West Ham-Castilla 1980, la partita “fantasma” che nessuno ha visto!

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WEST HAM-CASTILLA, DUE FAVOLE A CONFRONTO

Da un anno a questa parte siamo abituati a vedere le partite senza tifosi, l’ingrediente principale che da vita allo spettacolo durante un match di pallone. Dire che il calcio senza tifosi non è calcio rappresenta la sola e pura verità; non c’è niente di più bello che avvolgersi nel calore, nei cori e nelle coreografie che soli gli appassionati sanno emanare in uno stadio. Specialmente in Inghilterra. In pochi lo sapranno ma, anche nel 1980 si giocò una partita a porte chiuse. Niente che fosse legato ad un virus, quello era solo un lontano miraggio che avrebbe scombussolato tutto il pianeta, e, in questo caso, il football. Si trattava di West Ham-Castilla, valida per il ritorno di Coppa delle Coppe. Prima di introdurre il discorso, è necessario fare un passo indietro fino alla finale di Coppa di Spagna del 1980, edizione davvero curiosa.

In quella finale si sfidarono genitori e figli: Real Madrid contro Real Madrid Castilla, un evento unico nel calcio. Sfortuna vuole che la squadra dei ragazzini perse malamente per 6-1, anche se la sconfitta fece meno male del previsto. Tra quelle 6 reti del Real dei grandi, ci fu anche la zampata di Vicente Del Bosque, futuro allenatore della nazionale spagnola campione del mondo nel 2010. I Galacticos primeggiarono anche in campionato vincendo lo scudetto e di conseguenza lasciarono un posto libero in Europa, nella Coppa delle Coppe. Quello slot venne preso dalla finalista perdente della coppa nazionale, il Castilla.

Dall’altra parte, anche in Inghilterra il West Ham riuscì a fare un qualcosa di unico. Nella finale di Fa Cup contro l’Arsenal, una rete di Sir Trevor Booking (leggenda della squadra) mandò in paradiso gli Hammers con la vittoria della coppa. Un fatto unico visto che in quegli anni il West Ham militava stabilmente in seconda divisione inglese. Le due squadre si incontrarono nei Sedicesimi della Coppa delle Coppe. Primo turno in Spagna, il secondo in Inghilterra.

LA MORTE FUORI DAL BERNABEU

La partita d’andata giocata in un Bernabeu di fuoco fu una vera e propria battaglia, sia in campo che fuori. Al vantaggio di David Cross per il West Ham nel primo tempo, gli spagnoli reagirono con l’orgoglio e, spinti dal loro caloroso pubblico, ribaltarono tutto conquistando un preziosissimo 3-1 in vista del ritorno. In dodici minuti Paco, Balin e Cidon annientarono gli Hammers. Il risultato scatenò la rabbia dei tifosi ospiti, che sfondarono le pareti divisorie delle due fazioni. Si creò una sorta di guerra tra inglesi e spagnoli che però venne fermata quasi subito dalla Guardia Civil (polizia spagnola), che riuscì a cacciare ben 50 tifosi del West Ham dallo stadio. Uno di quei 50 morì tragicamente appena fuori dal Bernabeu a causa di un urto fortuito contro un autobus in corsa.

Il giorno dopo, l’intervento della UEFA si fece sentire subito: 7.000 sterline di multa e due turni a porte chiuse da disputarsi ad almeno 300km da Upton Park. Questa la sanzione nei confronti del West Ham. Una decisione ritenuta fuori luogo dal club che fece immediatamente appello nonostante la disponibilità del Sunderland di offrire il proprio stadio per la gara di ritorno. La richiesta fu soddisfatta, ma di contro venne dichiarato che i tifosi non poterono entrare. La società inglese in pratica aveva fatto appello per niente; Upton Park senza tifosi significava giocare in campo neutro. E per una rimonta da compiere, l’obiettivo di passare il turno sembrava impossibile.

LA PARTITA “FANTASMA” TRA WEST HAM E CASTILLA

Il 1° ottobre 1980 andò in scena West Ham-Castilla. I presenti allo stadio furono in totale 262, divisi in giocatori, fotografi, giornalisti e i vari delegati delle due formazioni. Fuori da Upton Park, oltre 500 poliziotti circondarono l’impianto per evitare altri scontri tra tifosi. Ma il problema principale era un altro: oltre ai tifosi, la UEFA aveva imposto che neanche le telecamere erano ammesse per trasmettere la partita. Per questo, oltre alle urla dei giocatori, non era possibile sentire un singolo suono pervenire da dentro lo stadio. Nessuno doveva sapere niente. Una partita “fantasma” che lasciò i tifosi delle due squadre in ginocchio pregando per la vittoria.

Per 90 minuti non si seppe nulla da fuori. Solamente le 262 anime all’interno poterono gustarsi uno spettacolo. Dopo 39 minuti gli Hammers erano già sul 3-0 grazie a Pike, Cross e Goddard. Il Castilla si dimostrò troppo remissivo per poter ribaltare il risultato ma, nella ripresa, un destro fulminante da 35 metri di Bernal riaprì la speranza per gli spagnoli. La partita andò ai supplementari ma un uno-due micidiale di Cross (tripletta) condannò il Castilla. Quel match “fantasma” finì 5-1. L’uomo partita David Cross, al triplice fischio, si precipitò fuori dallo stadio con ancora la divisa addosso per comunicare la vittoria ai propri tifosi. In pochi minuti si sparse la voce in tutto il quartiere e le strade di Upton Park furono invase da centinaia di supporters in festa.

Il West Ham andò poi avanti nella competizione salvo poi fermarsi ai quarti di finale contro la Dinamo Tbilisi. Rimane ad oggi la partita che nessuno ha visto, quella in cui le tifoserie vennero sostituite dal silenzio più totale.

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