correvano dietro al pallone fino a tardi, senza stancarsi mai.

L’AFFERMAZIONE TRAVOLGENTE DI ENTRAMBI

I gemelli Ravelli bruciarono presto le tappe. Il papà Peter, intanto, si era specializzato come medico sportivo, collaborando con l’Osters, club della città di Vaxjo. Proprio con i rossoblù, i due gemelli iniziarono la loro carriera. Thomas si impose subito come un portiere atletico ed esplosivo. Andreas, invece, era un difensore molto fisico e di buona personalità. Entrambi furono lanciati nella mischia della prima squadra a soli 18 anni. Curiosamente, il primo dei due Ravelli ad esordire fu Andreas. Con la maglia dell’Osters, i Ravelli vissero dei momenti di grande felicità. Anche grazie al loro contributo, il club si regalò gli anni più importanti della sua storia. Arrivarono ben 3 campionati (1978, 80 e 81). Ormai famosi in tutto il Paese, giunsero fino alla Nazionale.

Anche in questo caso, quasi con un anno di anticipo, il primo dei due a debuttare con la casacca della Svezia fu proprio Andreas. Era il 12 novembre del 1980 e l’allora 21enne difensore centrale fu schierato nei 6 minuti finali della partita amichevole contro Israele, terminata 0-0. Negli anni seguenti, dopo che anche Thomas esordì in Nazionale, i due gemelli diventarono dei veri e propri punti fermi. In generale, non fu periodo non particolarmente ricco di soddisfazioni a livello internazionale per la Svezia. Intanto, dopo aver giocato praticamente sempre insieme, le loro strade si divisero nel 1988. L’ormai 29enne Andreas, infatti, fu ingaggiato dal Goteborg, la società più prestigiosa del Paese che aveva deciso di puntare su di lui per puntellare una difesa che appena un anno prima aveva vinto addirittura la Coppa Uefa.

IL RAPIDO RICONGIUNGIMENTO E LA DEFINITA SEPARAZIONE PROFESSIONALE

Per i gemelli, ritrovarsi separati per la prima volta dalla loro nascita, non fu un’esperienza semplice. A più riprese, durante le interviste degli anni seguenti, i Ravelli dichiararono che per entrambi fu quasi un trauma. Nonostante ciò, il periodo di lontananza non fu poi così lungo. Il Goteborg, infatti, dopo una sola stagione decise di sistemare anche la propria porta, andando ad ingaggiare Thomas e ricomponendo la mitica coppia dei Ravelli. Andreas, però, non riuscì mai davvero a imporsi con l’IFK e, raggiunti i 30, si accorse di non poter più dare il suo massimo contributo. Colpa anche di un ginocchio malandato che gli iniziava a non dare tregua. Messo alla porta dal Goteborg, Andreas Ravelli totalizzò anche la sua ultima presenza (delle 41 totali) in Nazionale, subentrando nei minuti finali del match vinto per 2-1 contro la Polonia.

Trasferitosi per un anno al meno blasonato Lenhovda, il difensore tornò poi al suo Osters, il club nel quale iniziò a giocare. Una buona stagione in cui sparò gli ultimi colpi, col ginocchio sempre più dolorante fino alla decisione inevitabile di ritirarsi. Le ultime annate, vestite con le maglie ancora dell’Hovmantorp e ancora del Lenhovda servirono solo per prolungare un addio che sembrava inevitabile. Così, mentre il gemello Thomas continuava a volare da un palo all’altro, totalizzando record con la sua Svezia, arrivando terzo ad un Mondiale e giocando nella MLS americana, Andreas iniziava a pensare alla sua seconda vita. L’ex difensore decise di aprire una linea di abbigliamento, la Ravelli, che divenne molto popolare nel Paese Scandinavo. Dopo il ritiro dall’attività, anche Thomas decise di affiancarlo nel progetto, ricomponendo quella coppia che per 12 anni di carriera non si separò davvero mai…

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