Shaun Bartlett, il forte centravanti del Sudafrica amico di Nelson Mandela

Shaun Bartlett Sudafrica

Shaun Bartlett ha avuto l’onore di far parte della rosa del Sudafrica più forte di sempre. Prima la vittoria in Coppa d’Africa 1996 e poi la storica partecipazione a Francia ’98. Durante questa competizione, il centravanti ha messo a segno anche una doppietta. Una lunga carriera che lo ha visto far bene anche in Premier e, soprattutto, un’amicizia prestigiosa con il Presidente Nelson Mandela!

SHAUN BARTLETT, IL BOMBER DEL SUDAFRICA

E’ il secondo miglior realizzatore di sempre nella storia dei Bafana Bafana, alle spalle dell’amico Benny McCarthy. Un centravanti di grande forza fisica e grinta, con un tiro esplosivo e una notevole velocità. Più abile nel fare il lavoro sporco spalle alla porta che puro attaccante d’area, è riuscito comunque a costruirsi una carriera di tutto rispetto. Ha segnato in tre Continenti diversi, ha timbrato il cartellino durante i Mondiali e ha fatto parte della rosa che vinse la Coppa D’Africa. Shaun Bartlett è, senza dubbio, uno dei migliori centravanti che il Sudafrica abbia mai prodotto.

Da ragazzino visse tutta la scalata verso la libertà di Nelson Mandela, rimanendone affascinato. Non poteva immaginare che, anni dopo, tra i due sarebbe scoppiata una forte amicizia, come vedremo più avanti. La sua carriera è stata spesso legata alla figura di Mark Fish, roccioso difensore che ebbe anche un’infruttuosa esperienza in Italia con la Lazio di Zeman (clicca QUI per leggere come andò). I due crescono insieme, condividendo le prime esperienze nelle Nazionali giovanili e, soprattutto, lo stesso procuratore, un potente avvocato di Città del Capo. E sarà proprio l’amicizia con Fish, più avanti, a risultare determinante per strappare un importante ingaggio in Premier.

Da piccolo, Shaun è una grande promessa del cricket, che poi lascia per dare adito al suo sogno di sfondare nel calcio. I primi anni, quindi, Bartlett li spende con la maglia del Cape Town Spurs, una delle tante squadre della sua città. Segna con buona regolarità, tanto da venir selezionato per far parte della Nazionale del Paese dal 1995 in poi. Dopo tanti anni di esclusione, per via di una squalifica comminata dalla FIFA per motivi razziali, i Bafana Bafana erano stati riammessi nel ’91 e si preparavano ad ospitare l’edizione 1996 della Coppa d’Africa.

IL GRANDE SUCCESSO CHE FECE ESPLODERE DI GIOIA IL PAESE

Il Sudafrica che si appresta a ospitare la Coppa d’Africa è sicuramente il più forte di sempre. E’ una squadra completa, che si poggia su calciatori solidi ed esperti. Il selezionatore Clive Barker ha semplicemente l’imbarazzo della scelta, specialmente nel reparto offensivo. In difesa si basa su elementi di livello come Radebe o Fish. A centrocampo i vari Tinkler, Khumalo, Mkhalele e Moshoeu forniscono quantità e qualità. Davanti i titolari sono il compianto ex Bari Phil Masinga e Mark Williams. Sulla carta, Shaun Bartlett, in quel Sudafrica, è una valida alternativa e le prime partite lo dimostrano. I Bafana Bafana superano il girone con Camerun, Angola ed Egitto perdendo solo la terza gara. Bartlett subentra in tutti i match, mostrando grinta e voglia di fare.

Anche durante il quarto di finale contro l’Algeria deve accontentarsi di circa 15 minuti ma, improvvisamente, il suo destino sembra cambiare. Masinga, nei giorni che precedono la semifinale, si infortuna ed è costretto ad alzare bandiera bianca. Barker ha diverse opzioni, tra cui quella di inserire un centrocampista in più. Alla fine, opta per non stravolgere il sistema di gioco e preferisce Bartlett all’altro attaccante Mudau. Con lui in campo, i Bafana Bafana vincono 3-0 contro il Ghana e approdano in finale. Shaun non segna ma disputa un ottima partita. E’ tra gli 11 titolari anche nella storica finalissima, decisa da una doppietta di Williams contro la forte Tunisia.

