Tiago Andrè Rech, il tifoso “solitario” che divenne Presidente del suo club

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Nel 2012, Tiago Andrè Rech, tifosissimo del piccolo Santa Cruz, fu l’unico tifoso a seguire la squadra nella trasferta sul campo del Gremio. Tre anni dopo, quel ragazzo divenne il presidente del club, riuscendo nel 2020 a vincere uno dei rari trofei nella storia della società!

TIAGO ANDRE’ RECH, L’INTREPIDO TIFOSO DEL SANTA CRUZ

La foto fece rapidamente il giro del globo. Tra battute sarcastiche e un briciolo di commozione, l’immagine di quel ragazzino paffutello e con gli occhiali, seduto mestamente da solo in tribuna, divenne virale. Eravamo nel 2012 e il piccolo Santa Cruz, squadretta di Recife con una storia priva di grandi sussulti, era di scena sul prestigioso campo del Gremio. Uno dei club più importanti dell’intero Paese. Al fronte di una prevedibile sconfitta, sarebbe potuta essere l’occasione, per i sostenitori del Santa Cruz, di accompagnare la propria squadra in uno stadio ricco di fascino. Evidentemente, però, era talmente tale il disinteresse nei confronti della piccola compagine di Recife, che quel giorno, in tribuna, non c’era nessuno.

O meglio, c’era un solo tifoso: Tiago Andrè Rech. Un ragazzo paffutello e spaesato, con il sogno di diventare giornalista tenuto vivo dalla collaborazione con alcune piccole testate di Recife. Tiago, al suo arrivo, si rese immediatamente conto di essere da solo ma pensò ad un ritardo da parte di eventuali pullman con gli altri tifosi. Più passavano i minuti e più si rendeva conto che non sarebbe arrivato nessuno. Così, al fischio d’inizio, si ritrovò completamente solo, circondato da 4 poliziotti a “proteggerlo” dagli oltre 6500 tifosi del Gremio. Accompagnato soltanto da una bibita, il giovane Tiago osservò i suoi beniamini perdere per 4-1 contro la squadra locale. L’ennesima sconfitta di una stagione, la 2012-2013, davvero disastrosa per il Santa Cruz.

L’AVVENTO COME PRESIDENTE E SALVATORE DEL CLUB

Quel pessimo anno si concluse con la retrocessione dal campionato di Rio Grande do Sul. Ma non erano i risultati negativi l’unica ragione del disinnamoramento da parte della tifoseria. Il Santa Cruz, infatti, navigava in pessime acque finanziarie ormai da mesi e mesi. La prospettiva più realistica era quella di un fallimento, a cancellare una storia quasi centenaria. La crisi sfociò nelle dimissioni, ad inizio 2014, da parte del Presidente e, soprattutto, in una seconda retrocessione consecutiva, che portò il club addirittura in Terza Divisione. Fu a questo punto che il giovane Tiago Andrè Rech vestì i panni del salvatore. A quel tempo, il ragazzo aveva trovato un’importante collaborazione giornalistica con il Grupo RBS, una delle più importanti fonti informative della zona. La dirigenza, orfana di un presidente, gli propose inizialmente di ricoprire il ruolo di addetto stampa.

Solo un folle avrebbe lasciato un incarico sicuro alla RBS come giornalista per entrare in una società scapestrata e sull’orlo di un fallimento. Ma Tiago, dimostrando ancora una volta il suo immenso amore per il Santa Cruz, non ci pensò due volte. Si tuffò a 360 gradi nella nuova realtà, occupandosi praticamente di tutto. La sua euforia, la sua attenzione ai dettagli e la sua passione per il club non passarono inosservati agli occhi dei dirigenti. Quando Rech propose di partecipare alla Copinha, un piccolo trofeo destinato alle squadre minori, i membri della società capirono che era lui l’uomo giusto da cui ripartire. Il ragazzo aveva una visione periferica e a lunga gittata e sapeva che anche la vittoria di una competizione irrisoria sarebbe stata utile per riavvicinare la gente e creare entusiasmo. Gli proposero di diventare Presidente, a soli 27 anni.

I DUE REGNI DA PATRON E LA VITTORIA

Tiago Andrè Rech si gettò a capofitto in un incarico ricco di responsabilità. La sua priorità era consolidare la società dal punto di vista economico, in modo da scongiurare fallimenti. Aiutò il club a trovare nuovi sponsor e, soprattutto, investì i pochi soldi disponibili per migliorare il settore giovanile. L’idea, ovviamente lungimirante, era quella di portare il maggior numero di talenti in prima squadra dalla propria Cantera, in modo da evitare spese folli sul calciomercato. Nei due anni seguenti, Rech fece un lavoro immenso, salvo poi decidere di lasciare la società. Convinto di aver ormai fatto il suo lavoro nel migliore dei modi, nel 2015 tornò alla sua professione di giornalista. Al suo posto, assunse la carica di Presidente Sergio Pilz.

Tuttavia, tre anni dopo, nel 2018, Tiago Andrè Rech fece nuovamente ritorno al comando del club, stavolta in grande stile. Ormai uomo anche nell’aspetto, rispetto al timido e paffuto tifoso solitario della partita contro il Porto Alegre, portò con sé numerosi sponsor. Le conoscenze accumulate nel corso degli anni, gli avevano permesso di stringere rapporti di fiducia con molte ditte e attività della zona, che non lesinarono l’aiuto al club. Il Santa Cruz, nei 3 anni passati, aveva saputo far tesoro della programmazione di Rech. Il settore giovanile era diventato un vanto, tanto da portare numerosi elementi in squadra. Il punto più alto della gestione di Tiago si è raggiunta poco prima del Natale 2020.

Il suo Santa Cruz, infatti, arrivato fino alla finalissima della Coppa Pernambuco, si è imposto ai calci di rigore contro il Sao Josè. Un successo importantissimo, che arricchisce una bacheca praticamente vuota e che, soprattutto, ha permesso alla squadra di strappare un posto nel tabellone principale della Coppa del Brasile!!! Curiosamente, la vittoria nel Pernambuco ha anche permesso al Santa Cruz di giocarsi la Recopa Gaucha, una sorta di Supercoppa che li ha messi di fronte ai campioni del Campionato di Rio Grande. E, guarda caso, la partita è stata contro il Gremio, proprio da dove iniziò tutto. Si è conclusa con una sconfitta per 3-0 ma che non ha scalfito minimamente la grande impresa del Santa Cruz e di quell’unico, intrepido tifoso divenuto presidente!

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