Quando un cane distrusse la carriera al portiere scozzese Chic Brodie

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CHIC BRODIE E UNA CARRIERA PIENA DI DISGRAZIE

E’ una storia che ha veramente dell’assurdo, oltre che del paradossale. Una storia davvero folkloristica che proviene direttamente dal calcio inglese, madre patria degli aneddoti più incredibili sul mondo del football. Chic Brodie è stato un portiere scozzese degli anni ’50, ’60 e ’70 che fu maledetto dalla sorte. Nato a Duntocher nel 1937, nel corso di tutta la sua carriera si fece apprezzare per le sue spiccate doti umane e tecniche, con quelle uscite coraggiose in area di rigore che lo fecero diventare praticamente famoso in tutta l’Inghilterra. La prima squadra professionistica da cui partì fu il Manchester City, in cui però non giocò mai per via della presenza “ingombrante” del tedesco Bert Trautmann. Nel periodo del servizio militare, invece, Brodie giocò 106 volte in quarta divisione con l’Aldershot fino al 1961, mettendosi in grande risalto.

Da lì passò poi al Wolverhampton, dove disputò una sola partita, e successivamente al Northampton, in cui ebbe più fortuna giocando 97 volte in due anni. La consacrazione per Brodie arrivò al Brentford, club londinese di cui fu bandiera per ben 8 anni. Nel complesso fu uno di quei giocatori trascurabili e dimenticabili, visto che incise pochissimo sul campo per farsi annoverare tra i più forti del calcio inglese. Ciò di cui soffrì tremendamente lo scozzese furono gli infortuni, patiti tantissimo verso fine carriera. Oltre a quelli, però, fu la sfortuna a regnare sovrana nella vita di Chic. Già nel 1964, al secondo anno con la maglia del Brentford in Third Division, il portiere, durante una partita contro il Carlisle, venne colpito da un sasso lanciato direttamente dalla tribuna avversaria.

La motivazione di quel folle gesto da parte della tifoseria avversaria non fu mai chiara. Anche perchè il povero Chic non aveva dei particolari nemici calcistici. Ma non è finita qui perchè l’anno successivo, in una partita contro il Millwall, lo scozzese raccolse un oggetto metallico che era stato lanciato verso la sua porta: cos’era? Una granata. Sì, Chic Brodie aveva in mano un potenziale ordigno esplosivo, che di conseguenza riconobbe e lanciò dietro la porta in un nano secondo. Alla fine si scoprì che l’interno della bomba era vuoto, ma comunque la partita venne sospesa.

QUANDO UN CANE GLI DISTRUSSE LA CARRIERA

Le disgrazie, inverosimilmente, continuarono ad aleggiare intorno alla vita dell’estremo difensore. Dopo diversi anni passati in serenità, nel 1970 il Brentford ospitò il Lincoln City in un soleggiato Griffin Park. In un’azione ospite la sciagura per Chic Brodie riecheggiò nuovamente. Dopo essere intervenuto su un cross dal fondo, lo scozzese si appese alla porta per esaltarsi. Peccato che si sentì platealmente uno scricchiolio non positivo che fece spezzare a metà la traversa, e l’estremo difensore cadde di schiena a terra rimanendo inerme davanti a compagni e avversari. La partita riprese poi con 45 minuti di ritardo, con Chic che concluse in maniera molto dolorante. Insomma, la sorte lo stava maledicendo in ogni match praticamente. Ma se parliamo di sfortuna e disgrazie, niente di tutto questo potrà essere paragonato con ciò che successe il 28 novembre 1970.

Il Brentford giocava a Colchester e stava già perdendo 4-0, quando a pochi minuti dal fischio finale una piccola chiazza bianca spuntò sul prato verde. Si trattava di un Terrier, un piccolo cane che stava rincorrendo all’impazzata la traiettoria del pallone. In realtà il telecronista dell’epoca disse che la bestia era entrata “di nuovo” in campo, quindi doveva già essere successo nel corso della partita. Anche se si trattava di quarta divisione, la gara venne trasmessa in tv nel programma Match of The Day, uno dei più seguiti e visti in Inghilterra. All’entrata del cane, l’arbitro non interruppe affatto il gioco, lasciando incredibilmente concludere l’azione. I giocatori continuarono a giocare come se niente fosse, come se un animale in campo durante la partita fosse lecito aspettarselo.

L’EPISODIO

L’episodio letale che subì Brodie successe in una manciata di secondi; un difensore del Colchester lanciò lungo in direzione della punta per far salire la squadra e il piccolo Terrier si scagliò all’inseguimento. Quest’ultimo arrivò in pressing su Peter Gelson, difensore del Brentford, che per paura, forse, passò indietro la sfera al portiere scozzese. In quegli anni vigeva ancora la regola dei portieri che potevano prendere la palla con le mani anche su retropassaggio e infatti Brodie fece proprio così, sottovalutando però la forza del cane. Nel momento in cui Chic si chinò per raccogliere la palla, la bestiolina bianca e nera gli finì in pieno sul ginocchio sinistro, metà altezza.

“What a tackle! What a great tackle!”, commentò il telecronista. L’estremo difensore cadde di faccia avanti per la brutalità dell’impatto con un animale che lui (come tutti) reputava innocuo. La malasorte per Brodie si fece di nuovo viva: il suo ginocchio era totalmente andato, polverizzato, distrutto. E sì, un cane gli aveva appena distrutto la carriera. “Quel cane sarà anche stato piccolo, ma ha dimostrato di essere bello solido”, dirà qualche tempo dopo lo scozzese. La vita calcistica del calciatore pervaso da disgrazie terminò proprio in quel pomeriggio di novembre. Il ginocchio non si riprese proprio e Brodie indosserà i nuovamente i guanti tempo dopo ma solo per giocare con squadre amatoriali.

Una volta appesi gli scarpini al chiodo, finì per fare il tassista a Londra. Chissà a quanti suoi clienti Brodie avrà raccontato della sua carriera annientata da un tenero cane. In fondo in fondo, nella storia del calcio è entrato pure lui, a suo modo, e non per colpa sua, ma ci è entrato. Morì il 24 aprile 2000 all’età di 63 anni per via di un terribile cancro alla prostata. Insomma, si può dire che è stato uno dei calciatori più sfortunati della storia.

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