Quando il Ballybrack finse la morte di un calciatore per rinviare una partita!

Nel tentativo di rinviare la gara contro l’Arklow Town, il club di Dublino inscenò la tragica morte di La Fuente

Ballybrack

Nel corso della stagione 2018-2019, la società irlandese del Ballybrack inscenò la morte del proprio tesserato Fernando Nuno La Fuente per rinviare una partita di campionato. Il calciatore spagnolo, però, era vivo e vegeto! Lo squallido stratagemma fu smascherato dopo pochi giorni.

IL BALLYBRACK E QUELLA PARTITA DA RINVIARE AD OGNI COSTO!

Questa storia assomiglia molto a quando a scuola, per giustificare il mancato svolgimento di alcuni compiti, si ricorreva alle più improbabili scuse. Decine e decine di parenti inconsapevolmente morti per riparare al danno. In questo caso, però, a ricorrere al più classico degli stratagemmi non è stato uno studente, bensì una squadra di calcio. Siamo in Irlanda, più precisamente dalle parti di Dublino, e il Ballybrack è un club che, nella stagione 2018-2019, milita nella Leinster Senior League, una sorta di Terza Divisione. In programma, per il successivo week-end, c’è un match contro l’Arklow Town. Un incontro che, evidentemente, preoccupa molto i dirigenti delle Tigri, soprannome con cui è conosciuto il club in città.

La causa di questo eccessivo timore non è nota, fatto sta che l’idea primaria è quella di rinviare ad ogni costo la partita. A questo punto, scorrendo la lista dei propri tesserati, il segretario del Ballybrack ha una macabra idea. Fernando Nuno La Fuente, calciatore spagnolo, si è ormai trasferito da alcuni mesi da Dublino a Galway poiché aveva trovato un lavoro più sicuro e redditizio del calcio. La sua prolungata assenza dalla squadra, pertanto, rappresenta il contesto ideale per usarlo come “scusante” nei confronti della Federazione. La Fuente viene dichiarato morto in un tragico incidente stradale e la Leinster Football Association non può far altro che rinviare l’incontro con l’Arklow a poche ore dal fischio d’inizio.

LA COLOSSALE FIGURACCIA DELLA SOCIETA’ DUBLINESE

Qualche ora dopo, c’è grande commozione sui campi di tutta Irlanda. La notizia della morte del 29enne spagnolo è stata accolta con comprensibile turbamento. Ci sono minuti di silenzio, lutti al braccio e messaggi di cordoglio da tutte le società del Paese. Ma, come spesso accade, le bugie hanno le gambe corte, anzi, cortissime. La Federazione, infatti, inizia a comprendere presto che qualcosa non torna. Dopo aver domandato al Ballybrack di potersi mettere in contatto con la famiglia del calciatore per fornire un aiuto, si sentono rispondere che ormai il corpo è tornato in Spagna.

Una prospettiva praticamente impossibile, contando gli ovvi tempi burocratici che un espatrio di un cadavere richiederebbero. Intanto, nelle stesse ore, l’inconsapevole Fernando Nuno La Fuente sta tranquillamente giocando alla Playstation nella sua abilitazione a Galway quando, sul gruppo Whatsapp che ha con i colleghi, iniziano ad arrivare i link con le notizie della sua morte. L’ex calciatore, sconvolto, scopre anche di essere diventato una celebrità e racconta che, appena qualche giorno prima, il Ballybrack lo aveva contattato per chiedere la possibilità di far uscire una news su di lui.

Convinto che avrebbero finto un infortunio, magari per allungare la lista degli indisponibili, il povero La Fuente aveva dato la propria disponibilità. Dopo aver però scoperto la messa in scena della morte, lo spagnolo chiama il suo vecchio club che, ormai spalle al muro, vuota il sacco, scusandosi con l’intero Paese. Una figura di “cioccolata” colossale e che porta all’ovvio licenziamento del segretario, l’ideatore di questa ridicola manfrina. La Fuente, invece, tornerà in campo qualche tempo dopo, indossando la maglia del Clarinbridge, club della contea di Galway. Nel suo primo match, l’arbitro gli si avvicinerà dicendogli “Sono felice che tu sia vivo”!

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