Quando il Real Madrid era una piccola colonia di calciatori cubani!

Real Madrid cubani

Può sembrare strano, ma il Real Madrid, in passato, ha avuto una lunga tradizione di calciatori cubani. Non tutti, però, sono riusciti a imporsi nel campionato spagnolo con la maglia delle Merengues!

IL REAL MADRID E I MOSCHETTIERI CUBANI

Cuba non ha mai avuto una grande tradizione dal punto di vista calcistico. Sono davvero pochi i calciatori dell’isola caraibica che sono riusciti a imporsi a livello internazionale. Questa, però, è storia piuttosto recente. Tornando di molto indietro con gli anni, infatti, scopriamo una particolarità davvero strana. Nella classifica dei Paesi stranieri che hanno fornito atleti al Real Madrid, Cuba è addirittura al sesto posto! Gran parte del merito, per questa affascinante statistica, va dato a 8 ragazzi cubani che, ad inizio 900, lasciarono la loro terra per vestire la prestigiosa casacca del Real Madrid.

Tre di loro erano fratelli: Armando, Josè e Mario Giralt, tutti originari dell’Havana. Mario fu il primo di loro a indossare la maglia delle Merengues nel 1902 quando ancora la società si chiamava Madrid Football Club. A legare in modo indelebile i tre fratelli Giralt al Real, però, è un altro episodio ancora. Pochi mesi dopo l’approdo dei tre, nacque la società del Real Madrid. Prima di disputare un incontro ufficiale, fu organizzata un’amichevole in famiglia per festeggiare la storica creazione del nuovo club. In una delle due formazioni scese in campo, i Giralt erano tutti schierati come titolari!

Qualche mese dopo, ci fu la prima storica sfida ufficiale contro il Barcellona. In campo, per i Blancos, oltre ai tre Giralt vi era anche un quarto cubano, sempre proveniente dall’Havana: Antonio Sanchez Neyra. Costui, curiosamente, entrò indelebilmente nella storia del Real, quando, nel 1909, siglò il pesantissimo gol che permise ai suoi compagni di battere il Barcellona in una semifinale combattutissima di Copa del Rey.

GLI ALTRI CUBANI IN MAGLIA MERENGUES

Sempre nel corso di quegli anni, ci furono altri calciatori cubani che ebbero l’onore e il merito di vestire la gloriosa casacca del Real Madrid. Al contrario dei suoi 4 precedessori, però, non ebbero altrettanta fortuna. Il ventenne Fernando Lopez Quesada Barbon arrivò nella capitale spagnola nel 1910. Rimase nel club per 5 anni ma non riuscì mai a guadagnarsi un posto di rilievo. Diversi anni dopo, invece, arrivò a Madrid Enrique Ferrer e vi rimase soltanto nella stagione 35-36, senza lasciare grandi tracce.

Poi c’è la storia di Mario Inchausti, che arrivò in Spagna a soli 10 anni assieme alla sua famiglia. Agli studi per diventare medico, abbinava la sua passione per il gioco del calcio. Entrò nel settore giovanile del Saragozza, spiccando nelle vesti di portiere, molto agile ed abile tra i pali. Con la maglia del club aragonese raggiunse la serie A nel 36 e poi ebbe un’esperienza al Betis. Nel 41 fu acquistato a peso d’oro dal Real Madrid, che nonostante avesse in rosa ben 3 portieri di livello, decise di puntare sul giovane cubano.

In breve tempo, si ritagliò un posto da titolare per le gare di coppa. Quando era in procinto di diventare il primo portiere anche in campionato, ebbe un brutto incidente stradale.  Fu costretto a smettere con il calcio e si concentrò nella sua carriera di medico, morendo poi a 91 anni nel 2006. Una storia che ricorda molto da vicino quella del cantante Julio Iglesias, anche lui portiere promettente del Real e costretto a smettere per un incidente. (Leggi QUI la sua storia).

JESUS “CHUS” ALONSO, IL PIU’ FAMOSO DEI MOSCHETTIERI

Infine, l’ultimo cubano a vestire la maglia dei Blancos di Madrid fu Jesus Alonso, che aveva origini asturiane. A 18 anni, notando le sue enormi potenzialità, fu inserito nelle giovanili delle Merengues. Ebbe un’esperienza in prestito al Valladolid e fu vicino a passare al Barcellona. Nel 39 tornò nella capitale spagnola per restarvi. Divenne presto una colonna della squadra, vincendo due Coppe del Re, disputando 159 gare e segnando la bellezza di 65 gol.  Due reti, tra l’altro, permisero al Real di battere i rivali storici del Barca in una doppia sfida di Copa del Rey!

Era un centrocampista completo, dallo spiccato senso del gol e famoso soprattutto per i suoi colpi di testa. Molte delle sue reti arrivavano con micidiali inserimenti aerei. Inoltre, era molto forte fisicamente. Quando il Real Madrid disputò la prima gara ufficiale nel nuovo stadio Chamartin (il più grande d’Europa in quegli anni) fu proprio lui a siglare il primo gol ufficiale nel nuovo impianto. In quella partita, contro il Bilbao, fu decisivo con una doppietta nel 5-1 dei Blancos.

Allo stesso tempo, Alonso ha detenuto per 70 anni un altro record in maglia Merengues. Fu, infatti, il più veloce goleador della squadra in un  match contro il Barcellona. Nel gennaio del 1940 gli bastarono solo 40 secondi per bucare la porta Blaugrana ed entrare nella storia del suo club in modo ancora più importante. Il record fu poi battuto da Karim Benzema nel dicembre 2011, con il gol dopo appena 23 secondi dall’inizio della gara. Alonso, vivendo per molti anni in Spagna, ottenne anche  la cittadinanza e riuscì a disputare 3 gare con le Furie Rosse, una peraltro contro l’Italia.

UN’ULTIMA CURIOSITA’ CHE LEGA I CALCIATORI CUBANI AL REAL MADRID

Per far comprendere ancora di più il forte legame che c’è tra i cubani e il Real Madrid, c’è una curiosità molto eloquente. Santiago Bernabeu fu prima calciatore, poi allenatore e infine presidente dei Blancos fino al 1978. In suo onore, lo stadio Chamartin fu ribattezzato proprio Bernabeu nel 55. Bene, a rendere più nostalgica tutta questa storia, c’è un particolare. La mamma di Santiago, la signora Antonia de Yeste, era cubana, nata a Camaguey! Non è quindi un caso che il Real Madrid sia una delle squadre più tifate in assoluto a Cuba. Un Paese dove il calcio sta tornando di moda dopo tanti anni di monopolio del baseball. E anche grazie al grande amore per quella  maglia bianca del club della capitale spagnola!

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