Vincere una simile competizione, per un Paese bandito per oltre 15 anni dalla FIFA, è un motivo di grande orgoglio e si scatenano feste incredibili per tutte le strade. I calciatori di quella squadra diventano veri e propri miti e il loro grande traguardo è festeggiato anche da Nelson Mandela. Proprio in questa occasione, Bartlett ha modo di conoscere il Presidente, coronando un sogno che aveva da anni e anni. Nella fattispecie, il giorno in cui Shaun può finalmente stringere la mano di Mandela, decide di alzarsi prestissimo e di recarsi all’incontro praticamente all’alba. Un suo modo di omaggiare gli anni di schiavitù del Presidente stesso, costretto a lungo a svegliarsi alle 4 del mattino per lavorare.

L’ARRIVEDERCI DI SHAUN BARTLETT AL SUDAFRICA PER GLI USA

Oltre alla vittoria e all’eterna gratitudine del popolo, gli elementi della rosa sudafricana diventano dei veri e propri uomini mercato. Praticamente quasi tutti hanno l’opportunità di trasferirsi in Europa, raggiungendo campionati anche prestigiosi come quello italiano, che improvvisamente si popola di calciatori dei Bafana Bafana. Per Shaun Bartlett il destino è leggermente diverso. Il suo procuratore trova un accordo con gli organizzatori del primo torneo MLS della storia. L’avvento del calcio professionistico negli USA richiede anche l’arrivo di nuovi calciatori dal mondo per alzare il tasso tecnico. Per Bartlett e per il suo amico Mark Fish si presenta, così, l’occasione di aggregarsi al Colorado Rapids. Dopo essere arrivati entrambi in città, però, è il solo centravanti a firmare l’accordo.

Fish, infatti, non è del tutto convinto e proprio nelle stesse ore giunge un’irrinunciabile offerta dalla Lazio di Zeman che gli fa cambiare idea. Col senno del poi, probabilmente si è trattato di un errore, visto che nel campionato americano avrebbe potuto crescere gradualmente e con meno pressioni. Senza il suo amico, Bartlett si ritrova in una rosa piuttosto modesta, che vede le sole presenze di rilievo di Balboa e Woods. Il cammino dei Rapids è disastroso e si concluse con l’ultimo posto nel proprio girone. Nelle difficoltà generali, il centravanti del Sudafrica, Shawn Bartlett, realizza 9 gol. Un bottino neanche malvagio ma che, fondamentalmente, è ritenuto insufficiente in rapporto alle aspettative che c’erano. Al termine del torneo, riesce comunque a strappare un altro contratto nella MLS. Stavolta sono i New York Metrostars, compagine molto ambiziosa, ad aggiungerlo al proprio roster.

L’intenzione è chiaramente quella di vincere, visti i nomi presenti in rosa. A sfornargli cross al bacio, ad esempio, c’è Roberto Donadoni, uno dei volti di punta della nuova lega. Tra i pali imperversa la leggenda americana Tony Meola mentre Tab Ramos è il leader assoluto del centrocampo. Dopo alcuni mesi, si aggrega alla squadra anche il fortissimo terzino brasiliano Branco, convinto dall’allenatore, che è niente poco di meno che Carlos Alberto Parreira, il CT del Brasile Campione del Mondo. Insomma, ci sono tutti i presupposti per fare bene ma le cose non ingranano per il verso giusto. I Metrostars fanno fatica e non riescono neanche a qualificarsi per la fase finale. Bartlett è uno dei peggiori, tanto da siglare solo 2 gol e perdere rapidamente il posto da titolare.

IL MONDIALE FRANCESE CON LA STORICA DOPPIETTA ALL’ARABIA SAUDITA

La situazione si fa presto complicata. Shaun Bartlett, infatti, è stato un titolare per tutto il cammino del suo Sudafrica verso il Mondiale del ’98. Ma ora, viste le grandi problematiche riscontrate in terra americana, il centravanti, in Francia, rischia di non andarci o, comunque, di farlo da comprimario. Anche perchè i Bafana Bafana, dopo aver tenuto l’ossatura della squadra che vinse due anni prima la Coppa d’Africa, hanno progressivamente inserito nuove leve. I calciatori più interessanti, neanche a farlo apposta, sono quasi tutti nel reparto offensivo. Sta esplodendo, ad esempio, il talento di Benny McCarthy, centravanti molto promettente che sta facendo faville con l’Ajax in Olanda. Oppure c’è Buckley, un esterno molto veloce ma che può giocare anche da seconda punta.

