Tom Arne Lund, il grande bomber norvegese con la paura di volare

Talento purissimo, fu il trascinatore indiscusso del Lillestrom, che portò sul tetto di Norvegia.

Tom Arne Lund

Considerato uno dei migliori giocatori norvegesi di sempre, Tom Arne Lund era un vero mito a Lillestrom, la sua città natale. Per amore del club (e per la paura di volare) rifiutò numerosissime destinazioni, tra cui Ajax, Bayern e Real Madrid!

TOM ARNE LUND, IL SIMBOLO DI LILLESTROM

“Che cosa sarebbe stata Lillestrom senza Tom Arne Lund? Una stazione ferroviaria...”

Una frase, pronunciata dall’ex calciatore norvegese Bård Bjerkeland che rende perfettamente l’idea di quanto sia stato apprezzato e stimato Lund in patria. Un attaccante formidabile, uno dei migliori giocatori che la Norvegia abbia mai prodotto. In terra scandinava si sono spesi paragoni veramente incredibili per lui. C’era chi lo paragonava all’immenso Crujiff, chi sosteneva che neanche Beckenbauer avrebbe potuto fermarlo. Insomma, ben prima dell’esplosione di Erling Haaland, il calciatore con più talento nella storia norvegese era molto probabilmente proprio lui.

Nato e cresciuto a Lillestrom, Lund era un attaccante completo, con un notevole fiuto del gol e una classe limpida. Se in Norvegia era una divinità, Tom Arne vantava una sfilza di ammiratori anche in giro per l’Europa. Furono numerosissimi i club, anche tra i più importanti, ad interessarsi alle sue prestazioni. Tuttavia, il centravanti rifiutò ogni proposta, sostanzialmente per due ragioni. Era troppo legato alla sua città e alla sua gente ma, soprattutto, era affetto da aerofobia, la paura di volare. Questo limite lo costringeva, ad ogni trasferta, a lunghi viaggi in auto.

LA TRATTATIVA CON L’AJAX

Classe 1950, Lund iniziò a militare nel Lillestrom quando non aveva ancora compiuto 17 anni. Al tempo, il calcio norvegese era ancora lontano dall’ottenere lo status di professionismo. Per questo, il ragazzo si sdoppiava, lavorando a tempo pieno nell’azienda di famiglia (un bingo) e allenandosi alla sera, come qualunque buon dilettante che si rispetti. Inoltre, coltivò una passione pura per i cavalli, diventando presto anche un allevatore. La sua carriera da calciatore, lo portò presto a farsi una nomea importante. Se il suo club era ancora piuttosto lontano dal conquistare quei trofei che sarebbero arrivati successivamente, Tom Arne Lund veniva considerato fin dagli inizi il miglior giocatore del Paese.

Esordì in Nazionale, diventando l’accentratore della manovra della squadra. A livello internazionale, ebbe medie realizzative inferiori a quelle mostrate col Lillestrom. A sua discolpa, però, c’è da specificare come al tempo, la Norvegia non fosse di certo una Nazionale di primo rilievo. Tuttavia, pur senza segnare valanghe di reti, il ragazzo si fece conoscere ben presto. Già nel 1973 fu tra i protagonisti di una dignitosissima sconfitta per 2-1 della Norvegia in terra olandese. Al termine del match, i dirigenti dell’Ajax, impressionati dalle sue doti, imbastirono una lunga trattativa, che divenne presto un tormentone. Lund partecipò a diversi colloqui e, almeno inizialmente, apparve intenzionato a cogliere la grande chance.

TOM ARNE LUND E LA SFILZA DI RIFIUTI

Nel tentativo di convincerlo a trasferirsi ad Amsterdam, i dirigenti dell’Ajax, oltre che offrirgli uno stipendio più che dignitoso, lo elessero come sostituto naturale di Cruijff, che si stava accasando al Barcellona. Proprio in quel periodo, però, Lund ebbe il suo primo figlio. Dopo una lunga riflessione, decise di non allontanarsi da lui e di restare a vivere a Lillestrom. I dirigenti dell’Ajax rimasero increduli dinanzi al rifiuto e ripiegarono sull’acquisto di due calciatori olandesi come Ruud Geels e Willy Brokamp. Soprattutto il primo riuscì a ritagliarsi un posto alquanto importante nelle fila dei Lancieri. Tom Arne Lund, intanto, continuò a pieno regime la sua vita tra Lillestrom, amici, famiglia e bingo. Ma il giocatore, che era di primo livello, continuò ad avere numerosi ammiccamenti da parte dei grandi club.

Nell’ottobre del 1975 fu il Bayern Monaco a farsi sotto. Seguito a lungo dal tecnico Cramer, Lund fu identificato come naturale sostituto dell’infortunato Gerd Muller. Anche stavolta, però, il calciatore iniziò a prendere tempo sino a rifiutare clamorosamente l’offerta. In questo caso, la motivazione principale sembrò essere quella della paura di volare. Il Bayern ripiegò su Kunkel, che non si rivelò un buon acquisto. Nelle stagioni seguenti, invece, Lund continuò a declinare, una dietro l’altra, ogni proposta che lo avrebbe allontanato dalla sua Lillestrom. In rapida successione, videro sbattersi la porta in faccia squadre come Real Madrid, Leeds, Middlesbrough, Sunderland, Strasburgo, Feyenoord, Twente e Go Ahead Eagles.

I SUCCESSI CON IL SUO LILLESTROM

Assodata quella che ormai era la sua volontà, Tom Arne Lund dimostrò, nel giro di poche stagioni, di aver avuto ragione. Negli anni successivi, infatti, riuscì a portare il Lillestrom sul tetto di Norvegia. Quella che, al momento del suo esordio, era una squadra basso livello, divenne la miglior compagine del Paese. Ben 2 scudetti consecutivi tra il ’76 e il ’77 e la conquista di 3 coppe nazionali. La partecipazione seguente alle coppe europee rappresentò un vero e proprio problema per Lund. Data la sua paura di volare, l’attaccante fu spesso costretto a lunghissimi viaggi in automobile in giro per il Continente.

Quando, invece, la destinazione rendeva impossibile questo tipo di soluzione, Lund era costretto al forfait. La sua grandezza in Norvegia era tale che nel 1981 fu addirittura eletto come sportivo dell’anno. Un riconoscimento incredibile se si pensa che nel Paese scandinavo il calcio non è neanche lo sport primario e che quel tipo di titolo viene spesso attribuito a chi pratica attività come sci alpino o altri sport invernali. Appena un anno dopo, però, in seguito a qualche infortunio di troppo, Lund prese la decisione di ritirarsi a soli 32 anni.

Una scelta che sorprese molti appassionati di calcio e che gettò nello sconforto i tifosi del Lillestrom e della Nazionale. Qualche tempo dopo, però, Lund tornò nel suo amato club nei panni di allenatore e continuò a scrivere pagine leggendarie. Riuscì ad aggiungere un altro campionato e una Coppa al la bacheca e vide dedicarsi una statua fuori dallo stadio. La stessa fu poi decapitata dai tifosi del Valerenga qualche anno dopo! In seguito a problemi di salute, Lund si ritirò presto anche dall’attività di allenatore concentrandosi sui cavalli, l’altra sua grande passione…

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