Quando “O Galinho” Zico divenne l’Imperatore del Kashima Antlers!

Zico Kashima Antlers

Il fuoriclasse brasiliano Zico chiuse la sua meravigliosa carriera in Giappone, vestendo la maglia del Kashima Antlers. Ben 3 anni che segnarono anche il debutto del club nel neonato campionato professionistico della J-League. Proprio il contributo dello straordinario fantasista, anche in termini organizzativi, permise alla società di diventare una delle più vincenti e potenti del calcio nipponico!

ZICO E L’OFFERTA DEL KASHIMA ANTLERS DAL GIAPPONE

Arthur Antunes Coimbra, per tutti Zico, è senza ombra di dubbio uno dei 10 più forti nella storia del calcio. Un giocatore delizioso, capace di spostare gli equilibri di una squadra col suo talento immenso. Leggenda assoluta nella storia del Flamengo, il brasiliano ha militato anche in Italia a metà degli anni ’80, quando fu clamorosamente acquistato dall’Udinese. I friulani, con un colpo a sorpresa, lo strapparono ad una folta concorrenza. Ormai 30enne, Zico sconfisse rapidamente lo scetticismo di chi lo definiva già in declino per un campionato competitivo come quello italiano di allora. Un primo anno fenomenale, un secondo macchiato da qualche infortunio di troppo per poi tornare al suo Flamengo e restarvi fino al 1989. A quel punto, O Galinho, che aveva compiuto 36 anni, annunciò l’addio al calcio, giocando un’ultima gara nel ’90.

A distanza di oltre un anno, quando era ormai diventato Segretario allo Sport durante il governo di Fernando Collor de Mello, ricevette una chiamata alquanto particolare. il Sumitomo Metals, club che poi conosceremo come Kashima Antlers era disposto a fare follie pur di avere Zico in squadra. Sembrava una trattativa impossibile ma il fuoriclasse brasiliano, alla fine, si fece tentare dalla proposta. L’ingente somma di denaro, la possibilità di scoprire una nuova e affascinante cultura e, soprattutto, un amore mai svanito per il calcio. Fu così che il fantasista arrivò a Kashima il 21 maggio e si ritrovò in una situazione a dir poco surreale. Il Sunitomo, infatti, era un club piuttosto modesto che navigava tra Prima e Seconda Divisione. Non aveva un vero e proprio status professionistico e prendeva il nome dall’omonima azienda di acciaio.

QUEL SOPRANNOME DI DIO DEL CALCIO

L’aspetto organizzativo della squadra lasciava alquanto a desiderare. Ci si allenava poco e a ritmo blando, quasi quanto un club dilettantistico, dato che molti degli elementi della rosa lavoravano durante il giorno come operai nell’azienda. Inoltre, le strutture erano piuttosto fatiscenti, con un campo irregolare e spogliatoi minimali. Nonostante il contesto, però, Zico mostrò tutta la sua professionalità e prese presto per mano la squadra, composta per lo più da calciatori modesti. Con tutto il suo talento e la sua maestria, il brasiliano mise a segno ben 22 gol nel campionato di Seconda Divisione, laureandosi capocannoniere del torneo. Realizzò anche 5 reti nelle varie coppe, chiudendo la sua prima stagione nipponica con un bottino di 27 marcature. Niente male per uno che, teoricamente, si era già ritirato da tempo. Al termine dell’annata, inoltre, un’importante novità rivoluzionò totalmente il calcio giapponese.

Venne creata una nuova lega professionistica, la J-League, alla quale il Sunitomo Metals avrebbe finalmente preso parte, soprattutto per merito degli ottimi risultati ottenuti nell’ultimo campionato. Per ragioni di puro regolamento, il club fu costretto a cambiare nome, dato che le società non potevano direttamente sponsorizzare aziende del Paese. Così, la squadra fu denominata Kashima Antlers e ripartì, ovviamente, dalla conferma del grande Zico. Il brasiliano aveva completamente stravolto la mentalità della dirigenza. Aveva portato professionalità e competenza, dando consigli e guidandoli verso una vertiginosa crescita. Mentre venivano migliorate le strutture, il patron Yasuo Shingu intervenne copiosamente anche sulla qualità della rosa, al fine di non sfigurare di fronte a squadre di notevole caratura come Yokohama Marinos e Verdy Kawasaki. Diversi elementi ottennero finalmente lo status di professionista mentre sul mercato arrivarono due brasiliani come Bismarck e Alcindo

UN LEGAME INDISSOLUBILE COL CLUB

Nonostante l’evidente rinforzamento della squadra, in pochi accreditavano i Kashima Antlers di Zico tra i favoriti. Eppure, spinti dall’immensa classe e dal carisma del Galinho, i Cervi battagliarono a lungo per il titolo, cedendo soltanto al Verdy Kawasaki. Uno straordinario secondo posto con il brasiliano assoluto idolo dei tifosi, che intanto lo avevano denominato il Dio del Calcio. L’ultima annata da calciatore, ad ormai 40 anni suonati, la 93-94, fu invece caratterizzata da molti guai fisici. Zico riuscì a giocare poco ma ormai il club era avviato verso l’assoluta grandezza. Anche senza il contributo pieno del proprio fuoriclasse, il Kashima Antlers giunse terzo. Successivamente, dopo essersi ritirato definitivamente, il grandioso fuoriclasse ex Flamengo e Udinese, tornò per ben due volte in società.

Dopo essere stato il vice allenatore di Zagallo in Nazionale e aver concluso il Mondiale del ’98 al secondo posto, Zico divenne il nuovo tecnico del club. Vi rimase una stagione, continuando a dispensare consigli e contribuendo alla crescita sproporzionata della società. Giunse secondo e poi andò ad allenare il Giappone. Nel 2018, invece, è stato richiamato per diventare il nuovo Direttore Tecnico del Kashima Antlers, un incarico che ha ricoperto fino al dicembre del 2021. La squadra, negli anni, è diventata una delle più vincenti in assoluto del calcio nipponico. Ha vinto 8 campionati giapponesi, 6 coppe del Giappone, 5 coppe dell’Imperatore, 6 Supercoppe ma, soprattutto, una Champions League asiatica nel 2018. Inoltre, appena due anni prima, l’Antlers battagliò col Real Madrid nella finalissima del Mondiale per Club, perdendo soltanto dopo i tempi supplementari!

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