In definitiva, per non dire addio al sogno della Coppa del Mondo, Bartlett è costretto a lasciare gli USA, optando per un ritorno in patria. Il suo sogno di giocare in Europa può attendere, poichè un eventuale periodo di fisiologico ambientamento potrebbe costargli definitivamente la Nazionale. Tornato al suo Cape Town Spurs, Shaun riprende a far gol con notevole continuità, timbrando il cartellino per 8 volte nella parte finale di stagione. Un bottino che convince il CT francese Troussier non solo a convocarlo ma a farne un titolare inamovibile del suo Sudafrica. I Bafana Bafana sono inseriti in un girone piuttosto complicato, per non dire proibitivo. Ci sono i padroni di casa della Francia e la Danimarca come le chiare favorite. Il Sudafrica, invece, spera di ottenere almeno un terzo posto, cercando di avere la meglio sull’Arabia Saudita.

L’esordio, a Marsiglia contro i transalpini, è da dimenticare e si chiude con un netto 3-0 per i Blues. Nella seconda gara, invece, gli africani tirano fuori l’orgoglio e inchiodano sull’1-1 la più esperta Danimarca con la rete del baby prodigio McCarthy. Nell’ultima gara ci sono ancora speranze, seppur residue, di qualificazione. C’è da sperare in una sconfitta danese contro la Francia (che puntualmente arriverà) e, soprattutto, bisogna vincere nettamente contro l’Arabia Saudita, anche per via della differenza reti. L’incontro termina sul 2-2, che estromette i sudafricani dalla competizione. Le due reti della squadra di mister Troussier sono realizzate proprio da Shaun Bartlett. Diventerà il primo e finora unico sudafricano, nella storia dei Mondiali, a riuscirci!

IL MATRIMONIO CON LA PRESENZA DI MANDELA E L’ARRIVO IN EUROPA

In Sudafrica, se ancora c’era bisogno di dimostrazioni, Shaun Bartlett è ormai una leggenda assoluta. Ha vinto una Coppa d’Africa ed è stato capace di siglare una doppietta in un Mondiale. Davvero tanta roba per un movimento calcistico che fino a 7 anni prima non poteva neanche giocare gare ufficiali. Si inizia a parlare insistentemente di Europa, destinazione che il centravanti, ormai 26enne, ha ampiamente dimostrato di meritare. Ma prima di soffermarsi sulla destinazione da scegliere, Shaun è alle prese con l’organizzazione del suo matrimonio. Una data importantissima per la sua vita privata ma che diventerà addirittura leggendaria. Questo perchè, a pochi giorni dalla cerimonia, Bartlett è contattato telefonicamente niente poco di meno che dal nipote di Nelson Mandela. Il giovane comunica al calciatore che il nonno è rimasto male per non aver ricevuto l’invito e che sarebbe onorato di presenziare.

In tutta fretta, sorpreso ed emozionato, Bartlett fa recapitare un invito speciale al Presidente. Il giorno dell’evento, lo stesso Mandela, mostrando grande correttezza e umiltà, si presenta in largo anticipo, accomodandosi al suo posto in attesa dell’arrivo della sposa. Una presenza, quella del Leader del Paese, che viene accolta con grande stupore da tutti i presenti e che ha reso indimenticabile una giornata già di per sè ricca di emozioni. Lo stesso attaccante ha più volte definito quel momento il più bello ed importante di tutta la sua vita. Archiviato il fantastico matrimonio, Bartlett è finalmente pronto a sbarcare in Europa e opta per un’offerta proveniente dallo Zurigo, compagine svizzera che si appresta a partecipare alla Coppa Uefa. Non una destinazione di primo rango ma una scelta oculata per ambientarsi al meglio in un calcio nuovo e di livello decisamente superiore a quello sudafricano.

SULLA STRADA DELLA ROMA DI ZEMAN

Lo Zurigo, in sede di calciomercato, si dimostra un club ambizioso, che vuol fare bene sia nei confini nazionali che in Europa. Affidata alle cure del giovane allenatore Raimondo Ponte, la squadra elvetica acquista numerosi calciatori. Tra questi, spicca senz’altro il centrocampista Francisco Lima Govinho, che in Italia vedremo più avanti con le maglie di Lecce, Bologna e Roma. Bartlett, invece, ha un compito tutt’altro che semplice, visto che deve sostituire un feroce cannoniere come il congolese Shabani Nonda, ceduto per 12 miliardi di lire al Rennes. La prima stagione del sudafricano in Svizzera è senz’altro positiva. La squadra gira bene e resta a lungo in corsa per il titolo. Il prolifico Bartlett la mette dentro per 13 volte. Solo nella poule scudetto lo Zurigo cede il passo e chiude al quarto posto ma a soli 4 punti dal Servette campione.

