Alan Fettis, il portiere che tentava di imitare il pittoresco Jorge Campos!

Alan Fettis

L’ex portiere nordirlandese Alan Fettis, prima di diventare uno stimato preparatore di numeri 1, ha difeso i pali di molteplici club britannici. Nel corso della sua carriera, ha sviluppato una forte ammirazione per i portiere esuberanti. Nella fattispecie, il suo idolo era Jorge Campos. Così come il pittoresco messicano, anche lui giocò talvolta da attaccante, riuscendo a segnare 3 gol.

ALAN FETTIS E IL MITO PER I PORTIERI “PAZZI”

Si dice che i portieri siano tutti un po’ matti. Credenza o meno, è fatto innegabile che alcuni estremi difensori abbiano interpretato il ruolo rompendo completamente gli schemi. Tra i più famosi e pittoreschi c’è sicuramente il messicano Jorge Campos. Fisicamente in controtendenza con quasi tutti i suoi colleghi (non arrivava neanche al metro e 70), mostrò riflessi fuori dal comune ma, soprattutto, una particolare attitudine al gioco con i piedi. Spericolato perfino quando si trovava tra i pali, l’ex titolare della Tricolores si riciclò talvolta perfino nel ruolo di attaccante, arrivando a segnare 38 gol ufficiali. Le sue gesta hanno sempre fatto discutere e tuttora il messicano, pur essendosi ritirato ormai da anni, riesce a scatenare diatribe tra gli esperti. Tra i suoi ammiratori più sfegatati figura anche un collega meno blasonato e appena più giovane. Alan Fettis non è stato sicuramente un grandissimo portiere.

Una discreta carriera in giro per il Regno Unito, prima nella sua Irlanda del Nord e poi in Inghilterra. Fisicamente molto più dotato del suo mito, Fettis nei primi anni da numero 1 si ispirava a grandi interpreti come Southall, Jennings, Flowers o Schmeichel. Estremi difensori piuttosto essenziali ma estremamente efficaci. Insomma, tutto l’opposto di quello che poi divenne il suo modello di portiere. Cresciuto nelle giovanili del Glentoran, dove era considerato un buon prospetto, preferì cercare fortuna altrove per esordire prima nel calcio dei “grandi”. Così si trasferì all’Ards, altro club nordirlandese, nel quale si impose con veemenza, meritandosi l’interesse di diverse squadre inglesi. A 20 anni arrivò la grande chiamata da parte dell’Hull City e il giovane portiere fece i bagagli e si trasferì in Inghilterra.

LA PASSIONE (MAI AMMESSA) PER JORGE CAMPOS

Proprio durante la sua parentesi all’Hull City, Alan Fettis iniziò a vedere in maniera diametralmente opposta il ruolo di portiere. Mentre per i tifosi della squadra divenne un vero e proprio mito per le grandi prestazioni fornite, la sua passione per Jorge Campos cominciò a diventare sempre più evidente. In realtà, nel corso delle svariate interviste, il nordirlandese ha sempre cercato di smentire la cosa, nonostante i fatti dicessero altro. In più di un’occasione, indossò delle divise multi-color, molti simili a quelle che il collega messicano era solito disegnarsi da solo. Ma il suo cambiamento non si limitò alla scelta delle maglie, ma si riflesse anche sul ruolo stesso. Così come era solito fare Campos, anche Fettis cominciò a ricoprire saltuariamente il ruolo di attaccante. Vedendolo in allenamento, il tecnico Terry Dolan intuì che anche nella nuova posizione aveva delle qualità importanti.

Il destino volle che, neanche a farlo apposta, il reparto offensivo della squadra fu falcidiato dagli infortuni. Con il numero di attaccanti in rosa ridotto all’osso, Dolan decise di portare in panchina Fettis come giocatore di movimento in un match di campionato contro l’Oxford United, in programma il 17 dicembre del 1994. Con i suoi avanti per 2-1, il manager dell’Hull City spedì in campo Fettis nel corso della ripresa. Proprio il portiere, con un gol da classico centravanti boa, siglò il 3-1 che, di fatto, chiuse i giochi. Qualche mese dopo, in occasione dell’ultima gara del torneo, Dolan lo schierò addirittura da titolare con il numero 8 sulle spalle. Fettis ripagò nuovamente la fiducia, mettendo a segno il gol della vittoria nel 2-1 contro il Blackpool. Due prodezze che lo fecero entrare ancora di più nel cuore dei tifosi dell’Hull City.

IL TERZO E ULTIMO GOL IN CARRIERA E IL RITIRO

Negli anni seguenti, Fettis cambiò diversi club, restando sempre nel calcio inglese. Difese i pali di York City, West Bromwich Albion, Nottingham Forest, Blackburn Rovers, Leicester City, Sheffield United, Grimsby Town, Macclesfield Town e Bury, tornando anche all’Hull City per un a stagione. Inoltre, sempre restando in tema di portieri “folli”, rimase ovviamente ammaliato dall’incredibile mossa dello scorpione che Higuita regalò al mondo intero durante un’amichevole tra Inghilterra e Colombia a Wembley. Rispetto al suo collega sudamericano, Alan Fettis non trovò mai il coraggio di replicare il gesto in una partita ufficiale ma tentò più volte di emularlo durante gli allenamenti. La sua carriera da “bomber” ebbe un nuovo capitolo durante la sua avventura al Blackburn Rovers. In una partita di Carling Cup contro il Newcastle fu schierato in attacco e mise a segno il terzo e ultimo gol da professionista.

Appesi i guanti al chiodo a 36 anni, dopo aver difeso anche i pali dell’Irlanda del Nord in 28 occasioni, Fettis divenne uno stimato preparatore dei portieri. Nel corso delle varie annate, ha lavorato sia per la sua Nazionale (anche a livello giovanile) che per l’academy del Manchester United. Proprio nel corso della sua esperienza ai Red Devils, è stato pubblicamente elogiato da Victor Valdes. Nella sua avventura inglese, l’ex portiere del Barcellona ebbe diversi problemi fisici e, inoltre, non trovò praticamente mai il posto da titolare per via delle scelte di Louis Van Gaal. I vari stop e la poca fiducia del tecnico, portarono lo spagnolo a considerare il ritiro e a perdere la voglia di fare sacrifici in allenamento. Furono proprio la vicinanza e i consigli fraterni di Fettis a tenerlo sul pezzo e a farlo restare in attività per un altro paio di stagioni. Sempre durante gli anni trascorsi al Manchester, Fettis ebbe modo, curiosamente, di tornare tra i pali in una partita della squadra riserve nel 2011, dati gli infortuni di tutti i numeri 1 della rosa!

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