Quando il Real Madrid evitò la retrocessione all’ultima giornata della Liga!

Real Madrid retrocessione

Nel corso della stagione 1947-48 il Real Madrid rischiò la retrocessione in Seconda Divisione per la prima e unica volta nella sua storia. Le Merengues, dopo un’annata pessima, riuscirono a salvarsi soltanto all’ultima giornata, evitando l’umiliante discesa in B.

IL REAL MADRID E LA QUASI RETROCESSIONE 47-48

Sono tre le squadre della Liga spagnola a non aver mai assaggiato il brivido della retrocessione in Seconda Divisione: il Barcellona, l’Athletic Bilbao e il Real Madrid. Le storie dei tre club, però, sono decisamente differenti, anche in questo ambito. I catalani del Barca, ad esempio, retrocessero dalla Liga nella stagione 33-34 ma furono salvati da un’allargamento del campionato che comportò il loro ripescaggio. Il Bilbao, invece, ha spesso e volentieri lottato per restare con le unghie e con i denti nella massima divisione, riuscendo sempre a salvarsi. Diverso, invece, il discorso del Real Madrid. I Blancos, forse il club più blasonato al mondo, hanno una lunga storia di successi e piazzamenti importanti alle spalle. Tuttavia, anche la società madrilena ha rischiato di precipitare negli inferi della Seconda Divisione.

La stagione 1947-48 fu davvero negativa per il Real Madrid. Le Merengues avevano da poco inaugurato il nuovo stadio, il Chamartin. Un impianto che, negli anni successivi, prenderò l’attuale nome di Santiago Bernabeu. Proprio quest’ultimo, era il Presidente di quel club e si trovò a fronteggiare una crisi tecnica senza precedenti. Sulla panchina della squadra si avvicendarono ben 3 allenatori, senza mai riuscire a trovare il bandolo della matassa. Il campionato fu iniziato da Jacinto Quincoces, che subì diverse imbarcate incredibili come il 5-0 nel derby con l’Atletico o un clamoroso 7-1 con l’Oviedo. Nel tentativo di evitare la retrocessione, il Real cambiò una seconda guida tecnica, affidandosi a Baltasar Albeniz, senza che le cose migliorassero. Anche col nuovo allenatore, in un solo mese, arrivarono debacle pazzesche tra cui un 4-2 dai rivali di sempre del Barcellona. Bernabeu decise per il terzo cambio in panca.

LA RISICATA SALVEZZA PER SOLI 2 PUNTI

Con il Real Madrid ormai sull’orlo del baratro e con la retrocessione diventata qualcosa in più di uno spettro, il Presidente pensò di affidarsi alle cure di un allenatore inglese. In quegli anni, i britannici erano ancora considerati più avanti con le metodologie di allenamento e le conoscenze tattiche. La scelta ricadde su Alexander Edwin Michael Keeping, che iniziò subito a lavorare sul campo per tirare fuori il meglio da una rosa che, almeno sulla carta, non appariva così malvagia. C’erano calciatori di spessore come il centrocampista Luis Molowny, autore di ben 9 reti; o il cubano Chus Alonso, uno dei migliori caraibici della storia. E poi anche due argentini (Rocha e Navarro) e i vari Sabino Barinaga, Pruden, Gallardo o Pepe Corona.

Dopo un trittico difficile nelle prime tre gare, Keeping portò il suo Real a espugnare il campo del Siviglia. Un successo fondamentale, che fece momentaneamente uscire le Merengues dalla zona rossa, ad appannaggio delle ultime due della classifica. A 6 giornate dal termine la strada appariva ancora lunga ma quantomeno la squadra sembrava avere una fisionomia. Con un cammino zoppicante, fatto di molti pareggi (comunque preziosi) il Real Madrid arrivò all’ultima giornata con l’obbligo di vincere. Impresa tutt’altro che semplice, visto che sulla strada del club madrileno c’era il temibile Oviedo. Al di là dei 7 gol presi all’andata, quest’ultimo era un club che stava vivendo la sua epoca d’oro, caratterizzata dal famoso “attacco elettrico“. Un pacchetto offensivo devastante, formato da calciatori pazzeschi come Emilin, Langara o Herrerita.

L’impresa sembrava talmente proibitiva che i tifosi del Barcellona, nei giorni precedenti, pensarono bene di iniziare i festeggiamenti per la retrocessione dei rivali. Pubblicarono, addirittura, un necrologio in tono beffardo su un giornale catalano, augurando al Real di riposare in pace. Santiago Bernabeu, venuto a conoscenza dello sfottò, fece in modo di farsi recapitare una copia dell’articolo e la mise in bella mostra nel suo spogliatoio. L’iniziativa, evidentemente, fece breccia nell’orgoglio dei calciatori della rosa, che scesero in campo con il sangue agli occhi. L’11 aprile del 1948, dopo una grandissima partita, il Real Madrid batteva 2-0 l’Oviedo con doppietta di Pruden. In Seconda Divisione finì la Real Sociedad, con soli 2 punti in meno delle Merengues. La peggior stagione della storia, però, servì da lezione al Real Madrid che da lì a poco avrebbe costruito un grande team, capace di dominare in Europa a lungo!

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