La compagine di mister Ponte, però, riesce a farsi valere benissimo anche in Coppia Uefa. Prima fa fuori i ciprioti dell’Anorthosis con una doppia vittoria poi elimina contro ogni pronostico il Celtic. Uno scatenato Shaun Bartlett riesce a replicare quanto fatto vedere con la maglia del suo Sudafrica e firma ben 5 gol. Agli ottavi di finale l’ostacolo si chiama Roma. I giallorossi sono allenati da Zeman e sono una delle grandi favorite al successo finale. Si sono sbarazzati facilmente del Silkeborg e con bravura del Newcastle. Nonostante la differenza evidente di qualità tra le due squadre, lo Zurigo disputa due partite meravigliose. All’Olimpico, gli svizzeri sono bravissimi a limitare i danni e cadono soltanto per 1-0 con gol di Francesco Totti.

In terra elvetica, invece, vanno davvero vicini a fare lo scherzetto ai capitolini. Sotto la neve e su di un campo al limite della praticabilità, lo Zurigo va sotto con il gol di Delvecchio. Ad inizio ripresa, proprio Bartlett si fa parare un calcio di rigore da Chimenti ma poi si scatena e con una micidiale doppietta riapre il discorso qualificazione. Lo stadio si trasforma in una bolgia e gli svizzeri caricano a testa bassa nei minuti finali, a caccia del gol decisivo. Sarà una punizione del solito Totti al 95′, che beffa il bravo Shorumnu sul suo palo, a chiudere la pratica a favore dei giallorossi, poi battuti tra le polemiche dall’Atletico Madrid ai quarti. La prima stagione di Bartlett in Svizzera si chiude in maniera decisamente positiva, tra i consensi degli addetti ai lavori e l’interesse di diversi club più blasonati.

IL PASSAGGIO AL CHARLTON, IN PREMIER LEAGUE

Dopo una buona prima annata elvetica, Bartlett sembra in procinto di cambiare aria e alzare il livello della sua carriera ma invece resta allo Zurigo. La squadra svizzera, tra l’altro, viene praticamente smantellata in sede di mercato, perdendo quasi tutti gli elementi più validi della rosa. Ne vien fuori un campionato decisamente negativo, chiuso con un pessimo 9° posto che porterà addirittura alle disputa della Poule Salvezza. Pur nelle difficoltà generali, il centravanti africano conferma quanto di buono fatto vedere in passato e va nuovamente in doppia cifra, caricandosi sulle spalle il peso offensivo della squadra. Nella Coppa d’Africa 2000, intanto, il Sudafrica, Campione appena 4 anni prima, si affida, ovviamente, a Shaun Bartlett, che ripaga alla grande la fiducia.

Si laurea capocannoniere della manifestazione con ben 5 gol, trascinando i Bafana Bafana al terzo posto finale, tutto sommato un ottimo piazzamento. E’ chiaro che ormai il campionato svizzero gli stia stretto e che il ragazzo meriti un’occasione prestigiosa. Per gran parte dell’anno, viene seguito dagli osservatori del Manchester United. Ferguson lo stima e pensa di farne uno degli attaccanti di scorta per i suoi Red Devils. Alla fine la trattativa non si concretizza, con gli inglesi che virano su altri obiettivi. Bartlett, così, sembra destinato a restare per il terzo anno di fila allo Zurigo e lo fa con il morale sotto i tacchi. Il destino, tuttavia, viene in aiuto al sudafricano poche settimane dopo l’inizio del campionato svizzero. Nel Charlton, infatti, è approdato da poco il suo amico Mark Fish.

Di pari passo, durante la pre-season, gli Addicks si ritrovano con un problema di non poco conto. Il loro centravanti Andy Hunt si scopre affetto dalla sindrome da fatica cronica. Una patologia complessa e cronica che lo porterà addirittura al ritiro. Con la necessità di sostituirlo in tempi rapidi e soprattutto in modo economico, i dirigenti del club si mettono a caccia di un attaccante. Fish, reduce da un’ottimo triennio al Bolton che lo ha riabilitato dopo il flop laziale, si permette di proporre il suo amico e compagno di nazionale Bartlett. Keith Peacock, assistente del coach Curbishley, si reca di persona in Svizzera per vederlo dal vivo in due occasioni e ne rimane favorevolmente colpito. Per agevolarne il trasferimento, lo Zurigo accetta di concedere un prestito con diritto di riscatto e, così, Shaun si ritrova finalmente catapultato in Premier League.

I SEI ANNI DI AMORE CON IL CHARLTON

L’approccio di Shaun Bartlett con il Charlton è da subito più che favorevole. Il centravanti rimane entusiasta delle strutture di allenamento, dello stadio e dell’organizzazione. In più, anche grazie alla presenza dell’amico Mark Fish, si ambienta senza alcuna difficoltà nello spogliatoio. L’esordio avviene già la domenica seguente, entrando in campo pochi minuti nella sconfitta per 3-0 contro il Liverpool. Da lì’ in avanti, però, il sudafricano saprà come farsi amare. La prima stagione è la migliore in assoluto di quelle trascorse in Inghilterra. Non segnerà mai moltissimo ma il suo modo di affrontare le partite, la grinta, la voglia e l’attaccamento alla maglia lo faranno entrare nel cuore della tifoseria Addicks.

Nella prima gara da titolare, in casa e per giunta contro i Campioni in carica del Manchester United, fa doppietta, aiutando i suoi a rimontare dall’1-3 al 3-3. Quella di punire le grandi diventerà una sua piacevole abitudine nel periodo inglese. Oltre ai Red Devils, ad esempio, è bene ricordare anche una segnatura ad Anfield contro il Liverpool, precisamente sotto la Kop, storico spazio riservato al tifo più sfegatato dei Reds. Tra l’altro, occorre specificare come il nome stesso provenga proprio da una famosa collina in Sud Africa, terra natia di Shaun Bartlett, che fu il sito della battaglia di Spion Kop durante la guerra boera nel 1900. Sempre nel corso del primo anno, riesce a siglare anche quello che verrà considerato il gol più bello dell’intera Premier League 2000-2001. Una vera magia con un sinistro al volo contro il Leicester. Ecco il video:

La grande professionalità e le buonissime prestazioni inducono il Charlton a riscattarlo prima della fine del campionato, versando nelle casse dello Zurigo i 2 milioni di sterline concordate. Nel club inglese, Bartlett resterà altri 5 anni, aiutando la squadra a ottenere sempre notevoli piazzamenti, nonostante il budget limitato con cui Curbishley era costretto a fare mercato. Nella fattispecie, entrando nel merito dell’esperienza del sudafricano con gli Addicks, non sarà mai davvero un titolare fisso ma saprà sempre ritagliarsi uno spazio importante. L’addio giunge nel 2006, in seguito ad un cambio di politica societaria. Vogliosi di raggiungere l’Europa, i dirigenti decidono improvvisamente di darsi alle pazze spese. Bartlett finisce in disparte, arrivano giocatori di spessore ma i risultati non pagheranno, portando il club addirittura alla retrocessione.

IL RITORNO DI SHAUN BARTLETT IN SUDAFRICA E IL RITIRO

Per Shaun Bartlett il ritorno in Sudafrica, nella stagione 2006-2007, viene visto come un fallimento. Il ragazzo sente di avere nelle gambe e nella testa ancora un paio di annate di ottimo livello ma si sente ferito per quanto accaduto al Charlton. Dopo anni di ottimi piazzamenti e di amore dimostrato da tutto il gruppo per la maglia, ben 12 dei calciatori sono stati ceduti. Non paghi, i dirigenti hanno dato il benservito anche al tecnico Curbishley, che per Bartlett è una sorta di secondo padre. Probabilmente per via delle scarse motivazioni dopo l’addio all’Europa, il centravanti si avvia piuttosto rapidamente al declino.

Il ritorno nel campionato sudafricano non può considerarsi positivo. I gol sono pochi e la Nazionale diventa un’utopia. Già nel corso degli ultimi mesi in Premier, il CT dei Bafana Bafana, il rumeno Dumitru, aveva cominciato a non convocarlo più. Alla base, l’intenzione di rinnovare una rosa ancora troppo ancorata al gruppo storico e con un’età media troppo alta. Bartlett fa poco per cambiare le carte in tavola. Due anni piuttosto negativi ai prestigiosi Kaizer Chiefs e poi l’ultimo contratto della sua carriera, al Bloemfontein Celtic. Soltanto 8 partite con la nuova maglia che certificano la fine di una carriera di tutto rispetto.

Bartlett appende le scarpe al chiodo a 37 anni, sapendo di essere entrato per sempre nella storia del calcio sudafricano. Secondo miglior marcatore di sempre die Bafana Bafana, una Coppa d’Africa vinta, una doppietta ai Mondiali e tanti anni di livello in Europa. Successivamente, è diventato un collaboratore tecnico prima con i Golden Arrows e poi proprio con i Kaizer Chiefs, suo penultimo club da giocatore. Una carriera, quella da allenatore, che spera possa riservargli soddisfazioni anche solo paragonabili a quella da calciatore. Per fare ciò, Bartlett studia con costanza, volenteroso di continuare a fare la storia del suo Paese e con un sogno: allenare il suo Charlton!

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